Lerda: "Torino ha ambizioni da grande piazza. Cairo ha consumato il suo credito con De Biasi"

28.07.2020 23:12 di Marina Beccuti Twitter:    Vedi letture
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com
Lerda: "Torino ha ambizioni da grande piazza. Cairo ha consumato il suo credito con De Biasi"

Ai microfoni di TMW Radio ha parlato l'ex allenatore granata Franco Lerda, che ha fatto il punto anche e soprattutto sul Torino.

In senso generale, per vincere non serve solo una proprietà solida come quella della Juventus: "Non bastano solo i soldi, ma servono anche quelli per vincere. La società è quella che dà input a tutto e tutti, se non ha solidità puoi fare bene un anno o due, o sei mesi, ma poi finisce tutto: è un castello di sabbia. Ci vogliono tante cose, ma alla base una solidità economica della società".

Passando al Torino, così ha risposto nel corso di Stadio Aperto Lerda: "Io ci ho fatto il settore giovanile con Vatta, poi ci ho esordito e ci sono tornato ad allenare: conosco il mondo granata. Cairo, dopo un paio d'anni dopo il suo arrivo e la vittoria del campionato con De Biasi, ha consumato da lì in avanti il suo credito. Torino non è una piazza facile... In generale fare calcio è sempre più difficile: Torino vive di un passato straordinario, pesante da caricarsi sulle spalle. Mazzarri aveva fatto bene con Cairo, poi quando doveva ripetersi, con un investimento anche importante, non è successo. Serve che tutte le componenti funzionino, io non ricordo un'annata così difficile... Il Torino la solidità economica ce l'ha, ma ci vuole anche qualcos'altro, perché il gruppo sopperisca ai temporali, che quando arrivano a Torino sono davvero forti. Ve lo dico perché ci ho allenato in uno dei momenti meno felici, e le ambizioni sono da grandissima piazza".

Sui problemi della stagione, non conta solo un mercato fatto in chiave minore: "Di fronte a una stagione così non esiste un solo motivo. Anche solo doversi preparare in anticipo, avendo vacanze più corte: non siamo culturalmente abituati. Questo già può aver inciso, ma poi la realtà è una, che ci sono mille sfaccettature comprensibili solo se si è lì dentro".

Da ex ragazzo del Filadelfia, Lerda ha ricordato Sergio Vatta: "Andai a Torino che avevo undici anni... I primi due facevo la scuola a Cuneo, poi mi trasferii nel pensionato per l'alloggio: sono cresciuto lì. A 16 anni ho iniziato ad andare in Primavera con lui, ed era il personaggio non solo di spicco del settore giovanile, ma dell'intero calcio italiano. Era un insegnante di vita, duro ma sensibile a crescita e sviluppo del ragazzino che si apprestava a diventare uomo: dopo due anni della sua palestra, uscivi dal Filadelfia che eri pronto. Difficilmente non faceva bene chi era stato con lui, ricordo che negli anni Ottanta facevamo training autogeno... Prima della partita si parlava di tutt'altro così da arrivare concentrati, oppure alla ripresa degli allenamenti si riguardava la partita e rielaboravano concetti che ancora non c'erano. Avevamo la palestra proprio dove si allenava il Grande Torino, e vedere Pulici e Graziani era uno stimolo particolare. Un grande personaggio, sono molto dispiaciuto per la sua scomparsa. Ho un grandissimo ricordo: tante sgridate e molti complimenti, tutti sinceri. Lo vedevo ancora maestro di vita anche quando lo rincontravo sui campi italiani, sempre moderno e all'avanguardia anche se non era più giovanissimo".