Il pagellone del Torino, la difesa: un colabrodo, il peggior reparto e non solo per limiti tecnici VOTO 4
Chiudere la stagione con al passivo 68 gol in 42 partite, dei quali 5 in 2 gare di Coppa Italia, vuole dire che le cose a livello difensivo non vanno bene perché la media di 1,6 reti incassate a match è davvero pesante.
L’evidenza dice che i difensori del Torino non si sono rivelati all’altezza, chi più chi meno, e che nel complesso la fase difensiva non ha funzionato e poco importa se con l’arrivo di D’Aversa in panchina i granata si sono un po’ risollevati e non hanno più avuto la peggior difesa della Serie A chiudendo il campionato comunque con la seconda peggiore con 63, persino quelle di Cremonese (57) e Verona (61), entrambe retrocesse, hanno fatto meglio. Se poi si pensa che fino a tre stagioni fa, con Juric in panchina, il Torino aveva la quarta miglior difesa della Serie A c’è da rabbrividire. Ma la colpa è principalmente della società che ha smantellato un reparto solidissimo, da Champions League, incassando dalla vendita di buonissimi difensori tanti soldi senza sostituirli con altri dal valore almeno simile. Non si tratta di alibi per gli allenatori che si sono susseguiti in panchina, Vanoli, Baroni e D’Aversa, ma è un dato di fatto. Però va anche detto che questi allenatori ne hanno subito le conseguenze. E non si può neppure dire che abbia pesato l’infortunio di Schuurs perché era avvenuto il 21 ottobre 2023 e purtroppo da allora il calciatore non ha più potuto giocare.
I numeri impietosi sono la conseguenza di difensori che hanno limiti tecnici, ma che con disattenzioni marchiane hanno commesso errori che hanno favorito gli avversari nell’andare in gol. Non si contano le volte che dopo che il Torino aveva subito un gol a chiunque stesse vedendo la partita la prima cosa che veniva in mente era “ma com’è possibile, neppure all’oratorio” per non parlare poi di quante volte sia Baroni sia D’Aversa nei post partita hanno ribadito questo concetto, cambia nulla se con parole differenti.
Alberto Paleari E’ subentrato fra i pali a Israel causa infortunio del collega dalla gara col Genoa del 26 ottobre e poi a parte due partite con Lecce e Milan (30/11 e 8/12) è diventato il titolare inamovibile e neppure l’arrivo di D’Aversa con il suo staff ha cambiato la situazione segno evidente che lui dava maggiori garanzie in porta. Qualche errore lo ha commesso, ma in più di un’occasione con parate decisive ha salvato il risultato, come nel derby d’andata, oppure ha evitato passivi peggiori e per uno che a 33 anni era quasi un debuttante in Serie A non è stato poco. Qualcuno potrà dire che non aveva alternative che lo mettessero in discussione, ma resta il fatto che nel complesso il suo lo ha fatto. Di sicuro è stato uno dei meno colpevoli nella pochezza che ha caratterizzato il reparto difensivo. VOTO: 6.
Franco Israel Era arrivato per sostituire Vanja Milinkovic-Savic e in teoria non aveva rivali, ma in poco tempo ha perso la titolarità e non è più riuscito a riprendersela, anche dopo il cambio di allenatore e adesso è sul mercato. VOTO: 4.
Mihai Popa Non ha mai giocato e a gennaio è stato ceduto definitivamente, ma se non è mai riuscito a imporsi nel Torino qualche motivo ci sarà stato. VOTO: n.g.
Lapo Siviero Il giovane portiere non ha mai avuto spazio, ma con le difficoltà che c’erano era praticamente impossibile vederlo debuttare. VOTO: n.g..
Saul Coco Ha avuto un rendimento altalenante e di errori anche gravi, facendosi saltare dall’avversario di turno o non trovandosi ben posizionato, ne ha commessi parecchi. VOTO: 5.
Guillermo Maripán Fra i meno peggio, ma anche lui è incappato in qualche distrazione e quando ha iniziato a giocare meno non è solo perché non ha accettato di rinnovare a cifre ribassate. Da mezze frasi dette da chi lo ha allenato al Torino si è capito che non sempre ha avuto in allenamento atteggiamenti irreprensibili. VOTO: 6.
Ardian Ismajli Il migliore, purtroppo paga i problemi fisici che ne limitano la continuità/. VOTO: 6,5.
Enzo Ebosse E’ diligente e si applica, ma qualche limite tecnico lo ha. VOTO: 6.
Luca Marianucci Non sempre fa la cosa giusta, forse ha margini di miglioramento però dovrebbe essere messo in un contesto con meno carenze. VOTO: 5,5.
Valentino Lazaro Va a corrente alterna e così sono anche le sue prestazioni. Difetta nella precisione dei cross: un limite. VOTO: 5.
Marcus Pedersen Corre instancabilmente e non lesina l’impegno, ma poi anche lui difetta nella precisione dei cross. VOTO: 5,5.
Rafa Obrador Sulla fascia è quello dotato di maggiore qualità rispetto ai compagni, ma qualche svista capita anche a lui. VOTO: 6.
Niels Nkoukou Forse ha pagato l’essere in prestito, ma qualche limite tecnico nel controllare l’avversario lo ha e non fa chissà quali cross. VOTO: 5.
Cristiano Biraghi E’ già arrivato al Torino a fine carriera e questo lo ha reso meno performante e ha anche un carattere un po’ fumantino che forse lo limita un po’. VOTO: 5.
Adam Masina Ha rescisso dopo la prima parte della stagione. Un grande lavoratore e una bella persona, ma in campo serve di più. VOTO: 5,5.
Ali Dembélé Un ragazzo che ha bisogno di farsi le proverbiali ossa e che non è pronto per la Serie A. VOTO: 5,5.
Saba Sazonov Non aver accettato il trasferimento altrove gli è costato carissimo: fuori dalla lista dei 25 per tutta la stagione, con la sola eccezione a gennaio di due partite in panchina. Ha qualche limite tecnico però è stato penalizzato oltremodo. VOTO: n.g..
Peer Schuurs Sfortunato oltre ogni immaginazione: non si è mai ripreso dall’infortunio al ginocchio che forse gli ha minato per sempre una carriera che era destinata ad essere di livello. Gli si può solo di tutto cuore augurare ogni bene. VOTO: n.g..
Nel complesso, a prescindere dal rendimento dei singoli e da come è stata fata giocare dagli allenatori, la difesa del Torino è stata inadeguata essendosi sommati i difetti dei vari giocatori . VOTO: 4.
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