E alla fine il Torino se la passa meglio dei Wolves. Come si è ridotto il Wolverhampton? Tutti i motivi della retrocessione in Championship

E alla fine il Torino se la passa meglio dei Wolves. Come si è ridotto il Wolverhampton? Tutti i motivi della retrocessione in Championship
Il Torino al Molineux 2019
© foto di Elena Rossin
Oggi alle 12:30Notizie
di Elena Rossin
fonte Tmw

Il destino ha voluto che fosse proprio Nuno Espirito Santo, l’eroe della promozione di otto anni fa, a sancire la caduta del Wolverhampton in Championship. Il pareggio ottenuto dal tecnico portoghese alla guida del West Ham ha condannato matematicamente la sua ex squadra con 5 giornate d’anticipo. Una retrocessione annunciata dopo un avvio shock da 6 sconfitte iniziali e un ultimo posto mai abbandonato, che porta il club ad avere uno dei peggiori punteggi (17) della storia della Premier League. Ma come sono arrivati a questo punto i Wolves?

Quei Wolves che nel 2019 non permisero al Torino di accedere alla fase a gironi dell’Europa League eliminando i granata agli spareggi. Certo la Premier non è paragonabile alla Serie A, però negli annali rimarrà che il Torino con tutti i suoi alti e bassi e la grande mediocrità dopo sei anni continua a restare nel massimo campionato italiano mentre il Wolverhampton ha finito per retrocedere.   

Mercato fallimentare e investimenti bruciati
Una crisi generata da una strategia di mercato disastrosa: nel 2025 sono stati spesi oltre 150 milioni di sterline (172 milioni di euro circa) senza risultati. Le cessioni di pilastri come Cunha, Ait-Nouri e Semedo sono state compensate con scommesse prive di esperienza nel calcio inglese. I flop di Jhon Arias, Fer Lopez e Arokodare hanno bruciato i soldi di vendite di pezzi da novanta, a differenza di club come Brighton o Brentford. E se la scorsa stagione il Wolverhampton aveva flirtato con la zona rossa, stavolta è caduto nel baratro.

Difficile ricostruzione
La proprietà Fosun ha avviato una rivoluzione interna, rimuovendo lo storico presidente Jeff Shi in favore di Nathan Shi e licenziando l'area tecnica. L'allenatore Rob Edwards, nonostante qualche colpaccio tra Liverpool e Aston Villa, si trova a gestire le macerie di un gruppo demoralizzato. La nuova linea guida per la risalita sembra puntare sull'usato sicuro. L’obiettivo immediato è evitare un nuovo "doppio scivolone" giù, incubo già vissuto dal club nel 2012, per provare a ricostruire sulle ceneri di un sogno Champions ormai svanito.