Iunco: "La sfortuna gira e ora colpirà gli altri"

06.09.2010 15:46 di Giulia Borletto   vedi letture
Iunco: "La sfortuna gira e ora colpirà gli altri"
TUTTOmercatoWEB.com

Antimo Iunco, cuore brindisino e 3 gol segnati in 4 partire: una bella soddisfazione nonostante la bassa classifica occupata dal Torino in questo momento. Anche sabato sera contro il Crotone, la terza sconfitta consecutiva è stata evitata grazie ad un suo tocco di destro. L'azione del gol poi, dimostra le capacità di questo Toro, capacità che però stentano a venire fuori e a far decollare la squadra. "Segnare davanti ai propri tifosi è sempre una bella soddisfazione" spiega l'attaccante a La Stampa, "e c'ero già riuscito in Coppa contro il Cosenza. Ma questo vale doppio: volevamo dare un segnale e poi era fondamentale sbloccarsi in classifica e a livello psicologico". Sì, ha detto bene, sbloccarsi a livello psicologico, perchè il problema è anche lì. Già un anno fa si parlava di un Toro che doveva cambiare mentalità e bloccato di testa. All'epoca arrivò Beretta, il professore, che però fallì il suo tentativo di aiuto. Ora al diavolo i titoli accademici e via libera alla serenità e alla scintilla di cui parla anche la punta granata. "Una settimana fa la partita l'avremmo persa - rilancia Iunco - e invece dopo aver preso il gol di Cutolo c'è stata la scintilla giusta. Ci manca ancora tanto, ma stiamo lavorando e da lì matureranno i risultati. La sfortuna gira e adesso colpirà gli altri. Non sono ancora al top, perché a Norcia ho subito un infortunio pesante. Però credo fortemente in questo Toro: si sta formando un bel gruppo e non dobbiamo fare drammi. Partire con due sconfitte fa male, ma il campionato è davvero lungo e per noi è iniziato con il Crotone".

Obiettivo? "Ci tengo a fare bene in una piazza così esigente, ma che sa sostenerti fino alla fine. L'obiettivo è riportare in A il Toro, magari contribuendo con la doppia cifra personale. Mi piace mettermi in gioco e sono sereno: se c'è una squadra e la voglia di vincere, in B emergi". Giocare con Rolando Bianchi? "È il capitano e la sua presenza si fa sentire perché ha un peso emotivo nella squadra ed è l'uomo-chiave per l'attacco".