ESCLUSIVA TG – Jacobelli: “Così com'è il Toro non può fare il salto di qualità: servono 2-3 rinforzi”

25.08.2019 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Xavier Jacobelli
Xavier Jacobelli

Xavier Jacobelli è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Jacobelli è un giornalista ed è direttore del quotidiano “Tuttosport”. Con lui abbiamo parlato del Torino che questa sera, nella prima giornata di campionato, affonterà il Sassuolo e del mercato dei granata.

La sconfitta di giovedì con il Wolverhampton quanto potrà pesare sulla prima di campionato questa sera con il Sassuolo?

"Per certi versi è un bene che si giochi subito perché di solito l'esperienza insegna che quando si accusa una delusione come quella di giovedì sera la cosa migliore è tornare in campo a stretto giro di posta. Certo è che la partita con il Wolverhampton ha evidenziato la differenza che c'è tra la settima squadra della Premier League e la settima squadra della Serie A della scorsa stagione. Soprattutto tra una squadra che ha speso 100 milioni di euro sul mercato e un'altra, il Torino, che di soldi finora non ha speso, salvo ovviamente confermare in blocco i giocatori più importanti e riscattare Ola Aina e Djidji e contro riscattare Bonifazi. La partita con gli inglesi ha detto che intanto non è ancora sicuro che il Toro venga eliminato perché nella gara di ritorno deve cercare di segnare due gol senza subirne nessuno, però, è altrettanto vero che ha confermato che questo Toro deve essere rinforzato, comunque vada a finire il 29 agosto al Molineux Stadium".

Non la stupisce il fatto che la società granata a otto giorni dalla chiusura del mercato non abbia preso nessuno nonostante sapesse di dover giocare i preliminari di Europa League e di avere giocatori, anche importanti, che hanno fatto una preparazione estiva ritardata a causa degli impegni con le rispettive nazionali?

"Credo, tanto per fare nomi precisi, che la questione Verdi sia andata troppo per le lunghe. Ho detto Verdi perché è il giocatore che dovrebbe, usando il condizionale perché in sede di mercato non bisogna mai dire mai fino a quando si appone la firma in calce al contratto e questo viene depositato".

Cairo, però, al termine della partita con il Wolverhampton ha detto chiaramente che non c'è nessun accordo con il Napoli per Verdi.

"Sul mercato ognuno interpreta il proprio ruolo, c'è il gioco delle parti, quindi, se c'è interesse per un giocatore si sa che la sua quotazione lievita. Ognuno può dire ciò che vuole, ma la realtà dei fatti è una e a quella ci dobbiamo attenere. Giovedì sera abbiamo visto la differenza tra una squadra, il Wolverhampton, che ha giocatori di spicco e un'altra squadra che ha fatto molto bene nella stagione passata, totalizzando il record di punti da quando se ne assegnano tre per ogni vittoria, ma che se vuole fare il salto di qualità deve essere rinforzata. Non ci sono dubbi e mi pare che soprattutto il primo tempo nella gara di giovedì lo abbia abbondantemente dimostrato. Belotti ha fatto una prova incredibile dal punto di vista della grinta essendo stato l'ultimo ad arrendersi e ha tenuto in vita la speranza del Torino di qualificarsi quando ha trasformato il rigore, però, questo Toro se vuole crescere, se vuole fare il salto di qualità deve effettuare 2- 3 acquisti di qualità altrimenti credo che l'obiettivo non sarà centrato, considerato quello che hanno fatto le altre e non mi riferisco alle formazioni che partono per vincere lo scudetto, la Juventus, il Napoli e l'Inter, ma appunto alle altre che hanno come obiettivo di entrare in Europa.  Ribadisco quindi che questo Toro ha bisogno di rinforzi. Il mercato chiuderà il 2 settembre e c'è ancora tutto il tempo per intervenire, però, è fuori discussione che così com'è questo Toro non può fare il salto di qualità che i suoi tifosi si aspettano. Una squadra che è arrivata settima e che è stata ripescata per i preliminari d'Europa League ha bisogno di innesti e ancor di più ne avrà bisogno qualora il 29 agosto dovesse riuscire a centrare la qualificazione ai gironi di Europa League. Sarebbe veramente un'impresa straordinaria e a maggior ragione la squadra va rinforzata e aspettare sarebbe troppo tardi".

Ma non c'era l'opportunità prima di poterlo fare, evitando di ridursi all'ultimo?

"Sul mercato le opportunità ci sono dipende sempre da che cosa si vuole fare da quanto denaro si vuole spendere. Di opportunità ce ne sono eccome. Per esempio, Cairo prima della partita di giovedì sera ai microfoni di Sky ha detto che anche al Torino era stato proposto Ribéry, ma che lui era stato bruciato dall'esperienza con Recoba. Un momento. Un conto è Recoba, con tutto il rispetto per l’uruguaiano, un altro conto è Ribéry. È vero che Ribéry ha 36 anni, ma la sua carriera parla per lui e sono convinto che offrirà alla Fiorentina un grande apporto. Ho fatto l'esempio di Ribéry per citare testualmente il giocatore che è stato chiamato in causa dallo stesso Cairo, ma potrei farne altri. Credo che la partita di giovedì sera, indipendentemente da come andrà quella di ritorno, debba indurre il Toro a rafforzare l'organico a disposizione di Mazzarri, che ha lavorato benissimo, anche nelle quattro partite precedenti, ma è chiaro che se gli si mette a disposizione altri 2 giocatori di qualità il Toro potrà fare un salto in avanti".

A parte un rinforzo in attacco, in quali altri ruoli servono giocatori?

"Ci vuole un giocatore di qualità a centrocampo. Non è facile andarlo a trovare adesso che mancano 8 giorni alla fine del mercato perché serve un centrocampista che possa innescare Zaza e Belotti. Presumo che il Toro abbia fatto ragionamenti su de Paul dell'Udinese dopodiché, però, mi pare che il discorso sia rimasto a mezz'aria. È una questione che deve essere assolutamente affrontata e risolta. Prendendo atto dalle indicazioni di ieri sera le sconfitte servono anche i propri errori. Adesso non bisogna assolutamente  commettere l'errore di vedere tutto nero, disastroso, pessimo, però, è altrettanto vero che non bisogna commettere l'errore opposto di far finta che non sia accaduto nulla perché, ripeto, la partita di giovedì ha dimostrato la differenza che c'è tra la settima squadra della Premier League e la settima del campionato italiano dell'ultima stagione".