Toro, domani sera l'occasione per... un po' di scouting

07.07.2020 11:56 di Claudio Colla   Vedi letture
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Toro, domani sera l'occasione per... un po' di scouting

Al netto di un sogno salvezza ancora vivo, il Brescia dovrà probabilmente far fronte ad almeno una parziale diaspora, in vista della prossima stagione. Destinato all'Inter il pezzo pregiato di casa Cellino, il regista classe 2000 Sandro Tonali, e ormai de facto separato in casa Mario Balotelli, sono in tanti a poter cambiare vessillo, sulla scia di prestazioni individuali che hanno richiamato l'attenzione di società al momento più quotate: da Cistana a Joronen, passando per Alfredo Donnarumma.

Non fanno eccezione tre elementi che Vagnati, domani sera, osserverà probabilmente con particolare attenzione. Il primo, già sondato a gennaio, è Ernesto Torregrossa: punta moderna e concreta, in forza alle Rondinelle da ormai quattro anni, il ventottenne italo-venezuelano, alla prima stagione nella massima serie, si è confermato come beniamino dei propri tifosi. Non un goleador di primo piano, ma certamente un potenziale buon rincalzo, dotato di spirito di sacrificio e di intelligenza tattica. Con un comparto esterni che, per ragioni diverse, rischia di sfaldarsi, il Toro - in compagnia della solita Fiorentina - guarda poi a Stefano Sabelli (in foto): laterale destro solido, ancorché per ora privo di quei guizzi che lo renderebbero un potenziale titolare di medio-alta classifica, il classe '93 di scuola Roma è un obiettivo a basso costo (https://www.torinogranata.it/mercato/toro-la-solita-fiorentina-prova-a-soffiarti-un-obiettivo-low-cost-106730) degno di considerazione. 

Rischia poi di non giocare un altro nome nel mirino del Toro: il 28enne centrale venezuelano Jhon Chancellor, pilastro della squadra fino a prima del lockdown, dal rendimento spesso nettamente superiore a quello della media dei compagni. Possibile rimpiazzo per uno dei partenti, con due tra Izzo, Nkoulou, Lyanco e Djidji destinati a lasciare il Toro, l'ex-Anzhi rischia ancora di essere lasciato in panchina, con Papetti e Mateju principali candidati alla titolarità. Dai bassifondi della classifica, in ogni caso, lo insegna la storia del calcio, qualche volta si pesca bene.