Gentile, il male del calcio italiano lo spiega così: "Volevano un burattino"
Claudio Gentile, classe '53, uno dei più grandi difensori del calcio italiano, ex Juve e Azzurro, per non essersi abbassato alle decisioni provenienti dall'alto è stato fatto fuori dal calcio che conta. Avete più sentito parlare di lui? No, adesso gli è stato dato spazio per uno sfogo perchè è il momento della resa dei conti nel calcio italiano.
Così ha detto a Fanpage: "Se hai sani principi, in situazioni del genere, non puoi fare altro che restare fuori. Oppure devi fare il burattino e lasciarti comandare. Un allenatore deve avere il coraggio di scegliere chi merita davvero. Ricevevo continue telefonate che mi suggerivano di chiamare Tizio o Caio, ma rispondevo che erano tutti sotto osservazione e sceglievo solo chi meritava. Non ho mai accettato imposizioni di un certo tipo sul mio lavoro. E forse anche per questo mi sono ritrovato un sacco di nemici. Pur facendo risultati. La medaglia olimpica, la vittoria degli Europei e due anni dopo sei, sette ragazzi che erano con me in squadra diventano campioni del mondo… non voglio dire che è solo e tutto merito mio ma almeno un po' sì".
Gentile stava facendo bene in Under 21: "È una cosa che non mi sono mai spiegato del tutto. Un giorno mi dissero che sarei diventato commissario tecnico della Nazionale maggiore. Il giorno dopo mi chiamarono per dirmi di restare all'Under 21 e io risposi: Va bene, non c'è problema. Il terzo giorno mi hanno cancellato da tutto. C'è stato qualcuno che è intervenuto dicendo che Gentile non doveva più far parte della Federazione".
In sintesi: "Devi fare il burattino o lasciare, come ha fatto Roberto Baggio",
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