Brevi: "Così salimmo subito in A. Che peccato aver dilapidato l'entusiasmo..."
Il Toro di ieri, quello di oggi e pure quello di domani: Oscar Brevi racconta tutto. L'intervista a La Stampa è un'occasione per rivivere la stagione 2005/2006, la prima con Cairo dopo il fallimento e la promozione immediata in Serie A: "Eravamo un gruppo che non si conosceva né a livello umano e né calcistico, però ci siamo incastrati perfettamente facendo qualcosa di incredibile - sottolinea l'ex difensore - a volte il calcio è difficile da capire, ma noi eravamo uno spogliatoio di uomini veri, magari non bravissimi ma con gli attributi. E' stata un'annata esaltante: sarà molto difficile ripetere una cosa così".
Il Toro di oggi
Adesso, invece, di quell'entusiasmo non c'è più nulla, anzi è la contestazione a farla padrone all'interno della piazza. "E' un peccato, perché l'entusiasmo che avevamo tutti insieme era incredibile - racconta Brevi - mi ricordo le volte a Superga, c'era sempre il delirio. Cairo? Erro ne sono stati commesso, ma il Toro mi è rimasto dentro e mi auguro possa vivere tempi migliori". Magari con l'Europa? "Basta poco, non serve vincere lo scudetto ma il Toro merita di essere al livello di Bologna e Atalanta - la risposta del primo capitano di Cairo - non è facile, ma deve giocarsi l'accesso alle coppe: la storia conta". Infine, sul nuovo allenatore: "Non è semplice allenare a Torino, bisogna conoscere bene le dinamiche".
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