Toro, dai social si evoca già lo spettro della B. E il ritorno di Longo

20.10.2020 09:21 di  Claudio Colla   vedi letture
Toro, dai social si evoca già lo spettro della B. E il ritorno di Longo
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il precedente delle tre sconfitte consecutive risalente al 2002/03, con amaro epilogo, e la prossima trasferta contro la rivelazione Sassuolo, che potrebbe facilmente portare il conto dei passi falsi a quattro. Non in misura così lontana dalle previsioni, considerati i tanti intoppi della preparazione (tardo/post-)estiva, la stagione del Toro non sarebbe potuta partire peggio di così. Belotti ormai solo a cantare e portar la croce, difesa ai limiti del disastroso, pochi e sporadici i segnali di ricezione della trama di gioco studiata da Marco Giampaolo, da parte di un gruppo che appare ancora ben lontano dall'essere squadra.

Difficile, per i tifosi, guardare al prossimo futuro con fiducia. E dalle miriadi di gruppi social e forum, non si esita a evocare, già ora, lo spettro retrocessione. Molte delle rivali designate ai blocchi di partenza viaggiano infatti al di sopra delle aspettative, dal Genoa all'Udinese, senza parlare della Samp, e passando per le tre neopromosse, incluso il Crotone - data dai più come principale candidata al ruolo di "cenerentola" - capace di fermare la Juve sul pari sabato scorso. L'idea che circola è che Giampaolo non sia stato nemmeno lontanamente soddisfatto dal duo Cairo-Vagnati nella totalità delle sue richieste, alcune forse decisamente fuori portata (Praet, Torreira, Andersen), altre magari più accessibili (Ferrari, Bonaventura, una punta "ibrida" di peso e movimento, alla Quagliarella), e che nel gruppo circoli già totale insoddisfazione, a partire dal tecnico. Gruppo che il mercato di gennaio potrebbe spingere verso lo sfaldamento, magari con nuove proposte allettanti per Sirigu, Nkoulou, Bremer, Ansaldi (che Giampaolo sembra "non vedere", nonostante l'argentino abbia rappresentato una delle pochissime note positive della passata stagione), o persino per lo stesso Gallo.

A tal proposito, crescono i commenti dei tifosi che invocano il ritorno di Moreno Longo in sella (benché, a differenza di Walter Mazzarri, l'ex-condottiero della Primavera non sia più sotto contratto con la società). Non tanto per disistima nel giuliese nativo di Bellinzona, ma per una presa di coscienza, magari persino precoce, del fatto che quella appena iniziata sia destinata a essere una stagione di trincea, avara di soddisfazioni, unico obiettivo della quale possa essere una salvezza risicata, o, nel migliore dei casi, appena appena tranquilla. E che, in tal senso, l'uomo giusto per guidare la finora sgangherata truppa granata sia un uomo che il granata ce l'ha nel sangue, anziché un professionista, ancorché più affermato, se non altro per il numero di anni di militanza (senza dimenticarne il ruolino di marcia piuttosto altalenante in carriera, in ogni caso), che probabilmente, nell'accettare la sfida, si aspettava un altro tipo di supporto e di mezzi.