ESCLUSIVA TG – Mario Giordano: “Da tifoso mi piacerebbe al Toro Bojan Krkic”

01.07.2014 07:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
ESCLUSIVA TG – Mario Giordano: “Da tifoso mi piacerebbe al Toro Bojan Krkic”
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© foto di Alberto Lingria/PhotoViews

Mario Giordano è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Giordano è il direttore del Tg 4 Mediaset ed è un grande tifoso del Toro, con lui abbiamo parlato di questo nuovo inizio di stagione della sua squadra e del mercato.

 

Oggi inizia la stagione del Toro, che cosa si aspetta?

“Mi aspetto la riconferma di quelle belle sensazioni che abbiamo avuto l’anno scorso, che non sono state soltanto i risultati, ma anche l’idea di avere un progetto che cresce nel tempo e fa si che i tifosi siano orgogliosi, come lo siamo stati, di andare fino in fondo e che i giocatori siano sempre felici di venire a Torino, mentre invece fino a qualche tempo fa stavano alla larga”.

 

L’assenza più clamorosa è quella del sostituto di Ciro Immobile, preoccupato o fiducioso?

“Sono fiducioso perché quando l’anno scorso era arrivato Immobile non c’erano intorno a lui grandi sicurezze, poiché arrivava da una bruttissima annata con il Genoa e poi è diventato quello che è nel corso della stagione. Per me quello che conta è che ci sia una base, una struttura e un progetto  solidi, poi i Ciro Immobile si creano e ne abbiamo avuti esempi in questi anni che, anche senza avere i soldi e la potenza economica che hanno altre società, si può costruire un patrimonio di giocatori, come hanno fatto in passato altri club, sapendo valorizzare i calciatori. Questo è esattamente quello che è accaduto l’anno scorso con Ciro Immobile. La mia fiducia deriva dal fatto che un giocatore inserito in un progetto solido, con un allenatore che ha dimostrato di essere bravissimo, con una società che ha dimostrato di saperci fare e con una piazza che sa galvanizzarsi nel modo giusto diventerà un nuovo Ciro Immobile, perché siamo noi che creiamo i Ciro Immobile e non i giocatori che creano il Torino”.

 

Partendo dalle basi solide la difesa sicuramente lo è perché sono stati riconfermati tutti e sono stati inseriti Jansson e Molinaro. E poi ci sono Darmian e Cerci, non sappiamo se rimarranno, ma è da queste certezze che si può pensare di fare bene anche in Europa?

“Sì, in difesa con lo svedese e Molinaro, che ha esperienza sulla fascia, mi sembra che sia stata un’ottima soluzione e poi la conferma di Maksimovic è un’altra dimostrazione della capacità di crearci in casa dei campioni, quindi diciamo che in difesa siamo molto stabili. Darmian, secondo me, deve essere un punto fermo del Torino. Adesso dico un’eresia, ma se ci fosse una grande offerta e la capacità di creare alternative accetterei, anche se a malincuore, il sacrificio di Cerci che per altro non ha mai nascosto la volontà di voler andare a giocare in altre squadre, mentre, invece, troverei veramente delittuosa la vendita di Darmian. Per me Darmian deve essere il simbolo e il capitano del futuro e la squadra deve essere costruita attorno a lui, averlo visto in Nazionale é stata una soddisfazione straordinaria, sento che Darmian può essere, come dicevo, il simbolo, il capitano, il volto attorno al quale costruire il Torino del futuro ponendo così solide radici. Con la faccia di Darmian che si fa valere al Mondiale, secondo me, è il Torino che può farsi valere anche in Europa”.

 

Sanchez Miño e Martinez sono poco conosciuti dal grande pubblico, ma che sensazione le danno seppur non li si è ancora visti giocare?

“Eh, grande curiosità è l’unica sensazione in questo momento rafforzata dal fatto che anche per ciò che vediamo al Mondiale il calcio centro-sud americano è quello che va più forte. Quindi questi due giocatori sono una bella scommessa confortata dal fatto che mi sembra che sul fronte del territorio centro-sud americano la società ha fatto un grandissimo lavoro con Zavagno e il viaggio di qualche mese fa di Petrachi. Pertanto bisogna avere fiducia, però per il momento c’è solo la curiosità di vedere Sanchez Miño e Martinez all’opera in campo, ma spero che possano stupire”.

 

Continuando a parlare del centrocampo, servono altri rinforzi e con quali caratteristiche?

“Prima di tutto vorrei dire che sono grato, come credo tutti i tifosi italiani, a Vives per la straordinaria stagione che ha fatto, veramente meravigliosa e credo che abbia bisogno di un supporto per reggere un’altra annata che sarà lunga, perché siamo i primi a cominciarla e spero che andremo avanti a lungo in Europa e per questo ci vuole un forte rafforzamento in mezzo al campo, è giusto concentrarsi sul sostituto d’Immobile, però bisogna pensare anche alla mediana. Lo scorso anno abbiamo fatto tirare la carretta al grandissimo Vives in un modo esagerato e di conseguenza ci vuole un valido e robusto pilastro che lo affianchi per questa stagione”.

 

Ruben Perez così come Benassi si sono già uniti alla squadra ieri sera, servirebbe ancora uno come Nocerino?

“Mah, io non conosco Ruben Perez, tra l’altro stiamo facendo incetta di Perez e non vorrei che si finisse per avere tante pere, battute a parte sicuramente Nocerino è tutto un altro tipo di giocatore, ma a mio parere ci vorrebbe uno che sappia organizzare il gioco, mentre Nocerino è più un incontrista. Non so se questo Perez è in grado di farlo, ma come Vives che è capace di essere sia incontrista sia d’impostare il gioco ce ne vuole un altro che dia ordine ed equilibrio in mezzo al campo e non so se Nocerino è il giocatore che ha queste caratteristiche, ho qualche dubbio. Non ho mai visto giocare Perez, ma da come lo descrivono sembra il giocatore che serve di più al Torino”.  

 

Da giornalista e da tifoso se dovesse indicare un attaccante fra tutti quelli che finora sono stati accostati al Torino chi vorrebbe vedere con la maglia granata?

“Non lo so, ma mi piacerebbe la scommessa Bojan Krkic perché è giovane e ha voglia di riscatto. Chiaramente è un attaccante completamente diverso da Immobile, però come Ciro ha un talento indiscutibile, malgrado non lo abbia espresso appieno nelle ultime stagioni. Faccio il suo nome più da tifoso che da giornalista e seguendo il mio istinto”.