ESCLUSIVA TG – Maspero: “Tra Fiorentina e Torino credo sarà una partita aperta e magari alla fine ne uscirà un pareggio”

19.07.2020 07:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Riccardo Maspero
© foto di Marcello Casarotti/TuttoLegaPro.com
Riccardo Maspero

Riccardo Maspero è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Maspero ha indossato la maglia granata dal 2000 al 2003 e nella stagione successiva quella della Fiorentina, attualmente è un allenatore. Con lui abbiamo parlato della gara di questa sera fra le sue ex squadre.

Torino e Fiorentina distano due punti in classifica e hanno ipotecato la salvezza, ma non la hanno ancora raggiunta. Una partita delicata?

“No, non hanno ancora raggiunto la salvezza però gli ultimi risultati le hanno portate a stare più tranquille e adesso dovrebbe succedere qualche cosa di stratosferico per ricadere nella zona retrocessione. Torino e Fiorentina si sono tutte e due tirate fuori e adesso possono gestire il finale di campionato senza troppe pressioni”.

Per tutto il campionato entrambe hanno avuto alti e bassi, in particolare i granata, ed è stata una stagione no che forse nessuno si aspettava?

“Il Torino pensava di poter fare bene, ma secondo me la rosa non era sufficientemente attrezzata. La Fiorentina ha fatto un anno così cercando di valorizzare qualche giovane, ma i giovani servono e sono importanti però utilizzandoli si concede qualche cosa agli avversari e la Viola ha pagato. Con Vlahović punta centrale diventa un po’ un problema, anche se il ragazzo è bravissimo, ma deve ancora dimostrare e far vedere dove può giocare, anche perché la Fiorentina era abituata in quel ruolo a Batistuta ed è questa la differenza. Purtroppo sul campo la differenza la si vede per cui bisogna dare tempo e accettare stagioni come questa perché i giovani devono avere la possibilità di crescere e anche di sbagliare”.

C’è i rischio che sia una partita dove tutte e due le squadre potrebbero accontentarsi di un pareggino?

“Secondo me sì. Entrambe non hanno una grande necessità di vincere e potrebbe essere che alla fine un pareggio salti fuori”.

In una situazione così, in uno come Belotti, che sta inseguendo il record di partite consecutive sempre in gol ed è a un passo dalle otto di Franco Ossola, potrebbe fare scattare quella voglia e trasmetterla ai compagni portando il Torino alla vittoria che oltretutto proietterebbe la squadra verso la parte più centrale della classifica?

“Sicuramente per Belotti è un obiettivo importante e cercherà di trascinare i compagni, però, penso che visto che i giocatori se la sono vista brutta adesso siano nella condizione di giocare con serenità e di conseguenza di poter magari raggiungere risultati che fino alla settimana scorsa potevano sembrare inarrivabili e che adesso, appunto grazie alla serenità maggiore della classifica, sono raggiungibili. Non si mette in dubbio la qualità di ogni singolo giocatore, ma si mette in dubbio quella che è stata l’applicazione del singolo all’interno della squadra. Nel campionato scorso la squadra aveva fatto bene ottenendo risultati, mentre quest’anno le cose non sono andate come ci si aspettava e dopo le tante difficoltà, anche per il “Gallo”, un finale di stagione con un obiettivo da centrare potrebbe far ritrovare nuovi stimoli a tutti. Se si vuole provare a tenere Belotti si deve costruire attorno a lui e ai migliori una squadra importante e che abbia le potenzialità per poter ambire a traguardi che la portino in Europa”.

Chi si gioca qualche cosa sono anche Moreno Longo e Giuseppe Iachini che non hanno la certezza della riconferma sulle rispettive panchine.

“Come per le squadre anche per loro non è stato un anno facile per cui devono in queste ultime partite cercare di conquistarsi la permanenza. Penso che comunque entrambi abbiano fatto bene poiché sono arrivati a cammino in corso in due società e piazze difficili, perché la storia del Toro e quella della Fiorentina dicono che le tifoserie sono esigenti, e con i problemi che c’erano all’interno delle squadre sono riusciti a venirne fuori. Per cui tanto di cappello a Longo e a Iachini che, secondo me, meriterebbero di poter iniziare il cammino l’anno prossimo impostando la loro squadra secondo le proprie idee di gioco”.

Tanto dipenderà dal mercato che verrà fatto dalle rispettive società.

“Conosco meglio la realtà del Torino e mi sento di dire che si debba “rifondare” la squadra. Si deve ripartire da zero e trovare veramente giocatori che siano motivati, non che gli attuali non lo siano, ma dopo che si è da due-tre anni nella stessa squadra diventa tutto normale e, invece, adesso bisogna trovare nuovi stimoli e questo possono farlo nuovi calciatori che danno quel qualche cosa in più perché anche la gente si stanca. Non dimentichiamoci che si sono stancati anche di Mazzarri che aveva fatto bene riportando il Toro in Europa ed era stato un allenatore che aveva dato delle garanzie. Dopo un po’ bisogna cambiare, sono convinto di questo. E quest’estate è quella dei cambiamenti per tanti motivi altrimenti se le cose non partiranno bene dopo un mese c’è il rischio che già si arrancherà.
Per quel che riguarda la Fiorentina, posso dire che credo abbia già iniziato la rifondazione e deve continuare. Se crede in Vlahović e in altri giocatori deve tenerli e intorno a loro costruire una squadra con anche giocatori esperti che permettano loro di crescere con un giusto mix di calciatori giovani e “vecchi””.

Secondo lei, l’accoppiata Cairo-Vagnati può funzionare?

“Se il presidente Cairo ha scelto Vagnati come direttore tecnico vuole dire che lo ritiene adatto. A campionato in corso questi cambi fanno paura, però, se Cairo l’ha fatto aveva le sue motivazioni. Adesso vediamo. Anche per Vaganti non sarà stato facile subentrare in una situazione così difficile e complicata come era quella del Torino. Così come per Longo deve studiare e capire la squadra in modo da individuare i problemi e insieme al mister risolverli e allo stesso tempo deve essere lungimirante in modo da fare le scelte di mercato giuste. Gli va dato il tempo per lavorare”.

Prima si diceva che tra Fiorentina e Torino potrebbe concludersi con una pareggino, ma questo non rischia di essere frutto di una partita non esaltante sul piano del gioco?

“Ma no, non è detto. Penso che il pareggio alla fine possa venire fuori, ma credo che sarà una partita aperta visto che nessuna delle due squadre ha nulla da perdere per cui giocheranno con grande voglia di vincere e poi alla fine è normale che il pareggio possa stare bene a tutte e due”.

Cambiando argomento e parlando di lei, è pronto a tornare ad allenare?

“Prontissimo, dopo l’esperienza alla Giana Erminio vorrei tuffarmi in un’altra avventura stimolante perché la voglia e l’entusiasmo c’è per cui spero di trovare un presidente e un direttore che credano in quello che io propongo. Alla Giana nella prima stagione subentrando li avevo portati alla salvezza e quest’anno il presidente voleva puntare sui giovani e c’era l’obbligo di farne giocare cinque, ma dopo sei giornate le cose non andavano molto bene perché i giovani hanno bisogno di tempo dovendo avere anche la possibilità di sbagliare e ha voluto togliere i giovani e ha mi ha esonerato, ma purtroppo alla fine sono retrocessi. Adesso aspetto un’occasione buona per tornare ad allenare, speriamo che arrivi”.