ESCLUSIVA TG – Policano: “Questo Torino è senz’anima e si vedono pochi segnali di voler reagire”

17.12.2020 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
ESCLUSIVA TG – Policano: “Questo Torino è senz’anima e si vedono pochi segnali di voler reagire”
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Roberto Policano è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Policano è un ex calciatore che ha indossato la maglia granata dal 1989 al ’92 e prima quella della Roma dall’87 all’89, attualmente è osservatore per conto dell’Udinese. Con lui abbiamo parlato della partita fra le sue due ex squadre e dei problemi della squadra granata.

Il Torino è in crisi per le rimonte che subisce e ha sei punti ed è all’ultimo posto, mentre la Roma è sesta con 21 punti. Secondo lei, come può essere interretata dai granata questa partita?

“Mah, la situazione del Torino in questo momento è veramente preoccupante, anche perché ci sono pochi segnali di risveglio e di voler reagire. Aveva provato a reagire nella scorsa partita dopo la sconfitta nel derby, ma dopo essere riuscito a pareggiare subito si è fatto fare gol dall’Udinese ed è di nuovo piombato nella crisi. E’ molto difficile dire cosa può fare il Torino e bisognerebbe essere all’interno dello spogliatori per conoscere quali sono le problematiche, però in questo moneto vedo una squadra veramente senz’anima e senza voglia di lottare per tirarsi fuori da questa situazione”.

Ma se a una squadra manca l’anima è difficile che venga fuori dalla crisi.

“Certo, anche perché questa sera affronterà la Roma che sta giocando bene, ha qualità davanti e può mettere l’avversario in difficoltà in qualsiasi momento della partita. Vedere da parte del Torino questa poca reazione e poca cattiveria nell’andare a cercare il gol rende tutto più difficile. Ci vorrebbe una vittoria per cercare di tirare un po’ su lo spogliatoio e l’umore dei ragazzi. Penso che in questa situazione i più “anziani” e chi sta da più tempo nel Torino e conosce bene l’ambente debba prendere la squadra in mano”.

Lei che ha giocato nel ruolo di difensore, come si spiega che una squadra che fino a due stagioni fa aveva una delle difese più solide adesso con buona parte degli stessi giocatori sia quella che subisce più gol in Serie A e agli avversari basta tirare in porta per segnare?

“Quando si subisce gol non é mai chiaramente solo colpa della difesa, probabilmente c’è un centrocampo che fa poco filtro e dei giocatori che non hanno lo stesso rendimento degli anni passati e lo stesso Sirigu, che l’anno scorso aveva fatto tante partite nelle quali aveva salvato il risultato, in questo campionato è un po’ meno decisivo. E’ un tutt’uno, la sfortuna è che tutte queste cose sono arrivate contemporaneamente. Il centrocampo non fa più filtro e ci sono delle difficoltà, in difesa le prestazioni dei singoli sono in leggero calo e tutto questo può portare alla situazione che sta vivendo il Torino”.

Giampaolo, che ha un preciso modo di far giocare le sue squadre, il 4-3-1-2, e lo ha anche variato, passando al 3-5-2, per cercare di risolvere i problemi, è l’allenatore adatto al Torino che ha tutte queste difficoltà?

Giamapaolo è un allenatore che non ha il carattere di Mazzarri o di Mihajlovic. E’ un allenatore abituato a lavorare molto sull’aspetto del gioco, sulla costruzione dell’azione e sul possesso palla e nei momenti dove c’è bisogno di tirare fuori altre cose piuttosto che il gioco forse non sempre riesce a far capire il proprio credo. Chiaramente non è mai stato un allenatore da squadre che lottano per non retrocedere, ma per dare un’identità e un modo di gioco a squadre molto propositive e che magari avevano anche qualità negli elementi che aveva a disposizione. Quest’anno Giampaolo ha giocatori che hanno qualità però i ragazzi non riescono a metterla in pratica forse perché, ripeto, sono partiti male, sono in difficoltà e fanno fatica a reagire. Il Torino è una squadra con giocatori anche abbastanza tecnici, ma senza carattere perché quello che manca adesso è proprio il carattere”.

Oggi la Roma e poi domenica il Bologna e mercoledì il Napoli non c’è quasi tempo per preparare le partite e se anche la società volesse cambiare allenatore sarebbe difficile farlo. E’ proprio un momento delicatissimo?

“Sì, e al di là di tutto di allenatori liberi ce ne sono, ma sono quelli che hanno maggiori aspettative e magari potrebbero non accettare un’offerta da parte del Torino. Quindi è una situazioni difficile specialmente perché il campionato quest’anno, a prescindere dalla classifica, è molto equilibrato poiché ci sono squadre neo promosse che stanno mettendo in difficoltà le big per cui non è facile neppure fare una tabella punti. Ad esempio, se dai per scontato vincere con il Crotone poi, invece, affronti una squadra che ti può mettere in difficoltà perché corrono e lottano. Non è per il Torino il tempo di fare conti o tabelle, ma di rimboccarsi le maniche e tirare fuori gli attributi per uscire da questa situazione”.

Forse l’assenza del pubblico può anche influire? E’ vero che durate la partita non c’è contestazione a fronte di brutte prestazioni, ma neppure il sostegno e l’incitamento nei momenti di difficoltà.

“I tifosi avrebbero potuto spronare la squadra a inizio campionato, ma in questa situazione credo che il pubblico sia esausto e non so fino a che punto in queste ultime partite avrebbe potuto aiutare la squadra”.

Si teme per il Torino un risultato scontato con la Roma e i pronostici danno favoriti per la vittoria i giallorossi. Sarà così?

“Di scontato non c’è niente perché è un campionato dove abbiamo visto risultati che non erano sicuri e pronosticabili per cui tutto può succedere, ma certamente in campo non si deve vedere il Torino delle ultime partite”.

Secondo lei, riuscirà a venire fuori l’anima da questo Torino oppure è difficile?

“Devono per forza perché peggio di così il Torino non può fare. I giocatori devono obbligatoriamente trovare qualche soluzione per risalire la china e fare meglio di quello che stanno facendo adesso. Ripeto, peggio di così è veramente impossibile fare”.