Del Torino a Pisa si può salvare solo il risultato che fa fare ai granata un bel passo verso la salvezza
Che brutta partita è l’unico commento che si può formulare dopo aver visto Pisa-Torino. Chi è di fede granata almeno si può in parte consolare per la vittoria, ma per il resto è meglio stendere un velo pietoso. Il primo tempo è stato di una tale noia che si faceva fatica a continuare a guardare la pochezza di ciò che sfoderavano in campo i giocatori di entrambe le squadre. E nel secondo appena un filo meglio. Eppure la partita si preannunciava “calda” sotto il profilo della posta in palio: la salvezza per entrambe le squadre. Per il Pisa, ultimo in classifica con il Verona, era se non proprio l’ultima spiaggia, quasi visto che mancavano otto gare alla fine del campionato. Mentre per il Torino, che aveva un margine di 6 lunghezze sulle terzultime, c’era la possibilità di allungare la distanza di sicurezza. Alla fine a fare la differenza è arrivato il gol partita di Adams (80’) su assist involontario di Pedersen, che in scivolata ha cercato di segnare però ha finito per servire la palla al compagno, ma se il match fosse finito 0 a 0 nessuno si sarebbe stupito perché le vere occasioni da gol create dal Pisa sono state letteralmente 0 e quelle del Torino 1, nello specifico quella della rete. I due portieri Semper e Paleari sono dovuti intervenire il primo due volte, Gineitis e Adams, e il secondo una, Tramoni.
Non vale neppure la pena raccontare la partita perché basta dire che il Pisa ha sbattuto contro il muro eretto dal Torino e che i granata hanno oltremodo faticato a rifornire i propri attaccanti. La qualità tecnica in campo ha latitato, gli errori di lettura delle situazioni e dei passaggi l’hanno fatta da padrone e le idee per trovare soluzioni sono mancate. Il ritmo poi è stato alquanto basso e non per il caldo primaverile semmai, con un po’ di malizia, si potrebbe pensare perché era il giorno di Pasqua e forse le teste di chi era in campo erano altrove. Che nessuno parli di paura vista la posta in palio poiché più è alta e più si dovrebbero moltiplicare gli sforzi, è una legge di natura.
A proposito di errori, sullo 0-0 i granata hanno rischiato enormemente di finire in svantaggio e solo il contro errore degli avversari li ha salvati: Coco ha perso palla e Tramoni e Stojilkovic sono avanzati in velocità senza trovare opposizione e sono entrati in area e poi il primo non ha tirato e incredibilmente ha sbagliato il passaggio in orizzontale per il compagno che era a tu per tu con Paleari (60’).
Aleggiano su questa partita alcuni punti interrogativi. Perché in una gara così importante Hiljemark per scelta tecnica non abbia convocato Iling-Junior e Lorran e il motivo che ha indotto D’Aversa, privo di Zapata infortunato (interessamento distrattivo parziale del retto femorale della coscia destra), a preferire come compagno da affiancare a Simeone Kulenovic anziché Adams entrato poi nella ripresa (62’), pur tenendo conto che lo scozzese era reduce dagli impegni con la Nazionale, che come ha dimostrato più volte con il Cholito ha maggiore intesa. E anche lasciare per tutta la gara Ilkhan in panchina, malgrado anche lui fosse reduce dalla Nazionale.
Negli annali forse rimarrà che il Torino è tornato a vincere in trasferta in campionato dopo 91 giorni, l’ultima volta fu il 4 gennaio con l’Hellas Verona, e che Adams è tornato a scrivere il suo nome sul tabellino dei marcatori dopo 63 dì, la sua precedente rete risale infatti al 1° febbraio nella gara con il Lecce e anche quella volta valse tre punti. Ovviamente per il Torino era importante vincere e questo è stato ottenuto e adesso la classifica preoccupa decisamente meno. L’aritmetica non garantisce ancora l’assoluta certezza dello scampato pericolo e infatti D’Aversa dice che la salvezza non è stata ancora raggiunta e fa benissimo per tenere sulla corda i suoi, ma obbiettivamente ci mancherebbe solo più che i granata gettassero tutto alle ortiche con un margine di 9 lunghezze su chi è nei bassifondi, Cremonese e Lecce a 27 (i salentini oggi alle 15 affronteranno l’Atalanta), per non parlare dei 18 su Verona e Pisa, e tanto più che a fare da cuscinetto ci sono Cagliari (30), Fiorentina (32), Genoa (33 che alle 18 se la vedrà con la Juventus) e Parma (35’). Senza dimenticare che i prossimi avversari saranno Verona e Cremonese prima delle ultime cinque gare finali con Inter, Udinese, Sassuolo, Cagliari e Juventus.
Sia chiaro: la questione salvezza deve essere chiusa nelle prossime due partite, su questo non si transige. Meglio se giocando in maniera più decente rispetto a quanto fatto con il Pisa.
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