Torino CF, la Primavera in finale

Torino-Como 3-1
11.06.2012 10:14 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: Edoardo Brunetti Resp. Comunicazione e sviluppo immagine Tcf
Torino CF, la Primavera in finale
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TORINO (4-3-1-2): Ozimo; Favole S., Nicco, Welter, Aghem (38’ st Malara); Martinatto, Vallotto, Martin (15’ st Crisantino); Barberis (8’ st Rosso); Ponzio (46’ st Dragone), Moretti (45’ st Grassino). A disp.: Olivetti. All.: Serami. COMO (4-4-2): Moro; Cavalieri, Bianchi, Nigretti, Porro; Clerici, Del Vecchio, Cannone, Pisoni; Santoro, Ferrario. A disp.: Caminada, Marelli, Riella, Labanca, Corradini, Guimaraes, Cacciatomo. All.: Colombo. ARBITRO: Carlone di Collegno.
MARCATRICI: 23’ st Crisantino; 31’ st Moretti; 36’ st Nigretti; 45’ st Moretti. AMMONITE: Barberis e Aghem (T).


E’ finale. A distanza di un anno il Torino Primavera torna in finale di campionato per difendere il titolo conquistato dodici mesi fa contro il Brescia. L’avversaria quest’anno sarà il Firenze che ha sconfitto la Roma 4-2 nella partita di ritorno, dopo che già all’andata si era imposta per 3-1. Il Torino però per superare il Como deve faticare e non poco, con un primo tempo che vede le lariane padrone del campo, ma poco incisive sotto porta. Il tecnico Serami deve ancora rinunciare alle infortunate Capra e Lupo oltre che alla squalificata Tordella fermata per un turno dal giudice sportivo. Confermata quindi la formazione dell’andata con Barberis trequartista alle spalle di Moretti e Ponzio. La squadra però in campo sembra spaesata, non riesce a trovare i giusti equilibri tra i reparti e fatica a prendere le misure al Como che fin dal primo minuto attacca alla ricerca della rete che riequilibrerebbe l’incontro. Dopo appena dieci minuti di gioco il centrocampista Martin chiede il cambio per il riacutizzarsi del problema alla caviglia, ma l’allenatore chiede un sacrificio alla propria giocatrice non avendo ricambi di ruolo in panchina e così dal 4-3-1-2 iniziale si passa ad un 4-4-2 che vede Barberis spostata sulla fascia e Ponzio leggermente arretrata rispetto a Moretti, con le centrali difensive Nicco, migliore in campo, e Welter chiamate agli straordinari. Il primo vero tiro della partita giunge al 30’, direttamente su punizione battuta dall’esterna lariana Clerici, su cui Ozimo fa buona guardia. Tre minuti dopo ancora Como con Del Vecchio dal limite senza successo. Il Torino non riesce a superare la trequarti avversaria e così sale in cattedra Vallotto, perno centrale della squadra a protezione della difesa, che decide di creare qualche grattacapo al portiere avversario con due tiri dai trentacinque metri: il primo al 36’ impegna Moro in una parata in due tempi, mentre il secondo, al 42’ costringe l’estremo lariano ad una difficile valutazione della traiettoria, con la respinta che arriva sulla linea di porta. Il pallone rimane all’interno dell’area piccola, ma Ponzio viene anticipata al momento della ribattuta a rete in calcio d’angolo da Porro. Al 44’, dopo un batti e ribatti in area Nigretti cerca di sorprendere Ozimo con un tiro dal limite su cui la numero uno granata fa buona guardia. La ripresa inizia sotto una pioggia battente e con Martin che stringe i denti rimanendo in campo, ma la squadra fatica ancora ad uscire dalla propria metà campo, anche se Vallotto, tra le più propositive, trova il varco giusto all’altezza del centrocampo innescando Moretti sulla sinistra. Il tiro del bomber della Primavera finisce però a lato attraversando tutto lo specchio della porta. Siamo al 7’ e Serami decide di cambiare: fuori prima la spenta Barberis prima e l’infortunata Martin poi e dentro Rosso schierata esterno alto sulla destra e la giovane, classe ’97 Crisantino a sinistra. E loro cambiano la partita, portando freschezza e anche quel pizzico di spensieratezza data dalla giovane età per la seconda e dall’esperienza maturata nel corso della stagione in prima squadra per Rosso. Sulla fasce il Torino diventa così irresistibile a tratti, a destra Rosso alta è efficace in fase difensiva nello
stoppare le salite del terzino e brava nel pressare alto formando un’ottima catena con Stefania Favole che spinge come sempre partendo dalle retrovie; a sinistra Aghem annulla la Clerici lasciando i compiti offensivi alla Crisantino che nell’uno contro uno è a tratti quasi devastante. Al 20’ è la Ponzio a provarci con un tiro dal limite parato, è l’avvisaglia che la partita sta per cambiare e così succede tre minuti dopo. Moretti è instancabile nel pressing in attacco portando all’errore il difensore avversario che appoggia male il pallone favorendo l’inserimento della Crisantino. Uno-due con Ponzio, dribbling secco in area ai danni di Bianchi e mancino che batte Moro per l’1-0. Le paure e la tensione svaniscono e al 31’ giunge il raddoppio: ancora Crisantino va via sulla sinistra, entra in area saltando Cavaliere servendo l’accorrente Moretti sulla destra che deve solo indirizzare il pallone verso la rete. Al 36’ il Como, ormai rassegnato all’eliminazione, accorcia a sorpresa le distanze su un calcio di punizione quasi dalla propria metà campo, calciato da Nigretti, su cui Ozimo sbaglia l’uscita facendosi scavalcare dal pallone che entra in rete senza alcuna deviazione. Entra Malara per una stremata e nervosa Aghem e proprio la neo entrata al 40’ crossa al centro per Moretti che prolunga di testa trovando Crisantino alle sue spalle; pallone di ritorno per Moretti che di prima calcia in porta impegnando Moro. Ma l’appuntamento con la seconda rete di giornata per il numero sette granata è solo rimandato: al 45’ il destro dell’attaccante è letale e sancisce il 3-1 finale con il tecnico che le concede la standing ovation subito dopo. Il Como esce nonostante due buone prestazioni, il Torino raggiunge la seconda finale consecutiva e venerdì, allo stadio Maggioni-Righi di Borgaro alle 17.45, salvo ripensamenti dell’ultima ora da parte della Federazione, dovrà confermarsi campione d’Italia contro le viola vittoriose nel Torneo Arco di Trento a marzo.