Bovenzi, preparatore del Toro: "Squadra lumaca? Mi fa sorridere, il dato sulla distanza percorsa incide nulla sulla classifica"

 di Alex Bembi  articolo letto 5145 volte
© foto di Giacomo Morini
Bovenzi, preparatore del Toro: "Squadra lumaca? Mi fa sorridere, il dato sulla distanza percorsa incide nulla sulla classifica"

Intervista interessante quella proposta da Torino Channel al responsabile dei preparatori atletici della squadra granata:, accusata di essere quella che corre meno del campionato di serie A. Una delle tabelle riportate dai media per esempio evidenziava la differenza di chilometri percorsi tra un difensore come N’Koulou e un esterno come Falque, a favore del camerunense. Il professor Antonio Bovenzi spiega: "Siccome noi siamo molto attenti, il giorno della firma del contratto abbiamo parlato con il presidente Cairo per avere della tecnologia che ci potesse consentire di avere tutte queste informazioni. Il presidente è stato molto sensibile a questo fatto, ci ha messo a disposizione tutto ciò che abbiamo richiesto. Quindi per certo che i dati giusti sono i nostri. Questi dicono che Iago Falque fa in media 11 km a partita e N’Koulou ne fa 10, come i rispettivi ruoli richiedono. Iago fa 120 metri al minuto e N’Koulou ne corre 104, ovviamente tutto rapportato al tipo di gioco, perché se Iago esce al 60′ non può essere rapportato sulla distanza percorsa a N’Koulou che ne ha fatti 95 di minuti. Mi viene da sorridere di queste cose e mi dispiace, perché sono cose che cercano l'effetto come quando ci hanno definito Squadra Lumaca proprio per la poca distanza percorsa rispetto alle squadre di Serie A. L’unica cosa che noi non prendiamo in considerazione è proprio la distanza percorsa, perché la correlazione tra la distanza percorsa e la classifica è dello 0,0004, quindi praticamente parliamo del nulla. Belotti? Noi abbiamo veramente bisogno di Andrea. Nella partita con il Cagliari venivamo da due sconfitte, quella casalinga con la Roma anche se mi viene da dire persa per un episodio, e poi quella di Firenze dove non abbiamo fatto secondo me e soprattutto secondo il mister quello che avevamo preparato. La partita l’avevamo preparata bene. Dunque la partita contro il Cagliari era determinante; sapevamo benissimo che Andrea non fosse in condizione di fare una partita e forse nemmeno 45 minuti, ma la presenza di Andrea in campo, per la squadra, per il tifosi, per la città e per la Nazionale era determinante. Il problema al ginocchio era totalmente superato, altrimenti nessuno avrebbe preso rischi di alcun tipo. Dal punto di vista muscolare, però, arrivava da due soli veri allenamenti; per questo non erano esclusi inghippi di quel tipo. Ma, come detto, lui è talmente importante che tutti insieme abbiamo deciso di utilizzarlo dal primo minuto“.