Le pagelle di Torino-Cosenza

16.08.2010 19:10 di Giulia Borletto   vedi letture
Fonte: toronews.net
Le pagelle di Torino-Cosenza
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© foto di Federico De Luca

MORELLO 6 Sul gol preso, dagli spalti si vede la sua uscita sbagliata, e si intuisce quel che lui successivamente reclama con certezza, ossia la probabile spinta di un avversario. Detto ciò, in generale, quando deve arpionare cross non dà troppa sicurezza, ma è bravo sul diagonale di Ungaro e decisivo sulla girata di testa del meno noto dei Fiore in avvio di ripresa. Tra cose buone ed altre meno

FILIPE 6,5 Molto diligente, difficile trovare sbavature nella sua prestazione, attento in fase difensiva come quasi tutti i componenti la linea. A volte un po' timido in attacco, ma la lancetta che balla tra la sufficienza e qualcosa in più va infine a cadere sul mezzo voto in premio perché é il migliore nei cross, che non sono un dettaglio, specie immaginando un Rolando Bianchi materializzarsi in mezzo all'area avversaria

DI CESARE 6,5 A volte sembra in ritardo ma per fortuna non lo è; per essere un “marcantonio”, l'anticipo spesso gli riesce rapido. Protagonista inoltre di un paio di cavalcate “alla Lucio”, se così si può dire pensando al difensore dell'Inter (al termine di una di queste esagera con i dribbling e perde male la palla). Comunque molto positivo, e coraggioso, deve lasciare la battaglia solo perché i muscoli glielo consigliano (st 27' CARRIERI 6 Come si era detto già dopo le prime amichevoli, acerbo. Fisicamente una statua, e sarebbe troppo facile aggiungere “di sale”; non è tanto lento da giustificare critiche eccessive, più che altro non è sufficientemente smaliziato. Ottimo anticipo su Ceccarelli nel finale)

OGBONNA 6,5 Si nota meno del suo compagno di difesa, mostrando la sua classe in un paio di disimpegni chiusi senza palesare alcun affanno. Pressoché impeccabile dietro, l'azione del gol avversario ha vito protagonisti diversi elementi della squadra, non necessariamente difensori

GAROFALO 5,5 Al contrario del suo dirimpettaio Filipe, è arrembante in fase offensiva; e, dotato di grandi polmoni qual é, torna in difesa lasciando difficilmente sguarnita la sua zona (pur se é da lì che parte il cross di Giacomini dal quale nasce il gol). Il guaio è che in attacco esagera con le giocate da fantasista, a volte rimettendoci il controllo della sfera a vantaggio degli avversari, e con i palloni in mezzo non ne azzecca quasi uno. Strano per lui

GOROBSOV 6,5 Sufficienza piena, per questo ragazzo che più che il regista stasera fa il mediano (i compiti di costruzione sono lasciati prevalentemente ad Obodo). E il mezzo voto in più se lo guadagna proprio con l'applicazione a compiti che per le sue capacità sarebbero quasi riduttivi, se non fosse che il calcio, in quanto gioco di squadra, richiede anche quello. Bene sui corner ma può fare ancora un po' meglio; comunque vuole dimostrare che quel posto in mezzo al campo può restare in mano sua

OBODO 6,5 Lui il voto se lo guadagna senza motivazioni dettate dal carattere o da altro che non sia semplicemente la bella prova che sfoggia: aperture ottime per le ali d'attacco, specie nella prima parte di gara, e -una novità in casa Toro- la ricerca frequente del gioco di prima intenzione, con numerosi scambi con Belingheri (è l'unico a cercare il trequartista). E bello il calcio di rigore realizzato. Se i laterali cui spesso smista la palla devono migliorare l'applicazione agli schemi, e se lui stesso deve ancora crescere di condizione, allora forse Lerda ha in casa uno che davvero farà la differenza

LAZAREVIC 6 Un appunto, che forse abbassa un poco il giudizio, per il nervosismo che palesa. Certo in parte giustificato dal trattamento che gli riservano gli avversari: sono tanti i falli che subisce, almeno un paio da ammonizione. Questo, a riprova del suo talento: si propone sempre a destra, finché ne ha, e sa come trattare la palla. Applausi per lui quando è caparbio nel tentare di recuperare una palla destinata all'out, riuscendo a fermarla ed in un colpo solo anche a superare l'avversario; peccato che, subito dopo, la perda (st 24' D'AMBROSIO 5,5 Dalla sua, attenuanti non generiche: schierato prima in avanti, quindi a sinistra in difesa -dove comunque ha già giocato-, non può certo dare il meglio di sé. E non lo dà; ma un paio di errori di posizione rischiano di mettere il Cosenza in condizione di far partire contropiede pericolosi. Errori dovuti comunque in buona parte, ribadiamo, ai cambi di posizione cui è forzatamente sottoposto)

BELINGHERI 6 Sinceramente, non è mai del tutto facile giudicare questo particolare tipo di giocatore, capace di toccare un numero incredibilmente basso di palloni nel corso della partita, ma spesso -numeri alla mano- risultando decisivo. Stasera fa le prove nel primo tempo, con un tiro che esce di poco, e mette poi la ciliegina sulla torta con il bellissimo gol del 3 a 1; è uno dei colpi che possiede, e che però a volte sembra quasi voglia usare con parsimonia. Per il resto, non molto servito dai compagni, cerca anche lui il gioco di prima

IUNCO 6 Una prima mezz'ora di autentica furia: è uno dei migliori in campo, Antimo, e mostra un'energia ed una voglia di fare che è difficile possa pensare di reggere a lungo. Difatti, non le regge: esce dal campo dopo un'ora, ma già da un po' era in riserva, come è normale che sia per chi è rimasto fermo quasi un mese. Ribadiamo come sembri uno di quelli che meglio ha compreso il gioco che vuole Lerda, allargandosi a prendere palla e rientrando per portare pericoli; dovrà però placare la sua “fame”, o meglio indirizzarla lungo un sentiero di maggior razionalità, per non perdere energie inutilmente (st 18' STEVANOVIC 6,5 Che numeri. Quelli di cui avevamo parlato al momento del suo acquisto: assist per i compagni, rasoterra o a scavalcare l'avversario -vedi mezz'ora della ripresa, per Abbruscato-, disegnati con il compasso e calcolati al millimetro. Cerca anche la porta. Possibile difetto: un carattere parso decisamente “fumantino”)

ABBRUSCATO 5 Bello il tocco sotto porta ad inizio ripresa. Lo sottolinea anche Lerda, ma lo stesso mister non sa trovare altri argomenti per giustificare il suo buon giudizio sull'attaccante. Sembra quasi un segno che non gli venga affidata la fascia di capitano (la porta al braccio Ogbonna), ed Elvis non dà l'idea di uno che stia giocando la partita con la quale mostrare la sua voglia di restare qui a tutti i costi, i 90 (anzi, 120) minuti con cui convincere di essere necessario; sembra, in tutto e per tutto, l'Abbruscato di tre anni fa, che a volte pare nascondersi dietro il difensore più che cercare di mettercisi davanti. Decisamente non basta l'attenuante della posizione in campo non ideale


All. LERDA 6,5 Un'idea di gioco: qualcosa che, all'”Olimpico” (e senza voler parlar male degli assenti) si era quasi dimenticata. Un'idea, e anche qualche sua applicazione pratica, sia chiaro; specialmente nel primo tempo si vedono due o tre azioni condotte quasi esclusivamente con un solo tocco di palla per ciascun giocatore, ed é evidente a tutti come a volte le manovre vadano in fumo per gli errori degli esterni, che non fanno il movimento giusto al momento giusto. Gli schemi di Lerda non sono, infatti, improvvisati, ma richiedono esercizio; come a dire, con gli allenamenti ogni rotellina dell'ingranaggio dovrebbe girare sempre meglio nel tempo. Ed allora, forse, ci si potrà addirittura divertire