Brozzi: "Non deve essere lesa la mia figura di uomo e di medico

17.01.2009 18:30 di Raffaella Bon   vedi letture
Fonte: romagiallorossa

Le parole di Mario Brozzi, ex medico sociale della Roma, a Centro Suono Sport nella trasmissione "Te la do io Tokyo".

Voci dicono che i recuperi troppo lunghi hanno portato all’allontanamento…
“Ti dico che recentemente leggevo sui giornali che facevano recuperi brevi ed accelerati. Io e Silio Musa sorridevamo su queste situazioni. A Coverciano dicevano che dovevamo standardizzare i recuperi. Siamo stati accusati di fare questi recuperi rapidi. Ora sono troppo lunghi… rimango perplesso”

Ci sono degli infortuni, tipo Alberto Aquilani, che subiscono delle ricadute.
“Bisogna intenderci sulle questione delle ricadute. Se lei, per esempio, cade due volte in due punti diversi, non sono ricadute, ma sono due infortuni diversi. Le ricadute, se lei ha una polmonite e se le ritorna la polmonite, allora è una ricaduta. Se lei ha una distorsione e poi gli viene una polmonite, non si tratta di ricaduta”.

Ma ha parlato il tecnico Spalletti di ricadute…
“Lei si contraddice. Le cicatrici sono una cosa, le ricadute sono altre. Dal punto di vista medico, dobbiamo dire che una fibrosi può dare situazioni fastidiose. Una lesione muscolare, non ha nulla a che vedere con una cicatrizzazione. Il problema muscolare dura più o meno un mese. Io comunque non voglio polemiche, perché sono un uomo di Franco Sensi. Non si dicano cose strane sul mio conto. Mi è stato addirittura vietato di parlare con i giornalisti per informare. Allora, vi spiego una cosa: Totti si fa male a Catania. Brozzi fa la diagnosi insieme a Musa: lesione di secondo grado. Conferma a Trigoria 24 ore dopo, facendo l’ecografia da solo. Evidenzio una lesione di secondo grado. Lo porto a villa Stuart dopo 72 ore e non aveva più dolore. Avete mai visto che un giocatore ritorni a correre dopo 15 giorni? E’ quello che faccio sempre, l’iter è questo, per la mia etica professionale”.

Qual è il vero motivo dell’allontanamento? E’ stato Spalletti?
“Abbiamo avuto diversità di veduta, ma sono comprensibili. In momenti di tensione ci può stare, non ho avuto mai problemi con Luciano. Il motivo dell’allontanamento? Io non lo so”.

Problemi con i giocatori? Tonetto ad esempio?
“E’ un altro discorso, si sta curando in un altro posto che è stato chiuso dai carabinieri… Ognuno ha diritto di fare quello che vuole, rispettiamo però il volere delle persone. Ognuno ha il diritto di farsi curare da chi vuole. Quello che voglio dire è che sono uscito e rispetto totalmente la decisione. Io ho sempre curato tutti allo stesso modo: grazie a Silio Musa, a Vito Scala e Pierpaolo Mariani, in cento giorni abbiamo portato Totti ad alzare la Coppa del Mondo. In quattro mesi è tornato in campo. Ora vorrei solamente che l’immagine di medico e di uomo non venga lesa. Io questo nome l’ho costruito giorno dopo giorno. Sono nato senza nome e ho impiegato una vita a costruirlo. Dobbiamo tutti quanti imparare che le persone vanno rispettate. C’è bisogno di assoluto rispetto delle decisioni aziendali. Io posso essere un problema per mille motivi, a meno che non si metta in discussione la mia professionalità”

Era nell’aria la decisione?
“Non è stato un fulmine a ciel sereno. Sono avvenuti eventi negli ultimi giorni, ma non credo la decisione sia legata a questo. Mario Brozzi è una persona impegnata nell’aspetto sociale. Io non finirò mai di ringraziare tutti per quello che hanno fatto per me”.