Figc, i criteri dlel'algoritmo. Complicati ma trasparenti

03.06.2020 15:28 di Marina Beccuti Twitter:    Vedi letture
Figc, i criteri dlel'algoritmo. Complicati ma trasparenti

Parlare di algoritmo adesso, da applicare alla classifica di serie A, potrebbe addirittura portare male, in quanto significherebbe che il campionato dovrebbe nuovamente essere fermato per una nuova ondata di pandemia, cosa che nessuno si augura. Tuttavia è bene avere questa alternativa, considerando che playoff/playout nel caso non potrebbero essere applicati.

SportItalia ha spiegato la formula della Figc per arrivare da una classifica che tenga conto di tutte le componenti numeriche, per essere veritiera rispetto alle forze in campo.

Va ricordato che la sospensione per la pandemia è arrivata in un momento in cui nelle classifiche c'erano delle disparità, ad esempio in Serie A otto squadre avevano una gara in meno delle altre. Per questo è necessario fare riferimento ad un criterio univoco per determinare piazzamenti, promozioni e retrocessioni. Bisogna anche ricordare che bisogna fare riferimento al protocollo dell'UEFA, che pretende obiettività, trasparenza e nessuna discriminazione sui criteri da scegliere, per determinare una classifica senza il responso del campo. 

Per iniziare, bisogna tener conto del numero delle giornate validamente disputate e il numero delle gare validamente giocate da ciascuna squadra, sia in casa che in trasferta. Bisogna anche tener conto dei punti raccolti in casa e quelli in trasferta, più il numero delle gare ancora da disputare e la verifica di quante di esse siano in casa e quante in trasferta. Ma c'è da tener conto anche della differenza reti, sia in casa che in trasferta. La stessa FIGC evidenzia come questo criterio abbia una sua importanza perché è un fattore dirimente, anche se non il primo, nel caso di ricorso alla classifica avulsa, anche perchè è impossibile fare riferimento agli scontri diretti. Nel corso di una nuova ipotetica sospensione non è detto che tutte le squadre abbiano già avuto gli scontri diretti.

La FIGC ha così individuato tre elementi di calcolo che vanno a costituire il modello matematico, che vadano sempre a premiare il merito sportivo. I tre elementi sono: a) punti in classifica conquistati in gare valide; b) media punti (rapporto tra punti conquistati e gare giocate); c) indice di redditività delle reti (rapporto tra reti segnate e punti conquistati). Non tutti e tre questi criteri sono valutati allo stesso modo: i punti conquistati concretamente valgono in pratica il cento per cento, mentre la media punti è ponderata al novanta per cento. Mentre la redditività delle reti è in sostanza un correttivo, che pesa solo per il dieci per cento ella formula finale.

La formula sembra assai complicata, comprende una sommatoria dei punti effettivamente conquistati, più la proiezione dei punti (che somma le restanti gare in casa più le restanti gare in trasferta, in entrambi i casi moltiplicate per la media punti e poi valutate al novanta per cento), più la proiezione dei punti sulla base della redditività delle reti (la media dei gol segnati nel campionato più la differenza reti del club interessato, ponderate al dieci per cento.

Una ulteriore condizione è, al momento, oggetto di valutazione e se ne parlerà nel Consiglio Federale dell’8 giugno, in quanto l’algoritmo potrebbe essere applicato solo nel caso che si giochino almeno tre partite dopo la ripresa del campionato.