ESCLUSIVA TG – Rampanti: “Sono fiducioso: superato il post Covid il Toro è meglio attrezzato di altri che lottano per salvarsi”

17.03.2021 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Rosario Rampanti
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Rosario Rampanti

Rosario Rampanti è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Rampanti da calciatore ha fatto la trafila nelle giovanili del Torino e in seguito è passato alla prima squadra militandovi dal 1968 al ‘69 e poi dal 1970 al ’74. Smesso di giocare ha allenato la Primavera dal 1990 al ‘94 e sempre nel 1994 anche la prima squadra. Con lui abbiamo parlato della situazione dei granata che stanno lottando per la salvezza e che oggi pomeriggio affronteranno il Sassuolo nel recupero della gara che non avevano potuto disputare il 26 febbraio scorso a causa del focolaio Covid.

Il Torino è in una situazione difficile di classifica oggi affronta il Sassuolo nel recupero e domenica la Sampdoria, quanto sono importati queste due partite?

“Intanto bisogna partire dal fatto che il Toro con l’arrivo di Sanabria e Mandragora mi sembra migliorato come struttura complessiva di organico. Penso che a questo punto bisogna solo avere tutti i giocatori disponibili, nel senso che ho avuto l’impressione che su qualcuno abbia influito molto l’assenza di allenamenti per la quarantena. Ad esempio, basta vedere come ha giocato Izzo: secondo me ha pagato i giorni di allenamenti a casa e quelli individuali al Filadelfia. Però, superata questa fase di recupero di tutti quanti e con i due nuovi acquisti credo che il Torno possa ripartire bene. Teniamo in considerazione che qualche squadra verrà risucchiata nella lotta alla salvezza e poi non credo che Benevento e Spezia siano molto più forti di noi, anzi. Il Torino è più forte di queste squadre e, purtroppo, ha pagato molti errori fatti nella campagna acquisti estiva e molti errori relativi a un turnover eccessivo per cui speriamo di essere ancora in tempo per salvare la situazione”.

Quindi le partite con Sassuolo e Sampdoria avranno un peso importante in ottica salvezza?

“Chiaramente il Torino deve fare risultato in queste partite. C’è da recuperare due gare questa con il Sassuolo e poi quella con la Lazio e credo che adesso possa fare risultato naturalmente tenendo sempre un atteggiamento guardingo come contro l’Inter perché il Torino è una squadra che può giocare molto bene di rimessa, anche se con Mandragora in mezzo può permettersi di giocare meglio. Spero tanto che l’infortunio di Baselli (alla caviglia destra, ndr) non ne comprometta il recupero”.

Come vede la coppia d’attacco formata da Sanabria e Belotti?

“Credo che finalmente ci sia una bella coppia d’attaccanti, nel senso che tutti quelli che finora sono stati messi al fianco di Belotti negli ultimi tempi gira e rigira non hanno mai reso per quanto ci si aspettava. Adesso non sto a prolungarmi sui singoli, ma di qualcuno sono deluso amaramente ed è meglio non fare nomi. Sanabria mi sembra un buon acquisto e speriamo che si integri con Belotti, ma sono fiducioso”.

Prima parlava di atteggiamento guardino, ma se poi non si fa gol e non si vince serve a poco perché andare avanti con pareggi potrebbe non bastare visto che il campionato volge alla fine.

“Con il recupero di Belotti e con questo Sanabria che ha fatto vedere che un po’ di gol sa farli se si affrontano gli avversari con la squadra bella compatta come è stato fatto con l’Inter io credo che trovandosi di fronte squadre più alla portata il Torino possa ottenere punti, per questo sono fiducioso”.

Il puntare da parte di Nicola sul gruppo e sul giocare da squadra è la strada giusta per arrivare alla salvezza?

“Mah, intanto bisogna riconosce a Nicola di essere stato bravo per aver ricompattato il gruppo. Diciamoci la verità, ha trovato abbastanza macerie da mettere a posto e poi ha anche consigliato bene la società nel rendere Sanabria e Mandragora. E di questo bisogna dargli merito. Ha fatto un po’ di punti nelle prime cinque partite e poi c’è stato il focolaio Covid e la gara persa con il Crotone e successivamente ha affrontato l’Inter e non si può pensare di fare punti, anche se fino alla fine si sarebbe potuto anche farli poiché la sconfitta è arrivata per il gol all’85esimo propiziato da una disattenzione difensiva di Izzo forse dovuta alla stanchezza poiché gli allenamenti erano stati, come dicevo prima, condizionati dalla quarantena. Nicola quindi merita tutta la fiducia che gli ha dato la società e alla società lui sta lui sta ripagando questa fiducia perché già aver fatto prendere due giocatori che si dimostrano validi se facciamo il confronto con quello di prima c’è da mettersi le mani nei capelli”.

Il Torino però continua ad avere il problema che subisce troppi gol e questo va avanti da più di un anno. Sembrava che con Izzo, Nkoulou e Bremer si fosse trovata la soluzione poi il Covid ci ha messo lo zampino e si è punto e a capo.

“Non analizzeremmo bene le cose se non pensassimo chi ha giocato. Nicola nelle prime partite aveva assembrato la difesa che sembrava ideale con Singo, Izzo, Nkoulou, Bremer e Ansaldi, oppure Murru. Il trio centrale Izzo, Nkoulou e Bremer è evidentemente l’ideale per questa squadra e in quelle partite giocando con questi giocatori è stato dimostrato che il Torino prendeva pochissimi gol. Poi il Torino è andato a Crotone, ma con quale difesa si è presentato? C’erano Vojvoda, Izzo, Lyanco, Rodriguez e Ansaldi e poi con l’Inter mancavano Singo e Nkoulou. Questi sono particolari importanti, è vero che il Torino ha preso tanti gol però era praticamente decimato lì dietro. Con l’Inter per carità Lyanco ha giocato bene, però, mi sento molto più tranquillo quando gioca Nkoulou e mancava anche Singo. Si sono presi gol, ma onestamente ancora due volte era cambiata la formazione dietro. Prima quando l’allenatore era Giampaolo si prendevano tanti gol perché la difesa veniva continuamente cambiata, anche quando non ce n’era bisogno ed era un continuo esperimento che si è protratto troppo a lungo. Magari fosse arrivato prima Nicola probabilmente il Torino si sarebbe trovato meglio a questo punto però ormai bisogna pensare al futuro poiché il passato è passato, ma con queste premesse io sono ancora fiducioso”.