Il comunicato della Curva Primavera

24.02.2015 20:54 di  Marina Beccuti  Twitter:    vedi letture
Il comunicato della Curva Primavera
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

La scorsa settimana, riguardo alla partita contro il Bilbao, erano uscite notizie contrastanti riguardo ad un certo malumore della Curva Primavera. Dopo una spiegazione positiva tra le parti, la Curva stessa granata ha diramato questo comunicato ai media.

"Nella mattinata del 21 febbraio si è tenuto un incontro chiarificatore tra i rappresentanti del gruppo di Tifosi FILADELFIA SUPPORTERS (curva Primavera/Filadelfia), Esponenti dei vertici del Torino F.C. e Responsabili della Sicurezza dello Stadio Olimpico "Comunale" dopo che in occasione della partita di Europa League del 19/02/2015 era stata vietata l'esposizione di alcune parti della coreografia ideata dal gruppo FILADELFIA SUPPORTERS.

Il diniego avvenuto a poche ore dall'inizio della partita, ha fomentato gli animi, sono scaturite motivate domande da parte dei tifosi del Torino ma purtroppo, nella giornata non si è avuto il tempo sufficiente per chiarire la situazione.
Solo ora, dopo l'incontro le parti, ognuna nel rispettivo ruolo, hanno potuto verificare i motivi del mancato consenso.

E' stata una serie di coincidenze negative a determinare la situazione e si è appurato, dalle rispettive parti, che non è mancata in nessuno nè la disponibilità nè la volontà nell'operare.

Il gruppo FILADELFIA SUPPORTERS coglie l'occasione per ringraziare i Tifosi Granata che hanno caldeggiato l'incontro, gli organi di stampa ed informazione per il notevole interesse dimostrato verso il gruppo ed in particolare gli Esponenti del Torino F.C e della Sicurezza che hanno risposto con immediatezza alla ns.richiesta di stabilire un incontro invitandoci in una struttura del Torino F.C. ed aver risposto con esaurienti risposte ai quesiti che Il gruppo FILADELFIA SUPPORTERS ha loro sottoposto.

Cordiali saluti

Gruppo FILADELFIA SUPPORTERS-TORINO-

Segreteria Generale

Per una questione di maggiore informativa saremmo grati di conoscere le motivazioni del divieto. M. B.