ESCLUSIVA TG – Schwoch: "Torino-Napoli è aperta a qualsiasi risultato: una classica tripla"

07.05.2022 11:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Stefan Schwoch
Stefan Schwoch
© foto di Stefan Schwoch

Stefan Schwoch è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Schwoch da calciatore ha indossato tra le altre la maglia del Torino nella stagione 2000-2001 e nella precedente quella del Napoli, attualmente è commentatore di Dazn. Con lui abbiamo parlato della partita di questo pomeriggio fra le sue ex squadre.

A tre partite dalla fine del campionato quali motivazioni possono avere Torino e Napoli tenuto conto che i granata sono al 10° posto e i partenopei qualificati per la prossima Champions, ma di fatto entrambi non possono raggiungere altri traguardi?

Torino e Napoli potrebbero avere motivazioni più difficili: quelle di giocare contro se stessi. Nel senso che quando non si hanno più obiettivi o stimoli come Napoli e Torino che hanno praticamente finito il loro campionato perché appunto l’uno ha raggiunto la zona Champions e l’altro, dopo due anni ha disputato un campionato tranquillo e si è tolto delle soddisfazioni con prestazioni molto belle perciò gli obiettivi sono quelli di migliorarsi facendo qualche cosa in più senza avere stimoli particolari. Queste sono le partite più brutte da giocare e anche più difficili perché si rischia di fare brutta figura poiché sembra che manchi la voglia e che non si metta abbastanza impegno, invece voglia e impegno ci sono, ma la testa fa sì che spesso e volentieri vengano fuori brutte prestazioni. Per il Torino giocare contro il Napoli e batterlo è, secondo me, sempre una bella soddisfazione perché è una squadra fra le prime quattro e giocherà la Champions, mentre il Napoli deve farsi perdonare dai tifosi il brutto finale di campionato che ha fatto”.

Juric e Spalletti hanno recuperato alcuni giocatori, anche se al tecnico granata mancheranno Lukic che è squalificato e Sanabria che è infortunato, ma ha Belotti che ha segnato una tripletta con l’Empoli e Bremer che era già in panchina con i toscani. Dal punto di vista tattico come sarà la partita?

Lukic nelle ultime partite ha fatto molto bene e ha segnato gol importanti allo Spezia e all’Atalanta. Sicuramente è un giocatore importante per Juric, infatti quando può lo schiera sempre. Ed è l’assenza di rilievo del Torino che però ritrova capitan Belotti che con l’Empoli è entrato nel finale è ha messo a segno tre gol, due su rigore e uno su assist di Brekalo, ribaltando il risultato. Il “Gallo” quest’anno ha avuto un anno particolare caratterizzato purtroppo dagli infortuni e sta decidendo se rimanere al Torino o andare via e non è assolutamente una decisione facile per uno come lui ha è il capitano e ha segnato 100 reti. Il Torino affronterà il Napoli dopo il 4 maggio che so perfettamente cosa significa per i tifosi del Toro e per i giocatori perché viene commemorato il Grande Torino, che è stata in Italia la squadra più forte di sempre ed è per questo che sono chiamati gli Invincibili. Le partite che capitano a ridosso di questa data sono sempre particolari e si sa che i tifosi ci tengono ancora di più che siano fatte bene e questo può essere un ulteriore stimolo a disputare una buona gara tanto più che si giocherà in casa.
Il Napoli ha una squadra che ha una qualità diversa, lo si vede dal campionato che ha fatto, con giocatori importanti e un tecnico con una visione di gioco differente da quella di Juric. Però è una squadra che se viene aggredita può essere messa in grandi difficoltà e il Toro ha la caratteristica di aggredire l’avversario in tutte le zone del campo. Il Toro dovrà tenere alti i ritmi e impedirgli di tenere il pallino perché il Napoli è una squadra che palleggia molto bene, che verticalizza e davanti ha un giocatore come Osimhen che se si alza molto la linea difensiva può fare male poiché nell’attacco della profondità è davvero veloce e il Torino non ha velocisti e questo può mettere in difficoltà i granata. Il Torino di certo deve fare una buona partita senza perdere le distanze perché il Napoli ha in mezzo al campo grandi palleggiatori”.

Ieri in conferenza stampa Juric ha detto che con il Napoli giocherà Berisha, ma i portieri del Torino nell’ultimo periodo sono stati un po’ alternati e con l’Atalanta è stato preferito Milinkovic-Savic per i suoi lanci lunghi. Entrambi non hanno convinto del tutto, lei che cosa pensa?

Non sono d’accordo che la scelta del portiere sia fatta in base ai lanci lunghi perché il portiere deve fare il portiere e parare e non il calciatore. Poi se ha i piedi per fare i lanci lunghi bene venga. Secondo me nelle ultime partite Berisha ha fatto molto bene e io gli darei continuità. Sono uno fra quelli che pensa che ci sono dei ruoli nei quali non può esserci alternanza. Il portiere deve essere uno e sapere che può sbagliare e rischiare perché svolge un ruolo particolare che non può essere messo in discussione: devono esserci un titolare e una riserva. Ci sono dei ruoli come quello del portiere e dell’attaccante dove uno non può essere messo in discussione in ogni partita. Se fossi io a dover scegliere farei giocare Berisha perché ha parato meglio di Milinkovic-Savic”.

Ci dovrebbe essere un confronto a distanza fra Bremer e Koulibaly, due difensori centrali importanti e con un fisico imponente. Quanto è obiettivamente è cresciuto il granata?

Koulibaly è un difensore che da anni è fra i più forti al mondo, ha fatto cose incredibili e ha avuto tanta continuità. Bremer è indubbiamente forte ed è stato scoperto definitivamente quest’anno e dalle voci che girano interessa a diverse società di primo livello. Sono sicuramente due difensori che fisicamente sono importante e forse Bremer è ancora più grosso di Koulibaly, che è un giocatore già affermato a differenza del granata che ad alti livelli non ha mai giocato e che si deve affermare. E’ differente lottare per la Champions League e per i primi posti in Serie A dal farlo per il 10° posto, le responsabilità sono diverse. A Bremer ho visto fare partite di uno spessore che riesce solo a giocatori di un certo tipo”.

Nel Torino ci sono giovani ai quali Juric ha dato spazio, Buongiorno, Pobega, Singo, Ricci, Seck e Pellegri. Farli giocare con un avversario di livello come il Napoli sarebbe un test utile?

Ricci ha già fatto vedere cose importanti: ha fatto bene all’Empoli e altrettanto da quando è venuto al Toro. Singo mi piace molto perché è un esterno che spinge molto e si fa sempre trovare pronto a chiudere sul secondo palo, ha forza fisica e corsa. Buongiorno è un calciatore che ha già fatto le sue presenze. Seck alla Spal aveva fatto bene, ha giocato un po’ meno ma si sta confermando. Pellegri deve trovare la continuità per giocare e queste tre partite possono essere un’opportunità per la società che può vedere dove arriva e per lui per dimostrare quello che può fare perché finora è rimasto nel “potrebbe essere”, “se fa”, ma non c’è mai stata nessuna concretezza nella sua carriera. E’ logico che se pensiamo a quello che ha fatto in passato Pellegri e che è ancora giovanissimo le qualità le ha e le ha sempre dimostrate ed è per questo che dico che gli è mancata la continuità perché ha avuto infortuni per vari motivi e, ripeto, questa sarebbe un’ottima opportunità per vederlo per più partite all’opera. I due che si sono messi più in evidenza sono Ricci e Singo. Io li farei giocare titolari in queste ultime tre partite perché in queste gare si può vedere o sperimentare se questi giocatori hanno la continuità per rimanere al Toro o hanno determinate caratteristiche. Penso che già lo sappiano, però metterli in campo con una squadra così importante come il Napoli è un valido ulteriore test. Mi piace molto Pobega perché è un giocatore che si butta dentro gli spazi, che calcia bene e dà fisicità in mezzo al campo ed è un 99’ e aveva fatto molto bene al Pordenone e allo Spezia ed è cresciuto tantissimo. Il Torino non rischia nulla con il Napoli per cui dare una chance a questi ragazzi vuole dire iniziare prima un lavoro che dovrà essere fatto in estate o durante la stagione, adesso avendo tre partite nelle quali si può vedere meglio giocatori che hanno giocato meno significa portarsi avanti”.

Il Torino ha il brutto vizio di subire gol nei finali di partita, dal 75esimo in poi sono già stati 16 su un totale di 37, e questo ha fatto perdere parecchi punti. Da cosa dipende questa problematica?

“Non lo so, bisogna vedere la squadra quotidianamente perché da fuori è difficile dirlo. Forse il Torino può fare fatica a tenere la concentrazione per tutta la partita, magari nei finali si abbassa un po’ o i giocatori iniziano a sentire la pressione e commettono qualche errore di troppo che sicuramente è costato qualche punto di troppo. Questo è un aspetto sul quale sicuramente l’allenatore deve lavorare perché subire gol all’ultimo lascia pochissimo tempo per rimediare e spesso chiude la partita e lo si paga anche psicologicamente. Subentra appunto un fattore psicologico perché quando si sa che spesso si subiscono gol nei filali inizia ad esserci la paura e il pensieri che adesso l’avversario segnerà condiziona e poi il gol lo si subisce per davvero”.

Per concludere, è possibile fare un pronostico per Torino-Napoli?

“Secondo me, no. E’ una partita che è aperta a qualsiasi risultato. Entrambe le squadre giocheranno per vincere. E’ una classica da tripla”.