ESCLUSIVA TG – P. Sala: “Il Toro deve convincersi e crearsi la mentalità che può competere con chiunque”

29.09.2019 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Partizio Sala
Partizio Sala

Patrizio Sala è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Sala ha indossato la maglia del Torino dal 1975 al 1981 e dall’87’ all’89 quella del Parma, attualmente tiene corsi di perfezionamento per calciatori presso la struttura “Angelo Aps3” vicino a Monza, a Bovisio Masciago sulla Milano-Meda. Con lui abbiamo parlato dei granata e della partita di lunedì sera fra le sue ex squadre.

Il Torino arriva dalla vittoria in rimonta sul Milan dopo le sconfitte con Sampdoria e Lecce e il Parma dalla vittoria sul Sassuolo. Che cosa si aspetta da questa partita?
“Il Toro non deve guardarsi indietro perché altrimenti si mangerebbe le unghie delle mani e dei piedi e si strapperebbe i capelli perché ha perso in casa con Lecce e poi a Genova con la Sampdoria, con i blucerchiati diciamo che ci poteva stare ma aver perso tre punti con Lecce, con tutto il rispetto, non è accettabile perché adesso dove sarebbe se quella partita l'avesse vinta? Secondo me, queste due esperienze negative devono servire al Toro per rendersi conto che è una squadra che ha delle potenzialità, che è una squadra forte, anche se forse può mancargli ancora qualcosa. Che ha delle potenzialità e che è forte non deve dirglielo tutte le volte l'allenatore, messaggi che ci stanno e che devono esserci perché sono positivi, però, il Toro deve convincersi sia a livello individuale di ogni giocatore sia a livello collettivo che può competere praticamente con qualunque avversario. Ha un portiere, come abbiamo visto anche con il Milan, che fa delle grandissime parate, ma la squadra non può subire situazioni da avversari che sulla carta non sono più forti di lui. Abbiamo visto che in questo campionato non ci sono realtà scarse, ma comunque il Toro deve vivere tutte le partite  come se stesse giocando il derby. Questa è l'identità che deve avere il Toro perché ha grandi qualità fisiche, dinamiche e di temperamento, però, poi si perde in un bicchier d'acqua poiché gli manca sempre qualcosa. Non è facile dire che cosa gli manchi effettivamente, ma, forse, gli manca un uomo davanti alla difesa. In attacco ha preso Verdi e ha Falque, Berenguer, Zaza e Belotti, tutti i giocatori di qualità, ma appunto davanti alla difesa è un po' carente di un uomo che dia geometrie. Baselli, l'unico giocatore che per caratteristiche tecniche, magari non proprio per le geometrie, che è di qualità dove gioca però? Fa la mezzala? Fa il trequartista? Fa l'interditore? Fa il regista? Fa il metodista? Io non l'ho ancora ben capito”.

Bisognerebbe che i giocatori avessero ruoli ben definiti?

“Esatto, non voglio criticare Mazzarri, ma serve che ogni giocatore abbia un'identità individuale. Poi è chiaro che in base all'avversario che si affronta si può far giocare Tizio o Caio oppure anche spostare un giocatore, però, questo non toglie che ogni giocatore debba avere la sua identità in campo. Baselli potrebbe essere quello da far giocare davanti alla difesa. Rincon è un buon interditore perché ha carattere, temperamento ed è un buon riconquistatore di palla e gli altri hanno qualità, dinamismo e propensione offensiva, ma serve un giocatore che di equilibrio e geometrie. Un giocatore così il Toro ce l'ha o non ce l'ha? L'unico che vedo per questo ruolo é Baselli per qualità tecniche".

Magari Lukic?

“Anche, ma se è infortunato o se gioca una partita ogni tanto non dà quel rapporto che serve con continuità alla squadra. Al Torino serve un'identità in quel ruolo. Giocare con tre difensori centrali va benissimo, con due esterni va altrettanto bene e giocare con due o tre centrocampisti va bene, con tre punte va bene anche, o con due punte e un trequartista oppure due trequartisti e una punta, tutto quello che si vuole, ma chi è quel giocatore in mezzo al campo che dà un'identità geometrica ed equilibrio a questa squadra? Tecnicamente parlando, non parlo di intensità e di dinamismo. Sto parlando di un giocatore tecnico che ha tatticamente intelligenza calcistica per poter giocare in quel ruolo che è così importante e che tutte le squadre di un certo livello hanno. Senza un giocatore così anche avere Sirigu e Belotti alla fine potrebbe non bastare".

A proposito di Belotti, in attacco alla fine è lui a toglie le castagne dal fuoco e quando non riesce a segnare il Torino quasi sempre fa fatica ad andare in gol.

“Belotti è un giocatore straordinario e con il Milan ha fatto un gol pazzesco, mi riferisco ovviamente al secondo non al rigore. Non so come abbia fatto perché da girato di schiena si è accartocciato a terra e in rovesciata l'ha messa dentro. Lo chiamo tiramolla perché si allunga e si accorcia come se fosse un chewing gum che lo si mastica e poi si decide se fare una bolla più grande o più piccola. Si è accartocciato in venticinque centimetri e ha fatto gol”.

Che difficoltà vede per il Torino nella partita con il Parma?

“Sinceramente non ne vedo tante, perché vedo che il Torino quando riesce ad esprimersi con carattere e determinazione, come sempre deve essere, e riesce a mantenere alta la concentrazione in ogni momento della gara può andare a vincere ovunque. Non mi importa se qualcuno può pensare che dicendo questo porto sfortuna, lo dico perché ne sono convinto. Il Torino potrà anche far fatica con Juventus, Inter e Napoli, ma con le altre può vincere con tutte. Il Toro deve credere che a parte quelle due o tre squadre con le altre può fare punteggio pieno, non mi stanco di dirlo e di ridirlo. Ci ricordiamo che ha vinto con  l'Atalanta? E l'Atalanta non è quella squadra che l'anno scorso è arrivata al terzo posto e che è dopo le tre che ho nominato prima la più pericolosa? Almeno io la considero tale. Il Torino dalla partita con l'Atalanta deve crearsi la sua identità perché l'Atalanta l'anno scorso era la squadra più difficile da battere. Se il Toro si convince e si crea nella sua testa la mentalità che può vincere con l'Atalanta come ha fatto allora poi può non porsi limiti e deve andare a Parma e fare la partita e portarsi a casa i tre punti”.

Il Parma che tipo di squadra è?

“È una squadra che ha cambiato alcuni elementi, quindi, è in fase di assestamento. È facile criticare un allenatore, come sta succedendo Giampaolo, ma ci vuole tempo per i giocatori nuovi e anche per gli allenatori per inserirsi. Io in passato ho criticato Cairo perché non aveva dato continuità agli allenatori o ai direttori sportivi, ma si è visto che quando l'ha data a Ventura i risultati poi sono arrivati ed il Torino è arrivato fino agli ottavi di Europa League. La continuità è importante, ma purtroppo il calcio ha fretta e tutti vorrebbero arrivare primi, secondi, terzi, quarti o quinti, però, si deve dar tempo all'allenatore di amalgamare giocatori e far capire loro che cosa vuole. Ci sono poche realtà dove i risultati si ottengono quasi sempre. Il numero dei posti che contano è limitato e solo poche squadre se li aggiudicano. Gli allenatori e i giocatori hanno bisogno di tempo per inserirsi e per crescere".

Questo discorso, quindi, vale anche per Verdi?

“Certamente, non solo perché si inserisca, ma anche affinché trovi la condizione. Secondo me, la condizione è legata al numero di partite che si disputano. Quante partite ha giocato Verdi in questa stagione nel Napoli prima di arrivare al Torino? Forse un'amichevole. Ci vuole continuità nell'andare in campo tutte le partite o comunque giocandone la maggior parte. Non mi ricordo quando Verdi abbia giocato l'ultima partita nel campionato scorso con il Napoli poi ci sono state le vacanze estive e la preparazione, ma da giugno ad oggi forse ha disputato un'intera partita, quindi, a Verdi bisogna dare tempo in modo che aumenta il suo minutaggio fino a poter disputare novantacinque minuti. Allora sì che si potrà giudicare Verdi in un nuovo organico perché solo allora lui avrà conosciuto i compagni e loro lui. Sono in partita i giocatori si conoscono veramente fra loro”.

Mazzarri da dopo il caso Nkoulou ha provato soluzioni differenti senza ancora trovare una soluzione del tutto soddisfacente. Della difesa del Torino che cosa ne pensa?

“Deve trovare la soluzione per un giocatore che lui non avrebbe mai sostituito neanche fosse stato zoppo. Nkoulou era ed è il difensore più forte che ha il Toro, soprattutto, nella zona centrale della difesa. Se si riesce a recuperare il giocatore può essere un nuovo acquisto. Per quello che ho letto e quello che ho sentito Nkoulou l'ha fatta grossa, ma in questo mondo calcistico ci può stare. Perdonare non è una cosa da tutti, ma bisogna farlo per il bene del Toro. Ormai quello che è stato è stato, lui ha sbagliato ed è andato fuori dalle linee, ma è un giocatore del Toro e per recuperarlo l'unica soluzione è farlo giocare. Sempre che lo si voglia recuperare, questa è una scelta. È evidente che se non lo si vuole recuperare non lo si fa più far giocare, ma se lo si ritiene un giocatore importante perché non si dovrebbe recuperarlo? Il Torino deve ancora disputare trentatré partite prima della fine del campionato e il giocatore potrebbe essere utile e se lo si volesse comunque vendere non facendolo mai giocare il valore del suo cartellino si deprezzerebbe tantissimo, faccio un esempio, se vale 20 milioni senza giocare finisce per valerne anche meno 2”.

Zaza da un anno gioca con Belotti, all’inizio della stagione sembrava che l’intesa fra i due finalmente fosse arrivata e poi di nuovo sono sorti dei dubbi. Cosa può esserci c’è che non va?

“Zaza è un giocatore che ha qualità, ha carattere e temperamento e vive la partita dal punto di vista agonistico in modo intenso e a volte persino ha un agonismo eccessivo, quindi, va utilizzato per le caratteristiche che ha. Io lo ritengo un buon giocatore poi è chiaro che se si ha quella qualità con Falque, Verdi e Berenguer da allenatore non disdegnerei di lavorare con questi tre più Belotti. Ci si può domandare come si fa a giocare con Falque, Verdi, Berenguer e Belotti e la risposta è intanto li si manda in campo e poi ce la raccontiamo”.

Con il Milan a un certo punto Mazzarri è passato dalla difesa a tre, che è il suo credo, a quella a quattro. Può essere la soluzione migliore per il Torino?

“Questa può essere un'arma quando si è in svantaggio per poi inserire un altro attaccante. È una cosa che va valutata all'interno degli allenamenti in modo da poter capire se Falque, Verdi e Berenguer, che sono i giocatori che tecnicamente hanno maggiori qualità offensive, possono coesistere e possono essere aggiunti a Belotti. Belotti un giocatore che deve essere rifornito, al quale bisogna dare la palla e se in campo ce ne sono tre che gli possono passare la palla, magari, qualche gol in più arriva. Il Torino deve pensare di giocare per vincere e non per non perdere, come tutti fanno, ma all'atto pratico in alcune partite mi è sembrata una squadra che giocasse per non perdere. Questo ci può stare quando si affrontano squadre di un livello alto, comunque anche con squadre di alto livello la mentalità deve essere un'altra, ma quando l'avversario e più o meno dello stesso livello bisogna essere sfacciati. Sfacciati non significa buttarsi scriteriatamente all'arrembaggio, ma affrontare l'avversario per batterlo. Il Toro deve andare ad incornare gli altri e non aspettare che lo trafiggano con la spada come nella corrida”.

Un pronostico per Parma-Torino, quale può essere?

“Io i pronostici li sbaglio sempre, ma è chiaro che è a favore del Toro. Non sto parlando di un punto ovviamente. O tutto o niente deve essere la mentalità del Toro. Qualcuno potrebbe dire meglio un punto che nessuno, ma io dico meglio tre. Bisogna affrontare le partite con coraggio perché il Torino ha le potenzialità per andare a giocarsela ad armi pari con tutti, magari con qualcuno un po’ meno, però, deve avere il coraggio di giocare a viso aperto anche con chi è più forte perché non é detto che si perda, anzi, è facile che si vinca poiché il Toro a un buon portiere, difensori forti e un attacco con uno barra due più tre, Falque, Verdi e Berenguer, giocatori di qualità e allora perché non andare a giocarsela? La differenza fra l’Inter, la Juve e il Napoli e le altre sta nella mentalità e anche nella qualità certo, ma dov’è scritto che nella singola partita quel qualche cosa in più prevalga? Intanto giocarsela e poi si vede come va a finire. Il Torino ha perso la partita con il Lecce che lascia l’amaro in bocca per i tre punti in meno in classifica, ma deve convincersi che di punti non ne ha solo nove bensì dodici così facendone altri tre con il Parma va a quindici. Dico così perché il Toro deve avere la convinzione di essere forte, questo è un campionato dove ci sono risultati che non erano in previsione come la Spal che batte la Lazio, il Milan che perde con il Verona, il Cagliari che vince con il Napoli, il Lecce che ha la meglio sul Torino e poi vince con la Spal per tre a uno, ma il Toro è più forte del Lecce, della Spal e di altre squadre, quindi, queste partite deve affrontarle con spregiudicatezza perché di corna ne ha due e non uno. A volte il Toro sembra avere il freno a mano tirato e che abbia paura di perdere e poi quando va sotto si rende conto che ormai non ha più nulla da perdere e va a vincere come ha fatto con il Milan, che all’ultimo poteva anche pareggiare, ma ci ha pensato Sirigu a impedirglielo. Il Toro deve credere di più in quello che ha, anche se qualche cosa manca, ma manca pure ad altre squadre”.