ESCLUSIVA TG – Gregucci: “La spinta del nuovo Filadelfia sarà il valore aggiunto del Toro”

28.05.2017 07:00 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
ESCLUSIVA TG – Gregucci: “La spinta del nuovo Filadelfia sarà il valore aggiunto del Toro”
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© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com

Angelo Gregucci è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Gregucci da giocatore ha indossato la maglia del Torino nella stagione 1993-1994 poi terminatala carriera agonistica è diventato un allenatore e in questa veste ha diretto il Sassuolo nel campionato 2010-2011. Con lui abbiamo parlato delle sue ex squadre che si affronteranno domenica sera.

Tre giorni fa è stato inaugurato il nuovo Filadelfia e a inizio mese c’era stata la commemorazione del Grande Torino a Superga, ma la stagione della squadra di Mihajlovic si sta concludendo con qualche ombra dopo le sconfitte con Napoli e Genoa. Il Sassuolo ha forse pagato nella prima parte del campionato disputare l’Europa League nella poi si è ripreso assetandosi in una posizione tranquilla. Che partita potrà esserci fra queste due squadre?

“Vorrei prima di tutto fare una considerazione, la mia esperienza al Toro è stata breve, ma come si dice intensa e ho avuto un certo tipo di sussulto e di emozione a rivedere il cancello del vecchio Filadelfia, quello granata con i tori rampanti in rilievo, che era quello che varcavo quando tutti i giorni andavo ad allenarmi. Tra l’alto l’anno che io ero al Toro è stato l’ultimo con il Fila in vita, e quindi, sono contento che dopo tanti anni finalmente il Filadelfia sia stato ricostruito e riaperto. Riapre spero per far rivivere il mito dei “ragazzi del Fila”. Ero un giocatore della Lazio e arrivarono dal Torino Fuser e Cravero e si presentarono dicendo che erano “ragazzi del Fila” tra me e me pensai “e allora?”, poi, quando divenni io un giocatore del Toro e frequentai il Fila capii veramente che cosa volevano dire, che cosa significava crescere con il Toro dentro. Era un Toro diverso da quello di oggi, ma io semplicemente dico che non è il Toro a essere diverso è il calcio. Quel Toro disputava le coppe europee e prima del mio arrivo aveva vinto la Coppa Italia e noi arrivammo a giocare i quarti di finale di Coppa delle Coppe a Londra con l’Arsenal, questo per dire che erano anni in cui il Torino arrivava quasi sempre parecchio avanti nelle varie competizioni, come altre sette-otto squadre italiane che di solito fino a Pasqua resistevano quasi tutte nelle coppe internazionali. L’emozione della riapertura del Filadelfia è stata per me grande, anche se non ho potuto partecipare alle cerimonie, ma ho visto filmati e fotografie fantastiche. Se si aggiunge che questo è avvenuto nel mese della commemorazione di Superga, so di che cosa si parla perché alla Basilica ci sono stato e ho provato l’emozione che la salita al colle regala a chi veste la maglia granata. Posso quindi dire che il Torino al di là delle due sconfitte con Napoli e Genoa ha disputato una buona stagione e per questo faccio i complimenti a Sinisa Mihajlovic e ad Attilio Lombardo, due che conosco molto bene, e penso che la spinta del nuovo Filadelfia sarà il valore aggiunto per il Toro del futuro, se il Torino si riapproprierà di questo importante asset della sua Storia. Si potrà guadagnare tanto da quel campo e dalla sua Storia.
Il Sassuolo ha raggiunto il culmine della sua programmazione centrando l’Europa League e a inizio stagione ha pagato tutto questo perché per disputare le coppe internazionali bisogna avere la mentalità e un certo tipo d’esperienza. Il Sassuolo tre partite alla settimana ha fatto un po’ di fatica a reggerle e, secondo, me in altre condizioni avrebbe superato la fase a gironi dell’Europa League. Abbiamo, però, visto che si è subito rimesso in sesto appena è uscito dalla coppa e la banda di Di Francesco è tonata a fare buone cose e quindi senza l’impegno internazionale ha finito il campionato in modo positivo. Sarà, di conseguenza, una partita aperta, combattuta e se dovessi spende qualche centesimo per scommettere su questa partita lo fare perché la gara non ha grandi aspettative o tensioni derivanti dalla classifica, ma sarà sicuramente ben giocata”.

Entrambe le squadre vorranno accomiatarsi dal campionato nel migliore dei modi e il Torino davanti ai suoi tifosi deve farsi perdonare le ultime due brutte prestazioni. Mihajlovic per allontanare polemiche e malumori e Di Francesco per magari concludere bene la sua esperienza al Sassuolo come possono preparare questa gara?

“Per le motivazioni che sono state dette, penso che sarà una bella partita. Il Toro di Sinisa deve essere pronto al riscatto e al commiato dell’ultima in casa, mentre il Sassulo di Di Francesco, non so se all’allenatore rimarrà ma dai rumor sembra di no, penso che vorrà dare una degna chiusura a un’avventura magnifica. Eusebio è stato artefice e autore di una realtà calcistica che economicamente è molto forte e lui ha saputo creare una squadra a un tale livello che non si può non fargli i complimenti e, quindi, farà di tutto per salutare nel migliore dei modi. Il Torino dovrà fare attenzione perché il Sassuolo nelle ripartenze e nelle verticalizzazioni è un avversario molto pericoloso”.

Il Torino nel subire gol ha il suo tallone d’Achille e finora nel girone di ritorno in tutte le partite ha sempre subito reti dagli avversari. Che cosa dovranno fare i granata per cercare di mantenere inviolata la loro porta?

“Dovrà essere compatto e sveglio nelle letture delle situazioni perché la qualità del Sassuolo nelle ripartenze non sta nell’affrontare Cristiano Ronaldo o Messi, ma nelle qualità dei singoli che sono veloci. I neroverdi sono una squadra che quando, come si dice, aprono il campo con Defrel e Berardi sfrutta la velocità dei suoi attaccanti e quindi il Torino non dovrà sbagliare determinate letture e dovrà stare molto attento e concentrato. Al Torino conoscono meglio di me le caratteristiche degli attaccanti del Sassuolo e quando il campo si apre dovranno serrare le marcature altrimenti se l’azione prende velocità gli attaccanti del Sassuolo sono bravi a sfruttare le opportunità che si possono creare”.

Ljajic non giocherà perché squalificato quindi non è certo che i granata andranno in campo con il 4-2-3-1 e potrebbe essere riproposto il 4-3-3 e Belotti, forse, ha visto sfumare la possibilità di diventare capocannoniere avendo Dzeco segnato tre reti in più. Tutto questo cosa comporterà per l’attacco del Torino?

“A seconda dove si tira la coperta va, prima parlavamo della difesa adesso concentrandoci sull’attacco non dobbiamo dimenticare che il Toro è una squadra che propone gioco anche sbilanciandosi un po’ e utilizzando molti giocatori offensivi. Non credo tanto ai moduli, ma ai princìpi che i giocatori mettono in campo e a come interpretano le due fasi, difensiva e offensiva, e questo è più importante di come si posizionano. Nel raggiungere gli obbiettivi incide di più come s’interpreta la gara. Se il Torino nelle due fasi sarà Toro e giocherà con intensità e la squadra sarà “avvelenata” varrà più questo della possibile virata tattica dovuta alle assenze di alcuni giocatori. Belotti avrà ulteriori motivazioni, ha fatto ottime prestazioni e adesso si è allontanato un attimo dal feeling con la porta, ma ha sempre combattuto e per questo vorrà mantenere il primato di essere l’italiano più prolifico della serie A, anzi credo che sia anche un po’ ossessionato da quest’obiettivo. E’ un attaccante che ha fatto veramente passi in avanti da gigante soprattutto nella prima parte della stagione quando è stato determinate per il Toro. Secondo me va confermato nel senso che deve rimanere la Torino, quando era al Palermo in pochi credevano nelle sue doti e poi sotto la guida di Sinisa, che in questo ha grandi meriti, Belotti ha acquisito la convinzione di essere forte e performante grazie anche alla sua velocità non solo d’azione ma di pensiero. Belotti è uno da Toro perché ne incarna lo spirito, senza scomodare paragoni però mi ricorda un po’ un certo Puliciclone nel suo piccolo, quindi, credo che vorrà chiudere bene questo campionato al di là del modulo che sarà utilizzato questa sera e avrà molte motivazioni anche perché è da cinque giornate che non segna e quindi, ripeto, ne avrà motivazioni per fare gol”.

Un pronostico lo può fare?

“Non penso sarà una partita da pareggio, o si vince o si perde”.

Cambiando argomento, su quale panchina la vedremo seduto nella prossima stagione?

“Non lo so, sono un professionista del calcio in attesa di qualche offerta, proposta”.

Ma è intenzionato a rimanere in Italia o andare come ha già fatto all’estero?

“Valuto tutto e sono aperto a ogni possibilità”.