ESCLUSIVE TG – Catagnano: “Sono soddisfatto dell’arrivo di Mihajlovic, ora vediamo il mercato”

19.06.2016 07:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per Torinogranata.it
ESCLUSIVE TG – Catagnano: “Sono soddisfatto dell’arrivo di Mihajlovic, ora vediamo il mercato”
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Domenico Catagnano è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Catagnano è un giornalista, caporedattore di Tgcom24.it, e gran tifoso granata. Con lui abbiamo parlato del nuovo corso del Torino con Mihajlovic allenatore.

Da giornalista e da tifoso come vede l’arrivo di Mihajlovic?

“Mihajlovic come allenatore mi è sempre piaciuto e anche quando era un giocatore lo ritenevo di ottimo livello. Mi sembra uno che sia decisamente da Toro per come approccia alle partite, lo definirei uno da “forza e coraggio” perché è uno che non molla mai, questa era una sua caratteristica da giocatore ed è rimasta tale anche adesso che allena, infatti, le squadre che ha allenato mi sono sempre sembrate improntate su questo tipo di filosofia e probabilmente al Milan ha fallito proprio perché il club rossonero non ha queste caratteristiche che lo esaltano. La dimensione adatta a Mihajlovic può proprio essere quella del Toro, una società che pur non avendo molti soldi da investire guarda al talento e ai giovani investendo oltreché nella tecnica anche del cuore. Io sono contento, anche se adesso è facile parlare, però, se dobbiamo fare una sorta di carta d’identità per me è più da Toro, per quello che piace a noi tifosi, Mihajlovic di Ventura, senza nulla togliere a Ventura e senza dimenticare quello che di buono ha fatto nei cinque anni trascorsi al Torino. Diciamo che nelle premesse mi sembra più da Toro Mihajlovic, quindi se le premesse sono buone, speriamo che lo siano anche i fatti”.

Ci sono giocatori che dovrebbero andare via e tanti sono stati accostati come potenziali nuovi acquisti, ma al momento è tutto fermo. E’ vero che c’è l’Europeo e il mercato non è ufficialmente ancora iniziato, però, ad esempio, la Juventus voleva Pjanic e l’ha preso, quindi nulla impedisce di portare a termine trattative. Forse i tifosi e lo sesso Mihajlovic vorrebbero qualche cosa di concreto a tal proposito.

“Sì, leggendo i giornali sembra che il nostro direttore sportivo Petrachi stia lavorando molto sotto traccia in questi giorni, anche perché c’è l’Europeo. Io l’anno scorso ero molto fiducioso dopo l’inizio di stagione folgorante, ho peccato d’ottimismo e mi è andata male perché sappiamo che l’annata è andata un po’ così, però, al di là dei risultati dello scorso anno è bene lavorare ancora sui giovani che sono stati presi. Io terrei Zappacosta, assolutamente e ancora non mi spiego perché l’anno scorso non abbia avuto maggiore spazio, ma comunque. I vari Zappacosta, Baselli, Belotti, dovrebbero costituire l’ossatura, il punto di partenza, avendo un anno di più d’esperienza poiché possono veramente sbocciare definitivamente. Baselli era partito molto bene poi si è perso un po’ per strada, Belotti era partito malino e poi si è ripreso e Zappacosta di fatto non l’abbiamo visto, quindi, sicuramente questi tre possono essere il perno del Toro di quest’anno.
Si parla di diversi giocatori in uscita, anche perché ce ne sono alcuni con il marchio venturiano e probabilmente andando via Ventura hanno voglia di provare a cimentarsi in qualche altra squadra. Maksimovic sembrava essere quello che doveva andare via soprattutto dopo un’annata un po’ così, ma Mihajlovic è serbo come lui e possono capirsi molto più facilmente e magari rimarrà. E’ inutile dire che mi dispiacerebbe se andasse via Glik, anche se nella stagione da poco conclusa non ha reso come tutti ci aspettavamo, però comunque da lui in quanto capitano mi sento rappresentato come tifoso. Forse a fronte di certe garanzie sul salto di qualità della squadra potrebbe rimanere, ma è chiaro che possa avere voglia di misurarsi con altre realtà più ambiziose, magari più all’estero che in Italia, come mi è sembrato di capire, però, andare in Turchia non mi pare che sia una grandissima sistemazione, diciamo che se fossi in lui io rimarrei al Toro, ma lasciamo stare.
Con Immobile che non sarà riscattato c’è da capire come sarà formato l’attacco con Belotti che è al centro del progetto. Il Toro è una squadra che ha bisogno di rinforzi in ogni reparto, ma quello che mi sembra più urgente da implementare è il centrocampo, che è stato il vero problema dello scorso anno, infatti, per la terza stagione consecutiva uno che doveva partire in tribuna, ossia Vives, si è ritrovato a essere il perno centrale e, nonostante tutto il bene che si vuole a Vives, bisogna cercare un giocatore d’esperienza, uno bravo. L’anno scorso si è scommesso su Baselli ed è andato bene fino ad un certo punto, Obi e Acquah sono stati decisamente insoddisfacenti e Benassi ha un ruolo un po’ particolare, mi piace molto, ma non è sicuramente l’uomo che dà peso, sostanza e qualità in mezzo al campo. Ecco perché bisogna trovare un giocatore di sostanza e chi conosce il campionato italiano sa che ci sono elementi che danno garanzie.
La difesa è il punto forte, però, al momento è un punto interrogativo. Secondo me alla fine Maksimovic rimarrà e per quel che riguarda Glik non saprei, Moretti è stato una sicurezza, ma adesso fargli fare un’altra stagione da titolare forse potrebbe essere un po’ un azzardo e Jansson e Gaston Silva non mi entusiasmano. In porta, a mio parere, servirebbe cambiare.
C’è da dire che rientreranno ragazzi giovani provenienti dal settore giovanile e andati a maturare esperienza altrove e finalmente potrebbero essere dei giocatori sui quali investire, visto che Ventura ha avuto tanti pregi, ma sicuramente il limite di non aver portato in prima squadra nessuno di quelli che avevano giocato e fatto molto bene in Primavera. Barreca, Parigini, Aramu, Alfred Gomis, i nomi non mancano e sarebbe fantastico se tutti diventassero dei campioni, ma sarebbe già una bella cosa se almeno uno lo diventasse o se quanto meno divenissero giocatori che fanno la differenza.
Secondo me c’è tanto da fare e penso che ormai sia anche nella testa di Cairo, mantenere la categoria è acquisito e adesso è il caso di cominciare veramente a fare il benedetto salto di qualità che permette di rimanere fissi nella parte sinistra della classifica e avere come obiettivo l’andare in Europa e non arrivarci solo per caso com’è successo, bellissimo finché si vuole, ma non sufficiente. Tre anni fa l’approdo in Europa League non era programmato, mentre adesso credo che siamo pronti e maturi, anche per “anzianità” dirigenziale, per programmarlo”.

E’ fiducioso per la prossima stagione?

“Al momento mi ritengo fiducioso per quel che riguarda l’allenatore, ma non sulla squadra perché sono realista e ritengo che la rosa abbia bisogno, come dicevo, di essere puntellata in ogni reparto. Io vorrei che in sede di mercato ci fossero acquisti di giocatori che rappresentano il cosiddetto “usato sicuro” e che si puntasse sui nostri giovani, eviterei, non per nazionalismi, gli stranieri che già a casa loro non fanno la differenza, perché andare a scommettere? E’ vero che può andare bene, ma è altrettanto vero che si può non vincere la scommessa e l’esperienza insegna, com’è accaduto, ad esempio, con Sanchez Miño, arrivato come giocatore in grado di fare bene e poi andato via dopo soli sei mesi. Piuttosto che pescare all’estero giocatori tutti da scoprire è meglio guardare all’Italia e cercare di fare un colpo buono, soprattutto a centrocampo, e valorizzare finalmente qualche giovane del vivaio dal dna granata. Sono fiducioso per l’allenatore, per la squadra è ancora troppo presto, vediamo come sarà la campagna acquisti, almeno quali saranno i primi colpi di mercato”.