Lo zero in casa è l’azzeramento di una storia

17.01.2021 11:10 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Tuttosport
Verdi e Zaza
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Verdi e Zaza
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Il giornalista Andrea Pavan su Tuttosport ha fatto un’amara riflessione sulla situazione del Torino: “Questo Toro, con Giampaolo o con un altro, potrà forse anche salvarsi - non vediamo come, non capiamo quando, non sappiamo per quanto: ma le vie del pallone e del Signore sono infinite - però di sìcuro mai (si) potrà cancellare la pena cui tifosi granata sono stati costretti ad assistere ieri: increduli; anzi, attoniti. Mai vista una prestazione così vergognosa, considerati il contesto, le premesse, l'avversario (in 10 da subito) e le motivazioni. Mai provato un simile imbarazzo per giocatori che invece, evidentemente, non ne provano”. E ha poi aggiunto: “Neppure lo 0-7 con l'Atalanta, in tempi ancora di Mazzarri, aveva provocato uno sconforto paragonabile all'attestato di azzeramento della storia granata che è stato certificato contro l’ammirevole Spezia di Vincenzo Italiano”,

E proseguito: “Mai il Toro nella sua storia era riuscito nell'impresa di non vincere una partita nel suo stadio (su nove fin qui disputate) all'interno girone di andata. Il Toro che in casa - anche nei suoi anni peggiori, anche in Serie B, anche nelle amichevoli - ha quasi sempre rappresentato un'istituzione, una garanzia di forza e coraggio, un marchio di fabbrica, un sinonimo di ardore se non di tremendismo. Che fosse il Filadelphia, o il vecchio Comunale, o il dispersivo Delle Alpi, chiunque uscisse dalla tana del Toro, senza perdere tornava comunque indietro soddisfatto, sollevato, con la sensazione di averla scampata bella o che in ogni caso sarebbe potuto andare peggio.
Adesso no. Adesso chi non vince in casa del Toro esce dal campo mordendosi le mani, sentendosi quasi uno sprovveduto: perfino i baldi ma decimati aquilotti, che pure in inferiorità numerica e senza il loro uomo più forte (Nzola) fra tante altre assenze, hanno giocato con molta più personalità ed efficacia di avversari ben più rinomati e pagati, giustificando tra costoro l'unico bel voto, al portiere (Sirigu, ha scongiurato quantomeno la sconfitta). Vero che una volta c'era la Curva Maratona, che trasmetteva orgoglio e senso di appartenenza al resto delle gradinate comunque vibranti, ma non può essere una scusa. Anzi, stante la personalità dimostrata da questa squadra, nemmeno osiamo immaginare la consistenza delle gambe granata al cospetto dei tifosi, specie se imbufaliti come avrebbero tutto il diritto di palesarsi”. E ha chiosato: “Si parla solo di calcio. O almeno, quello si dovrebbe e si vorrebbe fare. Se ci fosse una squadra di calcio. Se ci fosse una società solida, appassionata, strutturata, presente, competente e mortificata come la sua gente. Se ci fosse un Toro, appunto”.