La squadra B può essere una miniera d'oro, ma il Toro non ce l'ha

La squadra B può essere una miniera d'oro, ma il Toro non ce l'haTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 20:55Notizie
di M. V.

Quando è emersa la possibilità di iscrivere le squadre Under 23 ai campionati professionistici, il presidente del Torino, Urbano Cairo, si era detto uno dei maggiori sostenitori dell'iniziativa. Almeno a parole. Nei fatti, infatti, del Torino Under 23 non c'è ancora alcuna traccia: non esiste un progetto concreto, né tantomeno segnali che lascino pensare a una sua realizzazione nel prossimo futuro.

Interpellato sull'argomento, Cairo aveva spiegato che avrebbe preso in considerazione l'idea soltanto a fronte di costi praticamente nulli. Un'ipotesi irrealistica, perché anche la Serie C, che ha accolto con più di una riserva l'ingresso delle seconde squadre salle categorie superiori, impone regole precise e richiede investimenti significativi per partecipare al campionato.

Ad oggi hanno aderito al progetto la Juventus, vera pioniera in Italia, oltre a Milan, Inter e Atalanta. Nei prossimi anni potrebbero aggiungersi anche altri club, seguendo un modello che all'estero ha già dimostrato di essere estremamente efficace sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico.

Attorno alle squadre B ha sempre aleggiato un certo scetticismo, ma i numeri sembrano raccontare una storia diversa. Nei sette anni di attività della Juventus Next Gen, il club bianconero ha incassato circa 232 milioni di euro tra cessioni dirette e percentuali sulle future rivendite dei propri giovani, per una media superiore ai 33 milioni di euro a stagione.

È evidente che il Torino, anche per una questione di brand e di capacità di valorizzazione sul mercato, difficilmente raggiungerebbe cifre di questo livello. Tuttavia, anche incassando soltanto un terzo di quella somma, il club granata potrebbe contare su risorse aggiuntive da reinvestire ogni anno nel mercato, nel settore giovanile e nella crescita del patrimonio tecnico della società.

Alla luce di questi risultati, la domanda nasce spontanea: il Torino può davvero permettersi di continuare a rinviare un progetto che, oltre a favorire la crescita dei giovani, potrebbe trasformarsi in un'importante fonte di ricavi?