Barreto e l'ansia di volare

14.02.2013 19:12 di Marina Beccuti   vedi letture
Barreto e l'ansia di volare
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© foto di Federico De Luca

Paulo Vitor Barreto, 27 anni, voluto espressamente da mister Ventura, ama volare nelle aree di rigore altrui cercando la via della rete, ma non parlategli di salire sull'areo, come ha riferito nella sua intervista esclusiva a La Stampa, dove ha raccontanto anche un'indiscrezione di mercato: "In Brasile non torno da otto anni. E non lo farò mai più, dato che ho il terrore dell'aereo. Soffro di claustrofobia, non resisto più di un'oretta. Tutto è peggiorato da quando conosco mia moglie Elisa, che va in panico più di me, e mi pianta le unghie nel braccio. Ho anche rinunciato a offerte dall'estero per questo motivo. Mi voleva l'Anzhi, ma lì si è sempre in aereo. Sto bene in Italia, e il Brasile non mi manca. I miei vengono spesso a trovarmi".

L'attaccante si è poi soffermato sulla sua esperienza in granata, cominciata da circa un mese: "E' bello giocare quattro partite da titolare dopo due anni di infortuni e guai, ma mi manca la brillantezza. Sono stato fermo a lungo, e adesso che ho ripreso col Toro, arrivo cotto al venerdì, e la domenica non duro fino in fondo".

Parlando del campionato anch'egli ha ammonito che bisogna raggiungere prima possibile la soglia di sicurezza: "L'obiettivo è arrivare a quota 40, al più presto. Ora troviamo Atalanta, Cagliari e Palermo: se facciamo 6 punti, ci siamo quasi. Sarà durissima, però".

Su di sè ha raccontato: "Non mi sono mai abbattuto, nemmeno per le ricadute causate dalla fretta di recuperare. Ho avuto due aiuti decisivi: la fede in Dio, intanto. Da solo non ce l'avrei fatta a superare nemmeno quei primi tempi tremendi in Italia. Avevo 13 anni, da Treviso mandavo i primi soldini per regalare a mia mamma la lavatrice ma di casa mi mancava tutto. Poi, la mia infanzia a Bangu, zona Ovest di Rio, ai confini con la favela. Non avevamo nemmeno i soldi per mangiare. Cosa volete che sia affrontare gli infortuni di un calciatore?". La filosofia di chi sa cos'è la vita e non potrà mai prenderla a calci per colpi di testa da star del calcio. Barreto è un ragazzo vero, di quelli che piacciono tanto al mondo granata. Uno che ha sofferto, ma ha saputo rialzarsi.