QUINDICI giorni per cancellare il solito Toro

07.10.2008 10:24 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: Stampa.it
QUINDICI giorni per cancellare il solito Toro
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Gianni De Biasi, incassata la fiducia di Cairo, ora deve dimostrare al presidente che sa come sistemare il Toro. In tre mesi l’operazione non è riuscita, lo dicono i numeri che come sempre sono l’unica cosa che conta. Ora il signor GDB ha due settimane di tempo per presentare il 19 ottobre contro il Cagliari una squadra diversa.

Scelga lui il modulo e gli uomini che gli sembrano più adatti a uscire dal pantano. Basta che faccia qualcosa di decisivo. Lo chiedono i tifosi sempre più perplessi e delusi dopo la campagna acquisti che è stata dispendiosa, ma per ora non ha portato al cambio di direzione sperato. La situazione è complessa, i rimedi non è detto che siano a portata di mano. Anche perché De Biasi deve operare su più fronti.

Il modulo
Il mercato l’ha condotto Cairo, ma nella buca del suggeritore c’era l’allenatore. Quindi si presume che i giocatori scelti siano stati quelli più idonei agli schemi voluti. De Biasi fin qui ha scelto il modulo con un solo attaccante e due giocatori in appoggio. Tattica che presume una buona copertura a centrocampo. Invece il settore centrale finora ha creato parecchi problemi. Il tecnico ha cambiato le figurine senza riuscire a completare l’album. Per Cairo è una squadra che manca di concretezza, che deve cercare di essere più quadrata e compatta.

Due volte ha recapitato a De Biasi questo messaggio preciso. Ovviamente senza suggerire le modifiche del caso. Domenica a Udine il Toro è partito con il 4-4-2, per poi passare al 4-3-3 nel tentativo di rimontare lo svantaggio. Il modulo con quattro centrocampisti non ha convinto. Prima di tutto i giocatori. La corrente di pensiero più diffusa nello spogliatoio è favorevole a non cambiare strada, ovviamente cercando di riequilibrare il gioco come si attende Cairo.

La condizione fisica
Allarmano il calo della squadra nel secondo tempo e gli infortuni. L’ultimo a bloccarsi è Dzemaili che la Nazionale svizzera ha rispedito a Torino per uno stiramento al collaterale. Lo rivedremo nel derby. Finora è quasi sempre accaduto, Lecce a parte, che dopo un avvio brillante, i granata si spegnessero. Cairo l’ha detto anche ieri: «Dobbiamo migliorare l’aspetto fisico, non è possibile giocare sempre dei secondi tempi meno buoni dei primi. Una volta in svantaggio non abbiamo più la birra per rimontare». La sosta servirà anche per i «richiami» necessari, Fra l’altro il Toro non sarà spolpato dalle nazionali e De Biasi avrà la squadra al completo per lavorare con i suoi collaboratori anche sulla preparazione atletica.

Rosina
Il capitano, a volte, da valore aggiunto diventa problema. Nessuno come lui condiziona la squadra. Sa saltare l’uomo creando la superiorità numerica, tuttavia se incappa in una giornata negativa diventa zavorra per i compagni. Spesso sono i problemi fisici a condizionarne il rendimento. Contro il Cagliari dovrebbe esserci dopo l’infortunio patito con l’Inte e aggravato in Coppa Italia. De Biasi deve decidere se Rosinaldo è indispensabile o se esiste un Toro senza il suo piccolo, ma ingombrante fantasista. Che va utilizzato usando il metro del geometra, perché da dove si piazza in campo può diventare decisivo o essere semplice comprimario. Per esempio, un centrocampo a quattro con Rosina esterno destro, non può avere vita lunga.

La difesa
Il ritorno di Natali e Pratali come coppia centrale dovrebbe restituire alla squadra la solidità necessaria. L’importante è che i due possano giocare insieme con continuità. La partenza era stata più che buona e già si pensava che la fragilità del passato fosse un ricordo lontano. Poi i soliti errori puerili pagati cari come un orologio di Cartier.

 

FABIO VERGNANO