Digao: "Kakà e il Milan? In campo dimenticherà tutto

21.10.2009 15:30 di Raffaella Bon   vedi letture


A poche ore dalla grande sfida del Bernabeu fra Real Madrid e Milan, i microfoni di Tuttomercatoweb hanno raggiunto in esclusiva Digao, fratello di Kakà e difensore del Lecce, che ci ha parlato del suo presente, di quello del fratello e del suo futuro.

Partiamo da te, come sta andando la tua avventura al Lecce?
"Sta andando bene, sono contento di essere arrivato qui in una società organizzata, con un progetto importante".

Tra l'altro c'è anche un bravissimo tecnico come De Canio
"Sì, è molto bravo, sereno e sa gestire le situazioni sia quando si perde che si vince".

A livello di gruppo ti trovi bene?
"Sì, ormai sono sei anni che sono in Italia e parlo molto bene l'italiano. Riesco a comunicare e quindi mi trovo bene".

Sabato avrete un derby con il Gallipoli, che partita ti aspetti?
"I derby sono partite che si giocano col cuore, al di là degli aspetti tecnici e tattici. Bisogna andare lì e anche se sei una squadra tosta devi giocare col cuore".

Tutti si aspettavano una posizione in classifica un po' migliore per il Lecce, cos'è che non sta funzionando?
"All'inizio del campionato può capitare una situazione del genere, la squadra è stata un po' in difficoltà nelle prime giornate e i risultati non sono arrivati, ma ci sta. Il Lecce è sceso dalla A e ci sono tanti giocatori che devono trovare i giusti stimoli, ma ora siamo pronti per risalire in classifica".

Tu che in questi anni hai fatto parte dell'ambiente del Milan ti aspettavi una situazione del genere?
"Si sapeva di queste difficoltà. Quando si fanno tanti cambiamenti è normale che serva un po' di tempo per ritrovarsi, il ciclo vincente è finito e sono usciti tanti giocatori importanti per la squadra. Ora è cambiato anche l'allenatore e tutti sapevano che l'inizio sarebbe stato così, ma mi sembra che la squadra inizi ad avere l'impronta di Leonardo, Pato con la Roma si è ritrovato e con il tempo il Milan tornerà".

Dopo la partita con la Roma Leonardo ha detto di voler praticare il gioco brasiliano. Secondo te è molto diverso da quello italiano?
"Non so in quali termini ha parlato, ma sarebbe molto difficile fare un gioco brasiliano qui in Italia. Serve tanta tattica, determinazione e velocità, forse lui voleva dire questo nel senso di tener palla, fare belle giocate e utilizzare la tecnica. Per giocare in Italia, comunque, serve la mentalità italiana".

Parliamo della gara di questa sera fra Milan e Real, che partita sarà per tuo fratello?
"Una partita dalle grandi emozioni. Gli ho chiesto come sarà giocare contro la squadra che lo ha fatto diventare grande e mi ha risposto che quando scenderà in campo dimenticherà tutto. A Madrid ci sono altri tifosi, altri giocatori, un altro ambiente e lui farà di tutto per vincere, ma rispettando tutto l'ambiente del Milan. Non si aspetta fischi o altro, ma darà il meglio per la sua squadra".

Essendo tu suo fratello, però, sai che non potrà non essere emozionato
"Certamente all'inizio della partita sarà emozionato, ma poi bisogna essere concentrati per dare il meglio ed inoltre è in un ambiente dove deve conquistarsi tutto. Ha tante motivazioni e al fischio d'inizio le emozioni dovrà lasciarle da parte".

In Spagna si trova bene comunque?
"Sì, poi Madrid è una bellissima città e la lingua molto simile. Non ha avuto problemi di nessun tipo".

Se non ci fossero state esigenze di bilancio pensi che sarebbe rimasto a vita al Milan?
"Certo, lui ha sempre detto che è andato via per tutelare gli interessi della società. Se gli interessi fossero stati uguali sarebbe rimasto, ma dal momento che erano diversi se n'è andato e non per sua volontà".

Secondo te il Milan risente molto della sua mancanza?
"Lui è un grandissimo giocatore e mancherebbe a qualsiasi squadra, anche alla Nazionale che senza di lui l'ultima volta ha perso. Il Milan ha perso tanto, ma ci sarà il tempo di trovare una nuova soluzione e un nuovo schema di gioco per attenuare gli effetti di questa perdita".

Un domani potrà esserci un altro Kakà, ovvero te, al Milan?
"Io vorrei tornare a giocare a quei livelli e se non sarà al Milan anche in altre squadre".

E' difficile essere il fratello di Kakà?
"Per alcune cose sì, ma per altre sei facilitato. Quando conquisto una cosa devo fare sempre il doppio perché la gente pensa che sia stato facilitato essendo il fratello di Kakà e non vedono il mio merito. Ormai, però, sono abituato a questa situazione e so quali sono i miei meriti. Per quanto riguarda certe opportunità, invece, magari è più facile che ti si presentino essendo fratello di Kakà".