Il pagellone del 2019 del Toro: il centrocampo, la mancanza di qualità resta una costante

Ansaldi se sta bene fa la differenza e Rincon lotta sempre senza risparmiarsi, ma gli altri sono incostanti nel rendimento.
01.01.2020 09:45 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Il pagellone del 2019 del Toro: il centrocampo, la mancanza di qualità resta una costante
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il centrocampo è stato il reparto più debole del 2019, anche quando nel girone di ritorno dello scorso campionato il Torino ha fatto bene, infatti, il rendimento dei giocatori non è sempre stato all’altezza. Il problema è nella qualità dei singoli e a salvarsi pienamente è il solo Ansaldi, che quando non è tormentato da qualche gaio fisico, sia in fase difensiva sia in fase offensiva, ha un rendimento nettamente superiore a quello degli altri, grazie a una buona visione del gioco e a doti tecniche di qualità. Lo segue Rincon che da buon “General” è un lottatore generoso e instancabile, magari non brilla nell’impostazione dell’azione, ma è pur sempre prezioso nell’interdizione e quando può ha anche il coraggio di tirare verso la porta avversaria, senza farsi frenare dall’eventuale brutta figura in caso d’insuccesso.

Gli altri, chi per un motivo chi per un altro, hanno un rendimento incostante. De Silvestri nel complesso vista la generosità nel correre su è giù per la fascia di competenza e il provare a crossare per i compagni in area, anche se non sempre è preciso nel farlo, merita un giudizio positivo, in fin dei conti non è colpa sua se non è dotato di piedi sopraffini e sopperisce con l’impegno che profonde. Baselli lui ha ricevuto in dono buone qualità tecniche, ma non sempre le sfrutta e la sua indole lo porta alle volte ad estraniarsi dal gioco e il suo carattere non sempre lo supporta, infatti, o tende a strafare e poi se la prende con il mondo se non riesce a fare ciò che vorrebbe e anche potrebbe oppure gli manca il coraggio di osare la giocata più complessa o la conclusione in porta, pur avendone la capacità. In linea di massima un giudizio positivo lo strappa, ma è rimasto ai livelli di etera promessa. Lukic può contare su una discreta qualità di base e su una buona dose di voglia di emergere, la giovane età lo rende alle volte ancora un po’ grezzo, ma è anche il giocatore che nel finale dello scorso campionato ha saputo dare equilibrio al gioco, peccato che nella prima parte di questo campionato stia stentando a ripetersi, qualche acciacco lo ha avuto e le difficoltà complessive della squadra non lo hanno aiutato, ma se non vuole rimanere un’eterna promessa deve fare di più. Meïté ha un fisico pazzesco e potrebbe dominare a centrocampo, ma la mancanza di fiducia in se stesso, come lui stesso ha ammesso, lo hanno portato a perdersi già verso febbraio-marzo. Così sono aumentate le imprecisioni nei passaggi, ci sono state scelte non sempre azzeccate per quel che concerne le giocate da farsi e in aggiunta qualche fallo di troppo lo hanno portato a un calo nelle prestazioni dal quale non si è ancora ripreso. Ola Aina anche lui ha un fisico imponente, ma non lo sa sfruttare appieno e alterna buone giocate ad altre pessime lasciando campo libero agli avversari. In fase offensiva potrebbe spingere di più, ma non sempre lo fa. Laxalt nella prima parte del 2019 giocava nel Milan e in rossonero non ha convinto, giunto al Torino due giorni prima della chiusura del mercato estivo per rilanciarsi finora non è riuscito a convincere più di tanto Mazzarri che gli ha dato non molto spazio, anche perché chiuso da Ansaldi. Quando subentra deve essere più incisivo e sfruttare le occasioni come quella con la Roma visto che Ansaldi è squalificato, se sarà lui ad andare in campo.

VOTO: 5,5 la qualità e il carattere non si comprano al supermercato e difficilmente possono essere potenziati con gli allenamenti. Per migliorare il reparto serve intervenire in sede di mercato. Ovviamente, voto superiore per Ansaldi, 7, e Rincon, 6,5, e nel compresso del 2019 il 6 lo raggiungono anche De Silvestri e Baselli.