Per provare a vincere c'è chi si allena anche in modo alternativo come l’Arsenal di Arteta che lo fa tra penne, cani e ladri
Sicuramente dalle parti del centro sportivo dell'Arsenal non c'è mai da annoiarsi da quando Mikel Arteta è nei paraggi. Dal 2019 ad oggi ha maturato 340 panchine, tornando a vincere trofei (FA Cup nel 2020 e Community Shield nel 2020 e nel 2023) e a lottare per la conquista della Premier League. L'obiettivo dell'ex vice Guardiola è sempre stato di riportare ai fasti di un tempo il club inglese e questa stagione il titolo di campionato è sempre più vicino, mentre è già sfumata una Carabao Cup in finale con il City ed è arrivata l'eliminazione dalla Coppa d'Inghilterra per mano del Southampton.
Tra mercato a suon di milioni e valorizzazione dei giocatori, in particolar modo dell'Academy, Arteta è estremamente riconoscibile e unico per i suoi allenamenti “peculiari”. L'ultima trovata, alla vigilia dei quarti di Champions League con lo Sporting Lisbona, un esercizio con le penne da mantenere in equilibrio mentre i giocatori sono in cerchio e non devono perdere il controllo del pallone. Obiettivo: accrescere la concentrazione, da più aspetti. Nel corso della sua permanenza al timone dei Gunners però ha sempre stupito.
Lo scorso settembre ha dichiarato di voler migliorare la sua routine di lavoro e soprattutto la comunicazione con i giocatori, per questo si è affidato ad un aiuto da parte... della RAF: "Credo che i migliori per farlo siano i piloti della Royal Air Force, loro sono abituati a parlare i n poco tempo e con poche parole, per questioni di vita o di morte". Linguaggio essenziale, messaggio immediato.
Poi "guardie e ladri". Arteta aveva "ingaggiato" dei borseggiatori nelle cene di squadra: una mossa alquanto inusuale e divertente per certi versi, atta a spingere i suoi giocatori a stare sempre attenti e a non abbassare mai la tensione.
Ricordate la pet-therapy? Quando un cane labrador, marrone scuro, chiamato "Win", vittoria, presente nel centro sportivo dei Gunners dal maggio del 2023. Identificato come membro della famiglia Arsenal, Arteta lo ha inserito per rafforzare lo spirito di gruppo e la disponibilità a prendersi cura gli uni degli altri.
Quella volta in spogliatoio. Il discorso, prima di una partita, con una lampadina accesa tra le mani. Un metodo efficace in termini di impatto visivo, per far capire ai giocatori la necessità di brillare come squadra, e non singolarmente, per creare maggiore energia. L'unione fa la forza e infatti arrivò allora il 2-1 impartito al Brighton nel 2021.
I cartelli con frasi appese. Mossa motivazionale, già adoperata da diversi allenatori nella storia del calcio, ma Arteta sfruttò l'arroganza di Ivan Toney, allora attaccante del Brentford e n passato cercato dall'Arsenal sul mercato. Dopo una partita vinta ai danni dell'Arsenal twittò: "Nice kick about with the boys". Per infierire sul risultato negativo dei Gunners. E Arteta? Stampò il messaggio-tweet dell'avversario per appenderlo negli spogliatoi prima della gara di ritorno.
Cassa in campo. Per abituare le orecchie, il battito e le gambe dei giocatori al clima infernale di Anfield e l'inno del Liverpool 'You'll never walk alone', l'allenatore di 44 anni attaccò la musica, facendola ascoltare senza interruzioni nel corso degli allenamenti precedenti l'incontro.
Non solo il cane. L'ennesima invenzione di Arteta è stata una pianta da annaffiare. Nel centro sportivo dell'Arsenal è stato interrato un ulivo ultra-centenario, ma il tecnico dei Gunners ne chiese un altro (più piccolo) da portare in spogliatoio, per riflettere le radici e lo spirito richiesto al gruppo. Una forza derivante la longevità della squadra e del club stesso. Tutti aspetti che richiedono una cura quotidiana, se non si intende trascurarle e perderne il vigore.
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