Torino, Mascardi para tre rigori e si prende la scena: “Studio gli occhi e anticipo dove tirano”
Tre rigori parati. Una parata spettacolare su Fila. E una candidatura sempre più concreta per difendere la porta del Torino anche in Coppa Italia.
Diego Mascardi è stato l'eroe granata della sfida di Avellino. Il giovane portiere, classe 2006, ha trasformato la sequenza finale dal dischetto in un autentico show personale, neutralizzando i penalty di Di Maggio, Cancellotti e Palmiero e regalando al Torino il trofeo Criscitiello.
Una notte da protagonista che potrebbe cambiare anche le gerarchie tra i pali.
Mascardi, il segreto dei rigori: “Guardo tutto”
Come si fa a parare tre rigori nella stessa sera?
Mascardi sorride e inizialmente dribbla la domanda: “Non ve lo dico... proprio perché è un segreto!”.
Poi, però, racconta il metodo che lo ha accompagnato anche ad Avellino.
“Quando stanno per tirarmi un rigore io guardo tutto. Mi concentro sui movimenti del corpo dell'avversario, sui suoi occhi, sugli sguardi, sulle pause”.
Il portiere del Torino studia anche la rincorsa.
“Osservo la rincorsa che vuole prendere, lo fisso, lo seguo secondo dopo secondo. E così, quando poi tira, il più delle volte sono convinto di azzeccare l'angolo già in anticipo, prima che colpisca la palla”.
Ad Avellino il risultato è stato evidente: tre intuizioni, tre parate.
Dal rigore di Di Maggio alla parata su Fila
La serata di Mascardi non è iniziata dagli undici metri.
Dopo appena cinque minuti il portiere granata ha dovuto affrontare Fila, uno degli attaccanti più pericolosi dell'Avellino. L'azione è arrivata in contropiede, con l'attaccante lanciato quasi a tu per tu.
Mascardi ha chiuso lo specchio e ha deviato il diagonale con una mano sola.
Una parata spettacolare, che gli ha lasciato anche una ferita sul braccio.
“Me la sono fatta quando mi sono tuffato all'inizio, per prendere quel diagonale di Fila”, ha raccontato a fine partita.
Sul gol di Di Maggio, arrivato poco prima del 90', il portiere non nasconde invece un pizzico di rammarico.
“L'avevo sfiorata, ero riuscito a intuire la traiettoria anche se il tiro era forte e ravvicinato... E un po' di rabbia questo me l'ha lasciato”.
Pochi minuti dopo, però, proprio Di Maggio si è presentato dal dischetto.
Questa volta ha vinto Mascardi.
Torino, ora la Coppa Italia: Mascardi può giocare contro la Carrarese
La prestazione di Avellino apre inevitabilmente una riflessione sulle prossime scelte del Torino.
Sabato sera, al Grande Torino, c'è la Carrarese in Coppa Italia e Mascardi potrebbe essere confermato tra i pali.
L'arrivo di Perri, portiere brasiliano in uscita dal Leeds, dovrebbe aggiungere esperienza alla rosa. Il nuovo acquisto ha 28 anni, ma arriverebbe a Torino dopo un periodo di inattività e avrebbe bisogno di inserirsi nei meccanismi della squadra.
Mascardi, al contrario, conosce già l'ambiente e ha lavorato per settimane con Abate.
La scelta di schierarlo titolare ad Avellino, inizialmente definita una sorpresa anche dallo stesso portiere, sembra quindi assumere un significato preciso.
Abate ha una nuova gerarchia tra i pali?
“Essere stato schierato titolare qui ad Avellino è stata una mezza sorpresa anche per me”, ha ammesso Mascardi.
Ma la risposta sul campo è stata forte.
Il classe 2006 sembra destinato a diventare il viceportiere titolare del Torino, con Paleari eventualmente relegato al ruolo di terzo portiere, pronto a fare da chioccia e a intervenire in caso di necessità.
L'arrivo di Perri potrebbe naturalmente modificare il quadro, ma dopo Avellino Mascardi ha guadagnato credibilità.
E soprattutto ha mostrato di essere già pronto.
Da Carrara al Torino: una coincidenza chiamata Carrarese
C'è poi una curiosa coincidenza.
Mascardi è nato proprio a Carrara, il 26 settembre 2006.
E potrebbe giocare la sua prima partita ufficiale con il Torino contro la Carrarese.
Nel club della sua città, però, non ha mai giocato. La sua storia calcistica è iniziata nel Don Bosco Fossone, squadra dilettantistica del quartiere Bonascola. A otto anni è stato individuato dagli osservatori dello Spezia.
Da lì è cominciata la scalata.
Prima il settore giovanile, poi la prima squadra e infine la Serie B, dove nella scorsa stagione Mascardi ha raccolto 17 presenze.
A luglio il trasferimento al Torino, per 1,6 milioni di euro più 200 mila euro di bonus.
Mascardi non si accontenta: “La mia qualità migliore? I piedi”
Chi lo conosce bene racconta un portiere ambizioso.
“Sapete qual è la più bella dote di Diego? Non si accontenta mai”.
La risposta di Mascardi è immediata: “Sì, è vero, sono fatto così”.
Classe 2006, oltre un metro e novanta di altezza, fisico imponente e già nel giro dell'Under 21 italiana, il giovane portiere ha convinto il Torino anche per la qualità con i piedi.
E quando gli chiedono quale sia la sua migliore caratteristica, risponde ridendo:
“I piedi!”.
Una risposta tutt'altro che casuale.
Il Torino cercava infatti un portiere moderno: bravo tra i pali, sicuro nelle uscite e capace di partecipare alla costruzione del gioco.
Ad Avellino Mascardi ha aggiunto un altro elemento al proprio biglietto da visita: la capacità di leggere e neutralizzare i rigoristi.
Tre rigori parati possono essere un episodio.
Ma dopo quanto mostrato nelle ultime settimane, per il Torino potrebbero rappresentare anche l'inizio di qualcosa di più importante.
La porta granata, in vista della Coppa Italia, ha un nuovo candidato.
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