La rivoluzione di Abate: giovani, coraggio e idee per riportare il Torino a riessere Toro

La rivoluzione di Abate: giovani, coraggio e idee per riportare il Torino a riessere ToroTUTTOmercatoWEB.com
Ignazio Abate
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Oggi alle 10:00Notizie
di Elena Rossin
fonte La Stampa
Ignazio Abate sfida il Milan nel suo debutto in Serie A con il Torino: giovani, gioco, coraggio e una rivoluzione verde per rilanciare i granata

Il nuovo tecnico granata, Ignazio Abate, debuttante in Serie A, punta su giovani talenti, gioco offensivo e identità. Dopo il successo in Coppa Italia con la Carrarese, domenica arriva il Milan al Grande Torino.

La scommessa granata: Abate vuole riportare il Torino a essere Toro

Più che chiudere il cerchio del destino, Ignazio Abate vuole aprirlo. Nel Torino ha giocato una sola stagione, nel 2008/09, ma oggi torna in granata da allenatore e soprattutto da debuttante assoluto in Serie A. A 39 anni ha scelto di accelerare ancora una volta, raccogliendo una nuova sfida: riportare il Toro ad avere coraggio, identità e ambizione.

Il grande salto arriva dopo cinque stagioni di crescita costante. Dal lavoro nel vivaio del Milan alla Serie C con la Ternana, fino alla Serie B con la Juve Stabia, Abate ha costruito la propria carriera puntando su un calcio brillante e sulla valorizzazione dei giovani. È proprio questa la filosofia che ha convinto il direttore sportivo Petrachi a puntare su di lui per voltare pagina dopo un'altra stagione deludente.

Abate, il tecnico più giovane dell'era Cairo

Il coraggio non è mai mancato all'ex terzino rossonero. Né quando giocava, né ora che siede in panchina. Abate ha sempre costruito il proprio percorso senza scorciatoie, affrontando anche situazioni complicate.

A Castellammare di Stabia ha vissuto la crisi societaria che ha travolto il club; a Terni è stato esonerato mentre era in testa alla classifica; al Milan Primavera ha pagato anche scelte tecniche difficili, come quella di non schierare il figlio di Zlatan Ibrahimovic.

Ora arriva la sfida più importante. Abate è diventato il tecnico più giovane dell'era Cairo e vuole trasformare questa caratteristica in un punto di forza: energia, idee e attenzione ai talenti per costruire un Torino diverso.

La rivoluzione verde del Torino parte dai giovani

Il progetto granata ha una direzione precisa: abbassare l'età della squadra, valorizzare i talenti e, dove possibile, puntare sui giovani italiani.

Il mercato ha già mandato segnali chiari con gli arrivi di Comuzzo, Mascardi, Oristanio, Fitz-Jim e Fortini. La rosa, però, è ancora un cantiere aperto e servono ulteriori rinforzi, soprattutto in difesa, sulle fasce e a centrocampo.

Abate, intanto, lavora sulla mentalità. Il Torino dovrà essere pronto a gestire pressioni, difficoltà e momenti complicati di una stagione che può rappresentare un autentico punto di svolta.

Dal 3-4-2-1 al calcio che piace ad Abate

Le idee tattiche del nuovo allenatore sono altrettanto importanti. Il 3-4-2-1 dovrebbe diventare la base del nuovo Torino, con aggressività in fase difensiva e la volontà di dominare il gioco attraverso trequartisti di qualità ed esterni offensivi.

Il potenziale non manca, ma la squadra deve ancora essere completata. In attacco, per esempio, la presenza di Simeone da sola non sembra sufficiente per affrontare una stagione ambiziosa.

Il lavoro di Abate sarà quindi decisivo: dare un'identità al gruppo prima ancora che arrivino gli ultimi tasselli dal mercato.

Cacciamani e Luongo: i simboli del nuovo Toro, sempre che entrambi restino

Tra i giovani destinati a diventare protagonisti c'è Alessio Cacciamani, talento che Abate conosce bene e che aveva lanciato nella passata stagione alla Juve Stabia. Il suo futuro, però, resta legato anche alle dinamiche di mercato, con la Roma ancora interessata.

Poi c'è Andrea Luongo, la nuova sorpresa dell'estate granata. A soli 18 anni è passato dalla Primavera alla prima squadra, conquistando spazio grazie alla trasformazione in un inedito ruolo da centrocampista.

Sono segnali importanti di una strategia precisa: costruire il futuro attraverso ragazzi capaci di conquistarsi il presente.

La sfida con il Milan nel giorno più speciale

Il primo esame di campionato non poteva essere più particolare. Dopo la vittoria in Coppa Italia contro la Carrarese a Ferragosto, il Torino affronterà domenica sera il Milan al Grande Torino.

Per Abate sarà una partita dal peso emotivo enorme. In rossonero ha giocato 308 partite tra il 2009 e il 2019, vivendo una parte fondamentale della propria carriera.

Il Milan, però, è ormai il passato. Il presente è granata e Abate lo ha già chiarito: l'emozione ci sarà, ma sul campo conterà soltanto il Torino.

Il Toro di Abate cerca la prima grande risposta

La partita contro il Milan arriva dunque nel momento perfetto per capire quanto del nuovo progetto sia già diventato realtà. Abate ha portato entusiasmo e idee, Petrachi sta ridisegnando la rosa e i giovani rappresentano la scommessa principale.

La strada è ancora lunga e il mercato dovrà completare una squadra incompleta. Ma il primo passo è stato fatto.

Ora tocca ad Abate trasformare la rivoluzione verde in una squadra riconoscibile. Perché la vera scommessa non è soltanto far crescere i giovani: è riportare il Torino a essere, finalmente, Toro.