Toro Club Roma Granata

Il cuore granata batte forte anche nell'Urbe
04.09.2018 11:00 di Giuseppe Livraghi  articolo letto 3897 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Toro Club Roma Granata

Il Toro, è noto, oltre a vantare (ovviamente) buona parte dei suoi ineguagliabili tifosi nella città di Torino e nel resto del Piemonte, ha sostenitori anche in altre regione d'Italia. Una menzione particolare meritano, però, i tifosi di Roma, organizzati nel “Toro Club Roma Granata”: i supporter capitolini portano orgogliosamente alto il colore granata in una città tradizionalmente e storicamente “divisa” tra il tifo laziale e quello romanista. Abbiamo, quindi, incontrato il presidente del club torinista capitolino, Giuseppe Di Lecce.

Giuseppe, in primis, congratulazioni per il club.

«Grazie. A Roma in maggioranza si tifa Lazio o Roma, ma ci siamo anche noi: il vecchio cuore granata batte forte anche qui! Siamo un club relativamente giovane, essendo stato fondato il 13 ottobre 2005, cioè ai tempi durante i quali il Torino Calcio stava fallendo. Ma, in quel periodo, parallelamente, il Torino Football Club di Urbano Cairo era impegnato nella lunga cavalcata che si sarebbe trionfalmente conclusa con la promozione in Serie A, nell'indimenticabile doppia finale con il Mantova. Diciamo che siamo sorti nell'anno della rinascita del Toro».

La domanda è d'obbligo: seguite puntualmente le partite?

«Sì, quando gioca il Torino ci ritroviamo puntualmente al circolo bocciofilo “La Torraccia”, ove assistiamo (con grande passione) alle partite del nostro Toro. Il nostro club, che annovera una sessantina di iscritti (alcuni dei quali abbonati in Curva Maratona), è anche attivo nell'organizzazione delle trasferte, sempre nei limiti del possibile, visti i vari orari nei quali è frammentato il campionato. Non dimentichiamo, infatti, che noi siamo sempre in trasferta: anche le gare interne del Toro per noi consistono, infatti, in trasferte. Addirittura delle più lunghe (o quasi)!».

Come siete visti a Roma? Nell'Urbe, si sa, la stragrande maggioranza dei tifosi o è della Lazio o è della Roma...

«A dir la verità siamo visti con grande rispetto, anche perché noi per primi rispettiamo tutti. Non abbiamo avuto alcun problema con i sostenitori laziali, mentre ci sono stati degli screzi con alcuni romanisti, in occasione di un torneo disputatosi nell'agosto 2007 in Inghilterra e al quale parteciparono il Torino, la Roma, il Tottenham Hotspur e il West Ham United. Ma, ad essere precisi, non valuto neppure come veri tifosi quelle persone: diciamo che furono alcuni esagitati che avrebbero trovato modo di litigare anche in occasione di una gara di una qualsiasi altra compagine romana. Per il resto, infatti, non abbiamo avuto alcun dissidio con i veri tifosi giallo-rossi».

A dimostrazione del rispetto reciproco, va segnalata una vostra trasmissione radiofonica, giusto?

«Esatto. Dal 2005 al 2007 abbiamo avuto una trasmissione, denominata “Granata Voice”, che andava in onda sull'emittente radiofonica capitolina “Radio Spazio Aperto”. Inoltre, abbiamo scritto un libro, intitolato “Il Toro visto da lontano”».

Questa può essere la stagione nella quale i sostenitori granata potranno esultare per la tanto sospirata qualificazione europea del Toro (stavolta per meriti propri): come vedi questo Torino?

«Credo che questo sia il miglior Torino di tutta la gestione Cairo. È stato costruito un buon Toro, riuscendo a non cedere i migliori elementi (Ljajić a parte, ma è un discorso lungo) ed effettuando degli acquisti mirati. Sì, sono fiducioso: possiamo tornare in Europa!».

Grazie ancora, Giuseppe. E sempre forza Toro!

«Sempre forza Toro anche da Roma!».