ESCLUSIVE TG – Ghione: “Il Torino non ha saputo cogliere l’attimo. Cosa mi aspetto? Niente”

02.02.2020 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Jimmy Ghione
Jimmy Ghione

Jimmy Ghione è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Ghione è un attore, inviato storico di “Striscia la Notizia” e grande tifoso del Toro. Con lui abbiamo parlato del momento difficile del Torino e del mercato di gennaio appena concluso senza rinforzi per la squadra.

Dieci sconfitte in ventuno partite in campionato e tre nelle ultime compresa l’eliminazione dalla Coppa Italia, mercato chiuso senza rinforzare la squadra, ambiente in subbuglio e tutti tristi eppure il Torino è a quattro punti dal sesto posto. Lei come la pensa?

“Il problema è che noi stiamo andando male, ma anche altre squadre stanno andando male, quindi, era quest’anno che noi avremmo dovuto fare il salto di qualità. Era quest’anno che noi dovevamo veramente approfittare del fatto che tante squadre perdono laddove si pensava che avrebbero potuto vincere ed è in virtù di questo fatto che noi avremmo dovuto avere la forza di vincere certe partite e a quel punto saremmo stati proiettati in zona Europa League. Purtroppo è andata male perché, come si dice, non siamo riusciti a cogliere l’attimo”.

Lei è soddisfatto di come è stata formata la squadra?

“Se andiamo a prendere i giocatori reparto per reparto i giocatori li abbiamo. Sirigu è il portiere più forte d’Italia, abbiamo dei terzini, Ansaldi e De Silvestri, che lavorano sulle fasce e che portano su la squadra. Aina e Meïté al loro arrivo erano forti, ma che si sono persi, Aina fa dei passaggi in dietro … e hanno dei vuoti incredibili.  Se questi giocatori avessero dato ciò che tutti noi ci aspettavamo non saremmo in questa situazione. Non sono stati presi degli sprovveduti, Ola Aina, Djidji, Bremer, che ha fatto due gol a Milano, però, hanno dei vuoti, quei cinque-dieci minuti di smarrimento, come è successo a Verona o quando abbiamo perso in casa con la Spal, ma ci sta visto che anche l’Atalanta ha perso in casa con loro due a uno, ma poi è venuta e ci ha fatto sette gol. Ci sono cose che non funzionano in questo campionato e proprio per questo dovevamo schiacciare la testa al serpente e farla finita, ma, invece, non ci siamo riusciti. Abbiamo Belotti che è uno degli attaccanti più forti d’Italia. Abbiamo giocatori a centrocampo che, secondo me, sono all’altezza, Berenguer, abbiamo giovani interessanti come Millico. Si parla dei mancati acquisti, ma noi i giocatori li abbiamo rispetto ad altre squadre, ma c’è qualche cosa che non va. Forse è l’amalgama perché non si riesce  a produrre il gioco che Mazzarri propone o indica ai giocatori durante la settimana”.

Il problema può essere l’allenatore?

“Non so se il problema sia l’allenatore, io vivo a Roma e loro stanno a Torino, ma anche la gente di Torino non sa come vengono effettuati gli allenamenti. I giocatori che vanno in campo ci vanno appunto perché lo decide Mazzarri, io non sono di quei tifosi che dicono che debba giocare quello o quell’altro perché Mazzarri lo sa meglio di noi chi far giocare poiché vede tutti i giorni i giocatori e sa chi è più in forma, ma ciò che vedo non mi dà soddisfazione perché ci sono delle defaillance, dei buchi durante la partita che portano quelle problematiche che poi sono determinanti ai fini del risultato e che finiscono per farci pareggiare o perdere anziché vincere. Se in campo sono andati determinati giocatori io presumo che Mazzarri abbia mandato in campo la formazione migliore. Posso dire che, alla fine della fiera, negli ultimi anni Ventura con i giocatori che aveva ha fatto delle partite importanti. Tanto è stato criticato Ventura, ma alla fine se andiamo a vedere i risultati non é che chi è venuto dopo abbia fatto meglio e, secondo me, adesso ci sono giocatori più importanti di quelli che aveva lui. Non voglio togliere nulla a Gazzi o a Vives, ma siamo andati in Europa e abbiamo vinto a Bilbao con giocatori che sulla carta erano inferiori a quelli che abbiamo adesso. Non so se sia colpa di Mazzarri, ma indirettamente gli mando un messaggio e gli dico che, secondo me, c’è qualche cosa all’interno dello spogliatoio che non funziona, però, non dico che Mazzarri non sia capace, ma, probabilmente, si è creato un qualche cosa che noi non conosciamo e che porta il Torino a giocare così”.

Sul far della sera ci sarà la partita con il Lecce che all’andata fu la sconfitta che innescò in campionato tutte le problematiche. Ma se oggi il Torino vincesse potrebbe essere il momento della rinascita?

“Esatto, quella con il Lecce è stata l’inizio della fine del Toro. Non lo so se una vittoria potrebbe essere la rinascita, è un vaso di Pandora, il Toro dovrebbe rinascere dalle sue ceneri. Il Lecce ha un buon allenatore e buoni giocatori, ma, ripeto, il Torino che era stato costruito per andare in Europa non può permettersi di perdere con la Spal o con il Lecce. Noi quando giochiamo con Genoa, Sampdoria, Fiorentina, Lecce e Spal e via discorrendo dobbiamo fare punti non è che li si debba fare con la Juve. Si perde con il Milan, ci sta così come con l’Inter, ma non ci sta se si hanno delle velleità europee perdere con quelle squadre che sulla carta sono più che abbordabili. Ricordiamoci che eravamo partiti bene vincendo a Parma (lo stadio Atleti Azzurri d’Italia non era disponibile, ndr) con l’Atalanta e avevamo delle aspettative diverse. Chi dice o scrive che il Torino abbia pagato la preparazione anticipata avendo iniziato un mese prima sbaglia e dice una cavolata perché avendo appunto iniziato un mese prima dovremmo a fine campionato avere dei problemi e non a metà. Il campionato finisce a maggio, quindi, sarebbe logico avere problemi da aprile, ma non a dicembre”.

Si è stupito che a gennaio siano solo andati via alcun giocatori (Falque, Bonifazi, Laxalt e Parigini) e che non sia stato preso nessuno?

“Sì, ma abbiamo dei giovani e io punterei su Millico. Ma non dimentichiamoci che se mai, malauguratamente si dovesse fare male Belotti chi giocherebbe come punta?”.

Ci sono Zaza e Millico.

“”Sì, ma Millico non è una punta come Belotti. Comunque penso che Millico prima o poi verrà lanciato e che ci sia un programma per lanciarlo a tutti gli effetti”.

E di Verdi che cosa ne pensa?

“23 milioni di euro, se li davano a me facevo più gol io (finora Verdi non ha mai segnato, ndr). Ma anche se mi davano la metà, mi facevo il botulino e mi facevo mettere di muscoli alla Superman e segnavo. Verdi ci mette del suo, però … 23 milioni di euro sono stati spesi male. C’erano dei dubbi quando era stato comprato Belotti a 8 milioni e so che Cairo andava da Ventura e gli diceva: “Mister, ma siamo sicuri dell’acquisto?”. Questo perché il presidente aveva dei dubbi ed era Belotti e adesso 23 milioni di euro per Verdi … speriamo che esploda”.

Che cosa si augura e spera che il Torino possa fare nelle prossime partite?

“Essere del Toro significa essere tifosi, ma vuole anche dire non vivere il week end tranquillo perché quando si pensa che sulla carta la partita sia semplice poi diventa difficile. Essere del Toro significa essere un pochino nella tormenta, ore dieci calma piatta non esiste per cui non mi aspetto niente.Navigherò a vista come ho sempre fatto da quando sono bambino. Del doman non v’è certezza e io sono abituato a guardarmi alle spalle e quando si raggiunge la salvezza io vivo tranquillo e tutto ciò che dovesse arrivare in più sarebbe guadagnato. Essere del Toro significa prima di tutto raggiungere la salvezza e il giorno in cui ci guarderemo davanti e non in dietro vuole dire che non siamo più del Toro, secondo me”.

Mi sembra ben poco ottimista.

“Non è che io non sia ottimista, ma noi abbiamo sempre delle grandi aspettative a maggio e a giugno un po’ come la Roma che a giugno e a luglio è campione d’Italia sulla carta e poi inevitabilmente arrivano le sconfitte e le delusioni. Con il Torino è la stessa cosa, vinciamo due partite una con l’Atalanta e siamo primi in classifica dopo le prime due giornate, ti illudi e poi dopo arriva il Lecce e perdi in casa, quindi, arrivederci e grazie”.