Nesti, Blaszczykowski: fuggire dal passato

24.06.2012 15:24 di Marina Beccuti   vedi letture
Nesti, Blaszczykowski: fuggire dal passato
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La Bibbia ci spiega subito chi siamo: "Allora il Signore vide che la malvagità dell'uomo era grande sulla terra e che ogni progetto concepito dal suo cuore non era rivolto ad altro che al male tutto il giorno: di conseguenza il Signore si pentì aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo" (Gn 6,5).

Chissà quante volte Jakub Błaszczykowski, capitano della Nazionale polacca, e trascinatore del Borussia Dortmund, ha letto e riletto, anche mentalmente, la Genesi! Lui che, all’età di 11 anni, vide il padre Zygmunt uccidere a coltellate la madre Anna: una immagine, purtroppo, impossibile da “resettare”.

Per fortuna, l’uomo non è solo questo. Anzi: ci sono uomini meravigliosi, che hanno saputo proprio risorgere dal fango, diventando Santi. Pensate a San Paolo, che fu assassino, prima di Damasco. Pensate a San Francesco, che fu gaudente, prima di Perugia. Pensate a Sant’Agostino, che fu peccaminoso, prima di Ambrogio. 

Ma, dinanzi alla parola “mamma”, che anche foneticamente è una delle cose più belle che esistono, come poteva essere l’”Abbah” (papà) del “Padre Nostro”, insegnatoci di Gesù, è difficile ragionare. La “mamma” è la “mamma”, e basta, e la sconvolgente idea di vederla soppressa, con violenza, da una padre, è insopportabile.

Eppure Jakub, per tutti i suoi tifosi “Kuba”, non ha disprezzato la vita, il mondo, e se stesso, come a tanti altri sarebbe capitato. Lo hanno sostenuto la Fede, lo zio Jerzy, pure lui ex capitano della Polonia, e la nonna Felicja. E ogni gol è stato un’occasione, per dedicare la gioia a mamma Anna. 

Il padre, ormai uscito dal carcere, è morto poco prima dell’inizio degli Europei di calcio. No: non è riuscito a perdonarlo. Non è riuscito in ciò che ci chiede Gesù, dinanzi a qualsiasi dolore. Ma non mi permetterei mai di aggiungere una sola considerazione personale a questo dato di fatto.

Per quasi 37 anni, un connazionale, un certo Karol Józef Wojtyła, ci ha spiegato anche di che “pasta” sanno essere i polacchi. Nessun paragone, per carità, ma ammirazione per gente abituata a “portare croci”. Tutte le consonanti del cognome Błaszczykowski ci scoraggiano. “Kuba”, semplicemente, ci incoraggia.

 


SCHEDA – JAKUB BLASZCZYKOWSKI


Jakub Błaszczykowski (Truskolasy, 14 dicembre 1985) è un calciatore polacco, centrocampista del Borussia Dortmund e della Nazionale, della quale è capitano. Nipote di Jerzy Brzęczek, anch’egli ex capitano della Polonia, si fa chiamare Kuba, diminutivo di Jakub, che porta, in Germania, sulla maglia. Passa una infanzia tremenda, perché, a 11 anni, vede il padre Zygmunt uccidere a coltellate madre Anna. Cresce nel Raków Częstochowa, nel Górnik Zabrze e nel KS Częstochowa. Nel febbraio del 2007, firma un contratto di 4 anni con i tedeschi del Borussia Dortmund, trasferendosi nel luglio seguente. Diventa, con il tempo, titolare, e, nel dicembre 2008, viene nominato, dal quotidiano Piłka Nożna, giocatore polacco dell'anno, e il mese successivo, dai tifosi della sua squadra, tramite un sondaggio sul sito ufficiale del club, miglior giocatore del Borussia Dortmund. Nella stagione 2010-2011, Błaszczykowski vince la Bundesliga, e viene eletto, per la seconda volta, miglior calciatore polacco. L’anno dopo bissa il successo in campionato, e conquista la Coppa di Germania, battendo in finale il Bayern Monaco.