L’avvocato Marengo ha lasciato l’Associazione Ex Calciatori Granata Onlus

L’avvocato Marengo ha lasciato l’Associazione Ex Calciatori Granata Onlus
Pierluigi Marengo
© foto di Elena Rossin
Oggi alle 13:30Notizie
di Elena Rossin
fonte Profilo Facebook dell'avvocato Marengo

L'avvocato Pierluigi Marengo, già presidente dei “lodisti” nell’estate del 2005 e noto tifoso granata, ricopriva la carica di segretario dell’Associazione Ex Calciatori Granata Onlus, ma ha deciso di dimettersi e ne ha spiegato, con la sua dialettica pungente, il motivo in un post pubblicato sul suo profilo Facebook. Ecco le motivazioni:

“16 MAGGIO: DA FESTA GRANATA A CELEBRAZIONE CAIROTA

Ci sono ex calciatori che esprimono appieno il loro esser granata, il loro esser simbolo del Mondo Toro autentico, ma, purtroppo, anche loro ex colleghi che invece prediligono solo l’ambire alla benevolenza cairota.

Ebbene, tra gli ex giocatori più simbolici del nostro glorioso passato, tre sono a mio parere i pilastri, i nomi indelebili, le schiene dritte per antonomasia: l’inavvicinabile ed unico Paolino Pulici, seguito da Pasquale Bruno e da Leo Leo Junior. Tre che mai han tentennato nel contestare il Torino Football Cairo, tre che da sempre si son posti dalla parte dei tifosi, tre icone dell’autentico Mondo Granata.

Ovviamente c’è ne sono anche altri e non me vogliano se non li ho posizionati sul podio, ma i tre miei eletti a simbolo penso abbiano avuto quella marcia in più nel contestare l’attuale squallore societario che in altri non ho colto.

PUPI.
Mentre Biraghi si autocelebrava capitano in aperto spregio di noi tifosi, lui ha indossato la fascia di vero Capitano, una fascia con su scritto: Cairo Vattene. Una fascia che sintetizza e riassume le tante interviste rilasciate negli anni, tra cui una dello scorso anno più che mai attuale oggi a bilancio 2024 del Torino Football Cairo depositato: “Il Toro gioca a metà bassa classifica e basta. Non è che stai sempre lì, aspettando la fine del campionato per vedere se ti salvi senza avere problemi. Però è stabile, e lui dice che il bilancio è a posto, che ha dato sicurezza alla società. Ma il bilancio è davvero a posto? Quale bilancio? Anche quello economico… Ci guadagna lui o la società? Questo è ciò che uno si chiede. I tifosi non si preoccupano di quanti soldi intasca lui, si chiedono quanti soldi la società stia guadagnando per raggiungere certi traguardi.”

PASQUALE BRUNO.
Uno degli ex calciatori più presenti agli eventi dei Toro Club, pur se residente a più di 1.200 chilometri da Torino, tra cui l’ultimo insieme a Saluzzo ove siamo stati colmati d’affetto, che ha guidato la Grande Marcia di protesta dei 30 mila dello scorso 4 maggio e mai ha lesinato critiche su un Toro che ovviamente non ritiene più neppure paragonabile a quello che conobbe e portò ad Amsterdam. “Io sono in prima fila per contestare per il Torino. La situazione è imbarazzante, una squadra agonizzante da venti anni, abbiamo vinto un solo derby ma perché ce l'hanno regalato.”

LEO JUNIOR.
Dal Brasile ha fatto più volte sentire la sua voce, affermando: “Ma chi era Cairo prima di comprare il Torino? Adesso è uno degli editori italiani più importanti, possiede giornali, tv. Però 20 anni fa? Chi lo conosceva fuori dal suo mondo? E adesso ha un impero imprenditoriale. Invece cosa ha fatto il suo Toro in 20 anni? Cosa ha creato Cairo? Cosa ha vinto? Nulla, non ha costruito abbastanza e non ha vinto un cavolo! Tiene il Torino intorno al 10° posto, senza mai un salto vero di qualità. Da tanto tempo non è più il vero Toro. E i tifosi non ne possono più. Sono stufi e arrabbiatissimi. Anch’io sono stufo, deluso, arrabbiato e dispiaciuto per il mio Toro e i tifosi.”

Tra “hombre vertical” che ieri come oggi sono nei nostri cuori, vere icone di un Toro che nulla ha da spartire con la mucca gravida (di denari) di Cairo, a cui comunque si affiancano anche altri nostri ex giocatori, che altrettanto non han tentennato nel criticare l’attuale società, da Pecci e Salvadori, da Zaccarelli a Ferrante, da Castellini a Ezio Rossi solo per citarne alcuni.

Ma non mancano, purtroppo, ex giocatori che non perdono occasione di difendere l’indifendibile, collaborando con le testate giornalistiche dell’uomo di Masio ed arrivando a regalargli persino la celebrazione del 50° anniversario dello scudetto, mettendo nelle sue mani un evento che avrebbe dovuto esser d’orgoglio per il Mondo Granata, mentre è divenuto uno strumento di Cairo per accreditarsi nella nostra storia.

Un evento a cui, come detto a GRP, non verrà invitato dall’associazione ex calciatori granata Pasquale Bruno perché è divisivo… ed effettivamente è vero: è divisivo tra chi è autenticamente granata (lui) e i servili verso l’attuale società (chi non lo invita). Magari a seguito della Fascia Cairo Vattene, verrà tolto l'invito anche a Pupi...

Un evento che così trasformatosi non mi vedrà certo partecipe e che leggo, grazie all’opera di chi propone Chiellini ai vertici della FIGC, come sola passerella per i vari Cairo, Pertachi, Barile, ecc..

Ma ancor più del non partecipare a quella che speravo fosse una nostra festa, ciò che più mi spiace è il vedere il nostro amato capitano Claudio e Palla, che non ascrivo certo ai seguaci masioti, coinvolti in ciò, così come mi spiacerà, il 16 maggio, vedere campioni del 76, miei idoli del tempo, presenti allo stadio e strumentalizzati, utilizzando il loro esserci, da Cairo e dai suoi giornali.

Una celebrazione peraltro monca, per precisa volontà degli organizzatori, di quella massa immensa di tifosi che, dalla Maratona, nel 1976 spinse la squadra verso il più ambito dei traguardi. Si apriranno la Tribuna ed i Distinti, con la Maratona, quel dodicesimo uomo in campo che rese la nostra curva la più bella d’Europa, rigorosamente chiusa… D’altra parte lo stadio, la vendita biglietti, gli steward, le sponsorizzazioni sono gestiti dal Torino FC, che porterà sin’anche Chiambretti a presentare l’evento!

Ovviamente, così stante lo stato dell’arte, ho lasciato l’associazione ex calciatori”.