Blackout Dazn: scuse e rimpalli di responsabilità, la ricostruzione della vicenda

12.04.2021 15:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Tmw
Diletta Leotta
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Un blackout di cinque ore, che ha impedito agli utenti DAZN via-app (ma, ironia della sorte, non a chi vi accedeva attraverso la piattaforma satellitare di Sky) di vedere Inter-Cagliari e Lazio-Verona. Un down informatico che preoccupa in vista del futuro, e che ha dato origine al più classico rimpallo di responsabilità. “Il problema è derivato dal fallimento del servizio di autenticazione fornito da un nostro partner esterno che non è stato in grado di risolvere velocemente applicando le previste procedure di backup, pur avendo ricevuto da parte di Dazn informazioni tempestive e collaborazione immediata”. Così, l’emittente britannico, oltre ad assicurare rimborsi ai propri utenti, ha puntato il dito contro un partner esterno. Di chi si tratta? Come nella migliore spy story, della Comcast Technology Solutions, branca del gigante delle comunicazioni Comcast. Ovvero dell’azienda americana che dal 2018 ha acquisito Sky, competitor (sconfitto) di Dazn nell’ultima asta per i diritti tv del prossimo triennio in Serie A.

Le scuse di Comcast. Ma non è stato un problema italiano. A stretto giro di posta, dopo le scuse di Dazn, sono arrivate quelle di Comcast: “Eravamo in stretto contatto con loro mentre risolvevamo il problema - ha sottolineato l’azienda in una nota riportata dall’agenzia Reuters - e ci scusiamo per tutti coloro che sono stati interessati”. Per risolvere la spy story di cui sopra, c’è da evidenziare che non si è trattato di un problema legato soltanto all’Italia: in Europa hanno incontrato simili inconvenienti anche altre emittenti come Eurosport e Viaplay, tutti legati al blackout che ha colpito l’azienda americana. Niente giallo. Ciò non toglie che la vicenda possa non finire qui.

Gli scenari. In questo giro di lettere e scuse, arrivano anche le richieste della Serie A: dopo aver affidato a DAZN il proprio futuro televisivo, i 20 club scrivono al broadcaster per ricevere rassicurazioni affinché simili problemi tecnici non si presentino anche in futuro. Del resto, al netto delle tre partite in co-esclusiva sul digitale ancora da assegnare (e chissà che un qualche ruolo questa vicenda non l’abbia), a partire da agosto 2021 un blackout di Dazn significherebbe un blackout dell’intero campionato di Serie A. Nel contratto, comunque, pare non siano previste penali automatiche in caso di disservizi di questo tipo, e neanche obblighi di backup (come accaduto per esempio ieri quando Verona-Lazio è stata visibile sul 212 di Sky). Insomma, nessun piano B. Al quale Dazn (che in questa fase non commenterà ulteriormente la vicenda a livello ufficiale) sta comunque già lavorando da tempo: l’accordo stretto nei giorni scorsi con Cairo garantirà uno sbocco su due canali del digitale terrestre. E la partnership con TIM è il cavallo di battaglia per garantire solidità alle trasmissioni nel prossimo triennio.