ESCLUSIVA TG - M. Feltri: “EL? Meglio 2-3 colpi e il quarto posto nel 2020"

03.06.2019 06:01 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Mattia Feltri
Mattia Feltri

Mattia Feltri è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Con Feltri, giornalista inviato de La Stampa e tifoso del Toro, abbiamo parlato della stagione appena conclusa dei granata e delle prospettive future legate anche al mercato.

Soddisfatto per la stagione del Torino o un po' deluso per la mancata qualificazione in Europa?

“No, deluso per la mancata qualificazione in Europa no perché io penso che per la dimensione che ha oggi il Torino, che è un'ottima dimensione, bisogna che combatta fino all'ultima giornata per entrare in Europa. Poi può andare bene o può andare male, ma l'importante è che il Torino sia lì, sia vivo, sia pugnace sino all'ultimo. Ripeto, poi le cose possono andare male, pazienza. il fatto però che fino alla penultima giornata fosse in piena corsa per l'Europa deve renderci tutti molto contenti e farci sperare in qualche cosa di più per l'anno prossimo”.

L'Europa per il Torino potrebbe esserci ancora se la Uefa dovesse escludere il Milan per il mancato rispetto del fair play finanziario.

“È vero, ma io devo dire una cosa con molta sincerità: l'ultima volta che siamo stati in Europa abbiamo vissuto anche delle notti bellissime come quella di Bilbao, che se la ricordano tutti, però l'Europa League così com'è concepita è una grandissima scocciatura perché bisogna disputare un sacco di partite e alla fine per una squadra come il Torino è bello parteciparvi, per le sfide elettrizzanti in notturna, ma non essendo in grado di vincerla rischia di compromettere il campionato. Se l'Europa League arriverà bene, per l'amor di Dio ci mancherebbe, ma se non arriverà non mi straccerò le vesti. Preferirei, anzi ho un sogno, che il Torino facesse due-tre acquisti giusti e che l'anno prossimo arrivasse quarto e allora verrebbe la pena di vedere non le partite d'Europa League, ma di Champions”.

Non sarebbe troppo un tale salto senza passare prima dalla palestra Europa League?

“No, basta guardare l'Atalanta che quest'anno è arrivata addirittura terza. Ho letto un intervista Gasperini dove li chiedevano chi volesse trovare come avversari nel girone e lui ha risposto che vorrebbe squadre del calibro del Barcellona, del Real Madrid, del Manchester City e del Liverpool. Allora sì che diventerebbe una festa perché si andrebbe al Camp Nou, al Santiago Bernabeu, al City of Manchester Stadium o all'Anfield e sarebbe una cosa strepitosa. Sono sicuro che se si riuscisse a fare un giro in Champions League si otterrebbe una struttura mentale che l'Europa League non darebbe mai, come si vede nelle quadre italiane che partecipano all'Europa League. L'Atalanta, e l'ha ammesso anche Gasperini, se fosse andata avanti in Europa League probabilmente non sarebbe arrivata in Champions”.

Tornando al giudizio sul campionato appena concluso, Il Torino è mancato in qualche cosa oppure tutto ciò che ha fatto era il massimo che poteva fare?

“Credo che con questa rosa si sia fatto il massimo poiché penso che il Torino avesse un organico a livello di quello della Fiorentina, della Sampdoria, dell'Atalanta, della Lazio e alcune di queste ci sono arrivate dietro e una davanti. Ma è difficile fare qualche cosa di più, per riuscirci sarebbe servito almeno un giocatore di grande qualità e che noi non avevamo. L'Atalanta ha Ilicic e Gomez, e il primo forse ha giocato la più bella stagione da quando è in Italia, che sono giocatori che fanno vincere la partita nelle giornate più complicate e anche nell'ultima giornata quando l'Atalanta si è qualificata per la Champions League vincendo con il Sassuolo 3 a 1 era andata in svantaggio ed è riuscita a ribaltare il risultato per le grandi giocate di Ilicic e Gomez. Noi non abbiamo avuto, dal centrocampo in su, dei giocatori che siano in grado di accendere la manovra con un grande colpo, con un grande lancio e ben difficilmente abbiamo giocatori che s'inventino la giocata da gol. L'unico era Ljajic, che io continuo a rimpiangere e l'anno prossimo serve un giocatore così. L'unica critica che muovo al Torino quest'anno è di non aver giocato un bel calcio perché ha giocato un calcio molto molto serio, consapevole, strutturato, però, non è stato un bel vedere. Qualche cosa di buono si è visto verso la fine, ma per il resto del campionato non si era visto e, quindi, il passo in più che deve provare a fare il Torino l'anno prossimo e di rendere il suo gioco un po' più bello da vedersi è un po' più difficile da prevedere”.

Condivide ciò che hanno detto Cairo e Mazzarri che a questa squadra servirebbero due o tre innesti nei posti giusti per rinforzarla?

“Sì, condivido assolutamente. Secondo me, ci sono stati un paio di buchi inorganico. Iago Falque è un gran bel giocatore che segna molto, anche se quest'anno lo ha fatto meno per ragioni fisiche, però, forse gli manca quello spunto che lo renda completamente imprevedibile nel costruire l'azione, che gli permetta di saltare l'uomo sempre creando la superiorità numerica. Quando non c'è stato Iago Falque abbiamo giocato con Berenguer che ha fatto bene, ma anche lui relativamente a questi aspetti non riesce a farlo. Quindi è per questo che parlo di buco e ci vorrebbe o un centrocampista in grado di organizzare la manovra con fantasia e imprevedibilità oppure una seconda punta, alla Ilicic o alla Gomez per intenderci, che possa spiazzare la difesa avversaria. Noi tutto quello che abbiamo aggiunto quest'anno è stato attraverso un'applicazione tattica e poi è arrivata anche la rovesciata di Belotti o il tiro da lontano di Meité, ma tutto è avvenuto a seguito dell'applicazione tattica e non c'era nulla che fosse lasciato all'improvvisazione del talento proprio perché noi il talento non lo abbiamo e, quindi, quei due o tre buchi di cui parla la diligenza, cioè un buco e due o tre ruoli da rafforzare come cambi e alternative vanno presi e forse anche un'alternativa Belotti che sia migliore di Zaza, che uno dal quale magari si può raccogliere anche qualche soldo”.

Quindi alla domanda qual è il giocatore che l'ha delusa di più risponderebbe Zaza?

“Mi ha deluso anche Soriano, anche se poi a Bologna ha fatto benissimo. Soriano è un giocatore di livello vero tant'è che quando era alla Sampdoria è arrivato in Nazionale, quindi, non stiamo parlando di uno qualsiasi. Poi certo anche Zaza che quando è arrivato era molto contento perché mi sembrava proprio un giocatore da Toro poiché è un attaccante che magari non segna tantissimo ma i suoi gol di fa,  che combatte molto e sembrava un'ottima spalla per Belotti e, invece, non ha funzionato lui e non hanno funzionato entrambi quando hanno giocato assieme. Magari qualche volta hanno segnato, però, non hanno fatto vedere di essere la coppia ideale. Probabilmente Zazà è quello che mi ha deluso di più e penso che da qualche altra parte potrebbe tornare ad essere un attaccante da Nazionale, come dice del resto Mancini”.

Chi, invece, l'ha impressionata positivamente di più quest'anno?

“In generale abbiamo avuto, a parte un paio di partite, sempre un buon rendimento e poi c'è stato quel disastro, hai noi, della partita con l'Empoli. Tutta la difesa è già da secondo, terzo o quarto posto, infatti, abbiamo Sirigu che è stato forse il miglior portiere della Serie A, N'Koulou ha fatto un campionato strepitoso ed è un giocatore con il quale andrei in Champions ad occhi chiusi poiché ha livello internazionale, esperienza e tranquillità, Izzo è cresciuto tantissimo ed è andato in Nazionale e anche Djidji ha giocato bene. Moretti quando è servito è stato il solito meraviglioso Moretti, quindi, tutta la difesa è di livello assoluto. Il centrocampo è molto forte fisicamente ed applicato, ma non abbiamo il giocatore che accenda la luce. In attacco qualche gol è mancato. Quindi direi che Sirigu, Izzo e N'Koulou sono stati i tre più bravi del campionato”.

I rinforzi quindi dovrebbero arrivare tra centrocampo, fasce e attacco?

“Sì, perché se non vengono nessuno dei difensori la difesa è a posto poiché se anche Moretti ha smesso di giocare Djidji prima dell'infortunio era già un titolare e poi rientra Lyanco che a Bologna ha fatto meraviglie, calcisticamente sono innamorato di lui e ho degli amici tifosi del Bologna che mi hanno chiesto come abbiamo fatto a prestarglielo visto che è fortissimo. Lyanco può essere un titolare e spero che rimanga e abbia il suo spazio e poi si aggiunge Bremier, quindi, i difensori ci sono già. Penso che per rafforzarsi serva un centrocampista che sia alternativo a Meité e Rincon o possibilmente più forte e un giocatore offensivo che possa essere utilizzato sia a centrocampo sia al fianco di Belotti come seconda punta. Il terzo rinforzo dovrebbe essere un giocatore alternativo o anche possibilmente più forte di De Silvestri e Ansaldi, un giocatore che possa giocare in qualunque ruolo da esterno. Penso che siano questi ruoli che dobbiamo un pochino a sistemare: Un centrocampista, un esterno e un giocatore offensivo che possa fare sia la seconda punta sia il finto centrocampista”.

E' fiducioso per il prossimo anno, nel senso che si aspetta una squadra che possa rifare un campionato come quello di quest'anno e magari anche migliore?

“Penso che ci si debba sempre misurare su se stessi, ma è chiaro che il calcio obbliga a misurarsi anche sugli altri, però, il Torino ha fatto un campionato da 63 punti e l'anno prossimo deve cercare di farne 64 e poi se non ci riuscirà vedremo come andrà perché non bisogna trasformare il calcio in una cosa isterica e dobbiamo essere contenti di ciò che è stato fatto e di lì ripartire per fare meglio questo è ovvio. Sono fiducioso e spero che Mazzarri mantenga questa struttura e questo modo di giocare migliorandolo un po' rendendolo un po' più piacevole è un po' più imprevedibile e allora forse si farà un pochino meglio o un pochino peggio, ma non cascherà il mondo. Bisogna pensare anche un po' alla rosa che abbiamo, De Silvestri ha fatto un grandissimo campionato e Ansaldi pure, però, se andiamo a vedere la rosa non ne abbiamo una all'altezza di quelle con le quali abbiamo due lato fino all'ultimo giorno, quindi, già quest'anno si è fatto, dal punto di vista della classifica, probabilmente tanto. Io sento dire da miei amici tifosi del Toro che se avessimo vinto quella determinata partita, se non avessimo buttato punti in quell'altra, se non ci fosse stato il Var saremmo andati in Europa, ma io penso che il Torino abbia raccolto tanto non voglio dire al di là dei suoi meriti perché non è vero, ma di sicuro non ha avuto una classifica inferiore a quello che ha meritato. Quindi bisogna essere molto contenti e migliorare la squadra sperare che il campionato prossimo sia migliore per cui non si può non essere fiduciosi. Devo dire una cosa, da quando c'è Cairo le cose sono sempre migliorate, poi, magari un anno si è fatto un passo indietro ma l'anno dopo se ne sono fatti due avanti e forse è arrivato proprio il momento di fare quello scatto in più come ha fatto l'Atalanta e forse siamo sulla buona strada”.