Infantino e l'Italia fuori dai Mondiali: polemiche FIGC inutili, il problema è il calcio italiano
Le parole del presidente della FIFA Gianni Infantino sull'assenza dell'Italia dai Mondiali hanno suscitato la reazione della FIGC, che ha definito le sue dichiarazioni un'“uscita infelice”, chiedendo maggiore rispetto per il movimento calcistico italiano.
Infantino ha ironizzato sul fatto che l'Italia non sia riuscita a qualificarsi per il Mondiale attualmente in corso, un'assenza che rappresenta peraltro la terza consecutiva. Un dato che, al di là delle polemiche, dovrebbe far riflettere profondamente tutto il sistema calcio italiano.
Secondo la FIGC, le parole del numero uno della FIFA avrebbero offeso la comunità sportiva italiana, soprattutto per il riferimento alla necessità di aumentare ulteriormente il numero delle nazionali partecipanti per rivedere gli Azzurri in una fase finale mondiale. Tuttavia, la realtà appare ben più scomoda delle battute di Infantino.
A offendere la comunità sportiva italiana non sono state tanto le parole del presidente della FIFA, quanto i risultati maturati sul campo negli ultimi anni. L'assenza da tre Mondiali consecutivi certifica una crisi profonda del movimento, che va ben oltre una semplice fase negativa e che coinvolge programmazione, sviluppo dei giovani e competitività internazionale.
In questo contesto, anche eventuali vittorie contro avversari di livello inferiore non possono essere considerate un segnale sufficiente di ripresa. Servono continuità, progettualità e risultati contro le grandi nazionali per dimostrare che il calcio italiano abbia realmente invertito la rotta.
Le dichiarazioni di Infantino possono essere giudicate più o meno opportune, ma il vero tema resta un altro: l'Italia deve tornare a guadagnarsi sul campo la partecipazione ai Mondiali, senza cercare alibi o polemiche esterne. Solo i risultati potranno restituire prestigio e credibilità a un movimento che, oggi, è chiamato a una profonda riflessione.
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