Simeone si racconta: "Che orgoglio la fascia. Il mio luogo preferito? Dico Superga perché..."
Giovanni Simeone si apre ai canali ufficiali del Torino. L’attaccante argentino ripercorre emozioni, valori personali e dinamiche dello spogliatoio, mostrando il lato più umano della sua esperienza in granata.
La fascia da capitano e l'affetto dei tifosi
Uno dei momenti più significativi vissuti recentemente dal Cholito è stata la prima volta da titolare con la fascia al braccio in Serie A, nella sfida contro l'Udinese. Un riconoscimento arrivato inaspettatamente, che rappresenta una tappa importante nel suo percorso professionale. "Ho visto la fascia solo al rientro dal riscaldamento, perché prima non la mettono mai. È stato un passo importante per la mia carriera. Per me è un traguardo bellissimo e un motivo d'orgoglio". Un'emozione resa ancora più intensa dalla presenza del pubblico granata, accorso numeroso allo stadio nonostante l'impegno in programma di lunedì. "Vedere così tanti tifosi che fanno fatica per essere lì all'orario di partita ti carica. Sentire la spinta e l'energia dell'ambiente nei momenti di difficoltà ti aiuta tantissimo".
Il consiglio del padre e il valore del gruppo
Simeone affronta anche il tema della pressione e dei momenti in cui il gol tarda ad arrivare. La sua risposta rivela un approccio equilibrato, costruito nel tempo anche grazie ai consigli del padre, Diego Simeone. "Mio padre mi dice sempre che non sei il migliore quando segni tutti i giorni, né il peggiore quando non fai gol. Sei sempre lo stesso". Una filosofia che si riflette anche nel modo in cui l'argentino interpreta la vita di squadra. Per lui, i risultati non dipendono soltanto dagli undici calciatori schierati dal primo minuto, ma anche da chi lavora quotidianamente senza trovare molto spazio. "11 calciatori non ti salvano una stagione, te la salvano quelli che subentrano o lavorano in silenzio. Gente come Kulenovic o Oristanio si allena benissimo ogni giorno e si merita il posto da titolare".
Superga, un luogo speciale per il Cholito
Fuori dal campo, Simeone conserva un legame particolare con Torino e con uno dei luoghi più significativi della città. Quando ne ha l'occasione, infatti, raggiunge Superga insieme alla famiglia, trovando un ambiente ideale per ritrovare serenità e tranquillità. "E' il mio posto preferito. Mi fa stare bene, c'è silenzio, tranquillità. Tante volte nei posti dove sono avvenute tragedie si respira un'aria un po' pesante ma a Superga non succede". Parole che raccontano il rapporto personale del centravanti con un luogo profondamente legato alla storia granata, dove il silenzio e la pace diventano un'occasione per staccare dal calcio e dalla pressione quotidiana.
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