Piero Chiambretti: "Diventai granata dopo la morte di Meroni"

"Il Toro si è rovinato non puntando più sulla Primavera"
31.03.2012 09:22 di Claudio Colla   vedi letture
Piero Chiambretti: "Diventai granata dopo la morte di Meroni"
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© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com

Pubblicata sulle pagine del sito ufficiale della Lega Serie B l'intervista rilasciata da Piero Chiambretti, noto conduttore televisivo storico tifoso granata: "Del Toro sono stato tutto: simpatizzante, tifoso, ultrà, accompagnatore, mascotte.. mi manca solo la dirigenza che mi hanno però proposto due volte.

La morte di Gigi Meroni, scomparso in corso Re Umberto,  proprio sotto casa mia, mi fece affezionare ai colori granata. Lo strazio per quella giovane vita strappata a pochi metri da dove vivevo mi fece dimenticare l'Inter.

Le trasferte più belle? A Marassi, nel bene e nel male. Mi ricordo una finale di Coppa Italia contro il Milan, vinta, e sempre a Genova, sotto un acquazzone terrificante, un pareggio fatale: arrivammo dietro alla Juve, e mancammo di un punto il secondo titolo in poco tempo. In quella occasione mi ricordo Lippi che calciò la palla dopo che aveva oltrepassato la linea. Allora, come succede oggi, lo sapemmo solo dalla tivù. Senza dimenticare la trasferta di Amsterdam in finale di Coppa Uefa. Facevo da accompagnatore, anche in quel caso tre pali e rigore non dato a Cravero, con Mondonico che si sfogò alzando la sedia al cielo d'Olanda. Il Torino era sfortunato anche da forte. Poi i tempi bui: la gestione inaugurata da Pianelli, con una grande Primavera che faceva da serbatoio alla prima squadra, fu abbandonata , quindi arrivò la cris.

Il mio rapporto col pallone? Ero bravo, ma fifone. L'unica volta che non ho tirato indietro la gamba me la sono rotta, si vede che avrei fatto bene a toglierla. Ho giocato qualche partita con i pulcini del Torino, scaldando la panchina. Era un calcio lento ma troppo fisico per il mio corpo minuto. Il ruolo? Dettavo i tempi alla squadra, fino a quando il calcio non li ha poi dettati a me.

Chi chiamerei al Chiambretti Show? Sicuramente Ventura: simpatico, con la battuta pronta. Ha trasformato un ambiente che non era pronto a questa stagione esaltante. Gli stessi giocatori che l'anno scorso faticavano quest'anno sono dei mezzi fenomeni. Non do mai troppa importanza agli allenatori, perché sono gli atleti ad andare in campo, ma in questo caso onore al merito.

La gara contro l'Empoli? Per amicizia con Ariani (altro tifoso-vip intervistato, ndr) dico pareggio, però sotto sotto spero nei tre punti. Se non arrivano sarò contento per Giorgio, e vorrà dire che ci rifaremo con le due partite che avremo di seguito all'Olimpico".