ESCLUSIVA TG – Pedullà: “Il mercato del Torino è stagnante, ma …”

17.01.2019 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Alfredo Pedullà
© foto di Federico De Luca
Alfredo Pedullà

Alfredo Pedullà è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Pedullà è un giornalista e opinionista sportivo esperto di calciomercato. Con lui abbiamo parlato delle trattative di mercato del Torino.

Il mercato del Torino sembra stagnante, ma dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia e tenuto conto che in campionato è in lotta per un posto in Europa League ci potrà essere qualche novità nei prossimi giorni?

“Non è sorprendete che il mercato del Toro a gennaio sia in una fase stagnante perché la priorità era di resistere a ogni tipo di proposta per i giocatori che sono in organico, soprattutto a centrocampo poiché qualche movimento intorno a Baselli e a Meïté c’era stato, però, subito la dirigenza granata l’ha frenato perché non si vogliono privare di questi due giocatori. Il mercato, quindi, è in linea con le strategie e non mi aspetto grandi cose. Al massimo un investimento su qualche talento straniero tipo Piazon o qualcuno che abbia caratteristiche simili, un trequartista o un esterno offensivo a patto che vada via qualcuno. Oltretutto c’è la vicenda Ljajic da chiarire perché non si trova bene in Turchia e, quindi, bisognerà vedere. La rosa è troppo abbondante per pensare a particolari mosse di mercato in questa sessione”.

In estate nell’ultimo giorno di calciomercato erano arrivati Soriano e Zaza per fare la differenza, ma finora non è stato così e Soriano è già andato altrove. Questo non dovrebbe comportare l’arrivo di qualche giocatore di qualità?

“Quando arrivarono, soprattutto nel caso di Zaza, espressi un parere molto favorevole, ma il ritorno tecnico non c’è stato al punto che Soriano è andato via. Il mercato del Torino era chiuso al novanta per cento già a dicembre perché difficilmente Cairo a gennaio fa acquisti in presenza di un organico abbondante e ricco in tutti i reparti e oltretutto Mazzarri ha detto che non serve prendere un giocatore tanto per riempire una casella. In questo l’allenatore del Torino è molto cinico, chirurgico, è coperto in tutti i reparti e non ha più da affrontare partite in Coppa Italia e la squadra non ha impegni europei per cui credo che con questa rosa possa andare avanti anche togliendosi delle soddisfazioni”.

Allora i tifosi possono mettersi l’anima in pace perché difficilmente arriverà qualche nuovo giocatore?

“Attenzione perché dal venti gennaio alla fine il mercato proporrà, come sempre, delle opportunità e molte società si muoveranno in anticipo per fare investimenti già per la prossima stagione e, secondo me, il Torino avendo resistito a offerte per Baselli e Meïté mi aspetto che faccia qualche cosa soprattutto se Ljajic non dovesse tornare e Edera andasse a giocare altrove. Per quel che riguarda Edera, non è il Torino che ha detto di no a chi l’ha cercato, ma, come mi risulta, è il giocatore che ha frenato sulla possibilità di andare via perché, pur non avendo spazio nel Toro, ci vuole pensare bene prima di lasciare Torino. Magari a fronte di un no detto in precedenza negli ultimi giorni di mercato, rendendosi conto che gli spazi sono sempre più ristretti, potrebbe aprire a qualche proposta, di conseguenza è una situazione che va monitorata. Questo, a mio avviso, lascia uno spiraglio su un possibile investimento sul futuro e, quindi, il Torino potrebbe prendere già qualcuno a gennaio e non a luglio”.

In questo momento non ci sono nomi veramente caldi, vero?

“No. Il Torino aveva seguito Piazon, e su questo non c’è il minimo dubbio, ma attualmente non ci sono i margini per un suo arrivo perché il Chelsea vuole utilizzarlo come pedina di scambio e i londinesi hanno altre possibilità anche in Italia e, quindi, i discorsi su questo giocatore sono ancora aperti non obbligatoriamente per il Toro bensì per qualche altra squadra. Comunque io in questa sessione di calciomercato per quel che riguarda il Torino una finestra la lascerei ancora aperta su un talento di venti, ventuno o ventidue anni che consenta un investimento per il futuro”.