Boggio: “Solo in guerra ho sentito un boato come il 4 maggio”

05.08.2020 14:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Tuttosport
© foto di Alessio Bert
Boggio: “Solo in guerra ho sentito un boato come il 4 maggio”

Franco Boggio, cuore granata, oggi compie 109 anni ed è stato intervistato da Tuttosport.  “Diventai del Toro - ha raccontato Boggio al quotidiano sportivo – dopo aver visto al Juventus con Casale nel 1924: fu più forte di me”. Boggio che è l’uomo più anziano residente in Piemonte, a Valperga, ed è l’ultimo reduce della battaglia di El Alamein (23 ottobre-5 novembre 1942). E’ tifoso del Toro dall’età di 13 anni e ancora oggi giarda la sua squadra del cuore in televisione. “Nel 1949 – ha detto –lavoravo in una banca a Settimo Torinese, quando udii un rumore violentissimo: era l’aereo del Grande Torino”. Una vita quella del signor Boggio, che ha visto vincere al Toro 7 scudetti anzi 8, anche quello revocato nel 1927, costellata di ricordi granata: “Con orgoglio dico anche che o visto allo stadio la prima e ultima partita al Comunale e la prima e l’ultima al Delle Alpi”. Ma non si è limitato ad essere un tifoso perché ha anche giocato a calcio nel Valperga: “Ho giocato con Rossetti,  ero amico di Pozzo jr. Per fortuna non siamo andati in serie B”.

GLI AUGURI DEL TORINO FC – “Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club partecipano con ammirazione e gioia ai festeggiamenti per i 109 anni del signor Franco Boggio, il più longevo tifoso del Toro e secondo nella classifica degli uomini ultracentenari d’Italia.

 Classe 1911, Boggio ha attraversato due Guerre Mondiali: nella prima perse il papà sul Fronte, nel 1915, restando così orfano di genitori perché la mamma era già mancata tre anni prima. Nella Seconda fu fatto prigioniero a El Alamein, in Egitto. Con la sua memoria ancora limpidissima il signor Franco è anche orgoglioso custode della Storia granata, di cui è stato testimone in presa diretta, a cominciare dai due scudetti vinti sul campo nel 1927 e nel 1928. Si è goduto il Grande Torino, e poi ha sofferto e gioito quando è stato meno grande, ma sempre amandolo con la stessa partecipazione proprio come fa ogni appassionato tifoso. Era sugli spalti, nel 1932, quando il Toro giocò per la prima volta al Comunale: a quei tempi si chiamava stadio Mussolini. Presente anche nel 1990, per l’ultima partita prima del trasloco al Delle Alpi. Impianto nel quale ha partecipato al battesimo, sempre nel 1990, e poi all’indimenticabile, euforico addio nel 2006 dopo la vittoria contro il Mantova nella finale playoff. Un leggero deficit visivo, domenica sera, non gli ha impedito di tifare per Belotti e compagni davanti alla tv, comodamente assiso sulla sua poltrona di casa, a Valperga, nel Canavese. 

Oggi festeggerà con i tre figli. i quattro nipoti e i sei pronipoti e siccome resta un uomo dalla battuta arguta e pronta dirà che non c’è bisogno di spegnere le candeline: a una certa età meglio investire tutto sulla torta.

Anche a nome di tutto il mondo granata, BUON COMPLEANNO, signor Franco

E anche la redazione di Torinogranata.it si unisce ai tosi del Toro nel fare gli auguri al signor Franco.