ESCLUSIVA TG – Sanna: “La possibilità che Walukiewicz lasci il Cagliari è concreta, con il Torino potrebbe esserci una pista privilegiata”

08.07.2021 07:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Vittorio Sanna
Vittorio Sanna

Vittorio Sanna è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Con Sanna, giornalista di Radio Super Sound, abbiamo parlato del difensore Walukiewicz che è astato accostato al Torino e che potrebbe trovare poco spazio nel Cagliari.

Qual è la situazione di Walukiewicz?

“L’anno scorso Walukiewicz è misteriosamente scomparso dalle rotte e quindi, secondo me, lo spazio per lui al Cagliari si è notevolmente ridotto. Gli sono stati preferiti Carboni e Ceppitelli e Godin non vuole andare via per questo dico che il polacco possa essere in partenza. A mio giudizio è un ottimo calciatore, che ha avuto un periodo di crisi e al quale non è stata data la possibilità di riscattarsi come invece è successo con gli altri. Il Cagliari l’anno corso ha vissuto un lungo periodo di difficoltà in cui chiaramente nel marasma generale anche i singoli hanno pagato e lui è uno dei singoli che ha pagato di più, ma, secondo me, non è uno di quelli che può essere individuato come responsabile dei problemi che ha avuto la squadra. E’ un giovane valido e non a caso fino a quando non c’è stato quel periodo di difficoltà era ritenuto nella Polonia l’erede di Glik perché effettivamente il ragazzo aveva fornito delle ottime prove.  Per cui la possibilità che lasci il Cagliari è concreta”.

Il Cagliari quanto potrebbe chiedere per cederlo?

“Questo è un altro problema, ma se poi le due parti vogliono si arriverà a una conclusione perché, ripeto, il giocatore rischia di avere poco spazio se arrivano quelli di cui si parla. E Walukiewicz è uno che deve giocare”.

Oltre al Torino ci sono altri club interessati a lui?

“Non lo so, ma è venuto fuori l’interesse del Torino e credo che possa essere un interesse concreto, poi si sa che nel mercato le voci di altre concorrenti nascono anche ad arte per creare una concorrenza che di fatto privilegi la trattativa di chi vuole vende o di chi vuole comprare. Certamente in patria ha mercato, ma le piste italiane sono favorite. Mi pare di percepire che fra il Cagliari e il Torino ci sia un buon rapporto e non è da escludersi che con il club granata ci possa essere una pista privilegiata”.

Il Cagliari vuole monetizzare la cessione oppure alla lunga aprirebbe anche a uno scambio?

“Vuole monetizzare, ma è giunta la voce di un possibile scambio con Baselli e per quanto il centrocampista granata, soprattutto quello di prima dell’infortunio, sia una contropartita ghiotta al Cagliari troverebbe una concorrenza spietata perché a disposizione di Semplici ci sono Rog, Nandez, Deiola, che non è stato ancora piazzato altrove, il neo acquisto Strootman, dei giovani che stanno provando quali Ladinetti e Bianco e si punta a riportare Nainggolan. E Baselli non può venire per fare il gregario e quindi il granata non è la contropartita che può far cambiare idea a Giulini. L’esigenza di Giulini è quella di monetizzare poiché ha molte più spese derivanti dai contratti di quanta disponibilità ha per fare acquisti. Facendo un bilancio il Cagliari ha un grande patrimonio di calciatori più di quanti liquidi ha per pagarli. Il presidente ha attuato la politica di aumentare notevolmente gli ingaggi rispetto al passato ed ora ci sono tanti giocatori che costano troppo e per pagarli ha bisogno di soldi: ecco perché vuole monetizzare con le cessioni”.

E Sirigu come contropartita potrebbe far cambiare idea a Giulini?

“Eh, se ne parla,ma ho capito che Giulini punta al parametro zero per Sirigu e c’è il problema di Cragno. Prendere Sirigu per farne il secondo di Cragno mi sembra cosa poco credibile. Se il Cagliari avesse venduto Cragno allora Sirigu sarebbe potuto essere una valida contropartita per Walukiewicz, ma nel momento in cui si sta tentando di vendere Vicario, anche se è difficile farlo ai prezzi che vorrebbe Giulini, mi sembra appunto improbabile che la contropartita possa essere Sirigu, a meno che non si apra una prospettiva per Cragno da un’altra parte”.