Qualificazioni Mondiali, il 7-1 della Germania al Curacao riapre il dibattito sul nuovo format
La Germania travolge il Curacao con un netto 7-1, in una partita che ha visto gli ospiti trovare anche il momentaneo pareggio, rivelatosi però soltanto un'illusione. Un risultato che rappresenta una delle prime dimostrazioni dei limiti del nuovo sistema di qualificazione ai Campionati del Mondo.
L'obiettivo della FIFA è rendere l'accesso alla fase finale più inclusivo e rappresentativo delle diverse confederazioni. Tuttavia, resta aperta la questione dell'equilibrio competitivo. Se da un lato il criterio meritocratico impone di premiare chi conquista il pass, dall'altro è inevitabile interrogarsi sul livello delle avversarie affrontate lungo il percorso.
Con tutto il rispetto per il Curacao e per altre nazionali emergenti, le qualificazioni europee continuano a rappresentare un banco di prova decisamente più impegnativo rispetto a quelli di alcune altre aree del mondo. Per questo motivo, si potrebbe valutare una formula diversa per l'assegnazione degli ultimi posti disponibili, prevedendo che le seconde classificate dei gironi europei non si affrontino esclusivamente tra loro, ma partecipino a veri e propri spareggi interzona.
Una soluzione di questo tipo consentirebbe di confrontare direttamente il valore delle squadre provenienti dalle diverse confederazioni, riducendo il rischio che nazionali di livello elevato restino escluse dalla fase finale mentre altre, pur meritevoli secondo il regolamento, mostrano un divario tecnico evidente una volta raggiunto il torneo mondiale.
L'allargamento del Mondiale a un numero maggiore di partecipanti risponde a esigenze di rappresentatività e sviluppo del calcio globale. Tuttavia, risultati come il 7-1 della Germania contro il Curacao (non solo per il risultato, che potrebbe anche essere raro ma casuale, ma per quanto visto in campo) alimentano il dibattito su quanto il nuovo format riesca davvero a garantire il giusto equilibrio tra inclusione e qualità competitiva.
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