Buche, pugni e tacchetti

04.07.2020 15:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Tuttosport
Gustavo Giagnoni
© foto di Matteo Bursi
Gustavo Giagnoni

Quando il derby era molto “granata”. Tuttosport ricorda aneddoti e curiosità che rievocano quel forte senso di appartenenza di chi negli anni passati ha indossato la maglia granata.

Hans Kampfer il 3 febbraio 1907, nel secondo derby  fra Torino e Juventus, segnò quattro gol a i bianconeri, da allora mai nessun granata riuscì a fare quattro gol alla Juventus in una sola partita.

Lo sfottò dei tifosi del Toro a quelli della Juventus più ricorrente nel terzo millennio è relativo al rigore di Salas calciato in orbita il 14 ottobre 2001 dopo che Maspero aveva scavato la famosa buchetta: “Quel pallone non si è più trovato, è ancora in orbita”.
E risalendo ai derby del millennio precedente: “Al ristorante della Juve servono gratis 3 primi e 40 secondi” rievocando la famosa rimonta in meno di quattro minuti del 3 a 2 andata in scena il 27 marzo del 1983.

La vittoria con lo scarto maggiore di gol per i granata risale al  17 novembre 19012 un perentorio 8 a 0.

Il pugno di Giagnoni a Causio quando il bianconero era andato a sfottere gli avversari davanti alla panchina dopo il gol di Cudccureddu beccandosi appunto un pugno dal mister granata Giagnoni. Picchiare gli avversari è cosa da condannare, ma anche Causio reagì non proprio da gentleman.

Il sogno di Pulici, granata che con 9 gol ha segnato di più alla Juventus: “Mi sarebbe piaciuto scartare 2 o 3 juventini e anche il portiere, un giorno, e poi fermare il pallone sulla linea di porta e infine spingerlo dentro con un colpo di sedere, sdraiandomi a terra!”.

Il suono intimidatorio dei tacchetti era quello che veniva fatto risuonare, pestando con grande forza i piedi per terra, dai giocatori granata mentre si recavano in campo stando al fianco di quelli della Juventus.