ESCLUSIVA TG – Sabato: “Al Toro servono due-tre giocatori esperti in più per competere su tre fronti”

01.08.2019 07:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Antonio Sabato
Antonio Sabato

Antonio Sabato è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Sabato ha indossato la maglia granata dal 1985 all’89, attualmente è osservatore per l’agenzia di agenti di calciatori di Silvano Martina. Con lui abbiamo parlato della sfida di ritorno del secondo turno di qualificazione all’Europa League fra il Torino e il Debreceni e del mercato dei granata.

Che cosa si aspetta dal Torino che ha vinto all’andata tre a zero  in questa partita di ritorno ?

“Le partite sono sempre difficili all’estero soprattutto con questo tipo di squadre che quando incontrano le italiane danno sempre il cento cinquanta per cento. Però, il Torino è una squadra forte, ha lo stesso organico dello scorso anno cosa che sommata ad un allenatore come Mazzarri è una garanzia. Magari all’inizio, nei primi quindici o venti minuti, sarà un po’ difficile, ma poi il Torino passerà il turno tenuto conto anche del tre a zero dell’andata, anche perché con i giocatori che ha, soprattutto in avanti, un gollettino riusciranno a farlo. Comunque non bisogna mai mollare la prese e rimanere sempre concentrati perché le partite possono sempre cambiare in un senso o nell’altro per cui è meglio affrontare questa partita con il piglio giusto”.

Al Torino sembrano tutti sul pezzo e Belotti martedì ha detto che Mazzarri ha preparato questa partita ancora meglio rispetto all’andata.

“Mazzarri è un allenatore d’esperienza, navigato, quindi, sa l’importanza di questa partita. Arrivando da un risultato più che positivo bisogna fare bene e passare il turno perché dopo un tre a zero è già tutto pronto per raggiungere l’obiettivo”.

L’unico problema è che ci sono parecchie defezioni, oltre a Falque che all’andata aveva preso una botta alla caviglia e a Parigini e Djidji non sono disponibili anche Lyanco e Lukic. In particolare l’assenza dello spagnolo farà cambiare l’assetto della squadra. Un eventuale attacco formato da Zaza e Belotti come lo vede?

“Può essere normale che durante la preparazione ci siano degli infortuni, quando i carichi di lavoro sono più pesanti o anche che qualche calciatore debba ultimare il percorso di guarigione post operatorio. Vorrà dire che ci sarà spazio per qualche giovane che arriva dal vivaio e sto pensando, ad esempio, a Millico, che è un ragazzo veramente forte  e potrebbe essere in futuro un valore aggiunto per il Toro. Non lo so quali saranno le scelte di Mazzarri, magari preferirà utilizzare all’inizio un centrocampista in più e utilizzare Zaza in un secondo tempo. Penso che all’inizio cercherà di coprirsi un attimino e poi durante la partita vedrà se dovrà fare dei cambiamenti. Non credo che parta subito con le due punte Belotti e Zaza, anche perché Belotti può giocare da solo lì davanti perché è un “ira di Dio” e non ha bisogno di una spalla talmente è forte fisicamente. Può bastare solo lui”.

La squadra è la stessa dell’anno scorso, ma quest’anno il Torino sarà impegnato non in due ma in tre competizioni. Che cosa servirebbe alla squadra granata per andare il più avanti possibile in ogni torneo?

“Già il fatto che siano stati riconfermati i giocatori più richiesti vuole dire che la dirigenza ha intenzione di fare un ottimo campionato, ma quando ci sono tre competizioni da affrontare ci vuole una rosa più nutrita. Magari servirebbe qualche altro giocatore esperto in modo che la rosa sia più ampia perché giocando ogni tre giorni e con i viaggi da affrontare qualcuno alla lunga potrebbe fare fatica. Due o tre giocatori in più, ma credo che la dirigenza ci abbia già pensato e non c’è bisogno che ascoltino me perché sanno benissimo che quando si gioca in Europa League, in campionato e in Coppa Italia bisogna avere un buon organico per fare un discreto turnover”.

Verdi può essere il giocatore giusto per rinforzare l’attacco?

“Verdi è un giocatore che il Toro conosce e si sa quello che può dare e, secondo me, è più adatto al Torino che al Napoli, dove c’è più pressione. E’ un esterno che può dare una grossa mano, è ideale”.

Il Torino sta cercando un secondo portiere girano i nomi di Paleari e Viviano, chi consiglierebbe fra i due?

“Paleari lo conosco bene. Ha avuto un’evoluzione pazzesca, ma veramente. E  cresciuto nel vivaio del Milan, ma devo dire che lì non era molto considerato, però, piano piano ha trovato sempre più spazio altrove e al Cittadella ha disputato una stagione pazzesca in serie B e adesso si sta giocando le sue carte per andare al Torino. E’ un portiere interessante per il Toro e per i granata, secondo me, è meglio prendere lui di Viviano perché è più giovane e poi Viviano ci starebbe a fare il secondo di Sirigu? Non lo so. Io preferisco Paleari che ha 26 anni a Viviano che ne ha 33, ha entusiasmo e poi magari come ingaggio costa meno, quindi, si risparmierebbe anche e si potrebbe spender qualche cosa in più per qualche altro giocatore”.  

Il 24 inizierà il campionato e il primo avversario e il Sassuolo e poi ci sarà l’Atalanta. Come le sembra il calendario del Torino?

“Dipende da come ci arriverà la squadra, però, il Toro sarà molto più preparato rispetto a tante altre perché disputando la qualificazione all’Europa League i suoi giocatori sono rodati, mentre altri disputano le amichevoli o i tornei internazionali, ma si tratta pur sempre di amichevoli. Il Torino giocandosi qualche cosa d’importante sarà sicuramente una delle più pronte all’inizio del campionato”.

Essere pronti all’inizio del campionato potrebbe diventare un boomerang più avanti?

“Se si ha una rosa completa alla fine non lo si paga, ma nel caso di una rosa deficitaria un calo lo si ha. La società deve lavorare per dare a Mazzarri un organico competitivo e anche con un numero sufficiente di giocatori per reggere tre partite a settimana. Se la rosa è discreta l’allenatore può far ruotare i giocatori, mentre se si utilizzano sempre gli stessi dopo un paio di mesi s’inizia ad avere dei cali perché la stagione ha preso il via prima”.

Ottimista o pessimista sull’approdo del Torino alla fase a gironi?

“Ottimista, molto ottimista. Ci credo perché la squadra è forte e competitiva. Il prossimo turno ci sarà o lo Shakhtyor Soligorsk oppure l’Esbjerg due squadre toste e se anche i bielorussi all’andata hanno vinto due a zero bisogna vedere che cosa faranno i danesi a casa loro perché magari ribaltano il risultato. Ricordiamoci cosa accadde all’Atalanta l’anno scorso aveva il Copenaghen che è di un altro livello, ma comunque i bielorussi non hanno già passato il turno. A prescindere da bielorussi o danesi per il Toro sono fiducioso”.