Torino, Novellino chiede tre rinforzi

02.01.2009 18:02 di Raffaella Bon   vedi letture

Un terzino, un vice Dzemaili e, magari, una punta di scorta. Il Torino guarda con interesse al mercato di riparazione ormai alle porte. "Se abbiamo solo quindici punti in classifica - osserva il tecnico Walter Novellino - vuol dire che ci manca qualcosa. E la società - rivela a margine del primo allenamento del 2009 - si sta guardando intorno".
La caccia ai rinforzi è già partita. Il ds Pederzoli e il suo nuovo capo degli osservatori - lo spagnolo Xavier Rico Ribalta Sanchez - stanno scandagliando i campionati di mezzo mondo alla ricerca dei giocatori giusti. Meglio ancora se giovani. "Sono un allenatore a cui piace far giocare i giovani - sottolinea Novellino - perché possono sbagliare una partita, ma non la seconda. Alle volte, invece, chi è molto esperto dà le cose per scontate".
Porte chiuse per Volpi, quindi, il centrocampista trentacinquenne del Bologna che Novellino ha allenato a lungo alla Sampdoria? "Lui è un grandissimo - risponde il tecnico granata - ma non l'ho chiesto". Anche perché in quel ruolo ci son già Saumel, Barone e Zanetti. Oltre alla rivelazione Dzemaili, "un giocatore - dice di lui - molto forte in prospettiva, anche se deve imparare a verticalizzare di più".
La priorità, comunque, resta quella di un difensore, con Dellafiore e Potenza tra i più gettonati. "Arriverà un terzino - si lascia scappare Novellino - anche se ho fiducia in Colombo e voglio fargli capire che è un giocatore importante". Proprio oggi il difensore di fascia ha ripreso ad allenarsi con i compagni in vista della trasferta contro il Genoa. "Questa è una sosta che serve per verificare lo stato della squadra - continua l'allenatore - e per recuperare alcuni giocatori come appunto Colombo, Diana e Ogbonna (reduce da un brutto incidente stradale, ndr) sul cui rientro resto ottimista".
Potrebbero invece vivere i loro ultimi giorni in granata Malonga, Franceschini e Ventola. La società li ha messi tutti sul mercato: "Vogliamo dare la possibilità a chi gioca poco - conclude - di trovare spazio".