ESCLUSIVA TG – G. Galli ag. Edera: “Adesso Simone deve pensare a mettere in difficoltà Mazzarri poi vedremo”

25.11.2018 07:00 di Elena Rossin  articolo letto 2834 volte
Fonte: Elena Rossin
Beppe Galli
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Beppe Galli

Beppe Galli è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Galli è un agente Fifa e presidente dell’Aiacs, Associazione italiana agenti calciatori e società. Con lui abbiamo parlato del suo assistito Simone Edera.

Edera è utilizzato pochissimo da Mazzarri, c’è la possibilità che a gennaio vada via dal Torino per giocare di più?

“Come ho detto anche a Simone adesso deve impegnarsi per mettere in difficoltà il mister allenandosi con il massimo impegno e poi a gennaio ci saranno tre settimane di tempo quindi valuteremo e se ci fosse altrove un’opportunità che gli possa far veramente bene, nel senso che possa giocare con maggiore continuità, allora vedremo che cosa fare”.

Lei che cosa gli consiglia per il futuro?

“Oggi è al Toro perciò deve fare bene dov’è. Bene o male metterà in difficoltà il mister perché quello che non succede in quattro mesi può accadere in due settimane, il calcio è bello proprio per questo. Tutto può succedere, tutto può capitare. Magari entra e fa due gol e allora può accadere che Mazzarri lo veda in un’altra maniera. E’ imprevedibile ciò che può succedere dietro l’angolo, nessuno lo può sapere. Come dicevo, la cosa importante è che lui si alleni bene e che si tenga pronto per una chiamata che in questo momento forse non pensa che possa arrivare. Simone deve essere sempre sul pezzo e non mollare mai e poi a gennaio valuteremo il da farsi”.

Il Torino ha molti attaccanti, quindi per un ragazzo è più difficile ritagliarsi dello spazio?

“Al Torino nel ruolo di Edera c’è solo Iago Falque poi c’è da tenere in considerazione che Mazzarri quest’anno gioca utilizzando il 3-5-2 e di conseguenza gli esterni d’attacco fanno più fatica rispetto all’anno scorso perché la squadra gioca in maniera differente. Nel Torino ci sono due punte Belotti e Zaza e come esterni d’attacco a destra Falque e Edera e a sinistra Berenguer e Parigini, altro ragazzo che ho iniziato a seguire. Mazzarri quest’anno vede meno Edera perché ha un altro modo di far giocare la squadra. Il Torino è una squadra importante e di conseguenza ha giocatori di livello, quindi, Edera deve fronteggiare una concorrenza di calciatori importanti e quando una società vuole vincere qualche cosa è ovvio che qualcuno debba stare in panchina poiché tutti i giocatori a disposizione sono all’altezza della situazione”.

Simone potrebbe giocare anche in un ruolo differente?

“Può fare benissimo la seconda punta a fianco di Belotti. Finora in questo campionato gli è stato concesso di giocare solo mezza partita, quella con il Chievo (uscito al 58esimo per far posto a Zaza, ndr) e un piccolissimo spezzone in precedenza nella gara con il Napoli (entrato all’87esimo al posto di Baselli, ndr) e poi non è stato più utilizzato. Altri giocatori, invece, hanno avuto più chance. L’anno scorso tutte le volte che Edera è subentrato ha sempre fatto la differenza, mentre quest’anno, senza assolutamente entrare nel merito delle scelte tecniche di Mazzarri perché non mi permetto, il mister preferisce far giocare di più Zaza. Se Edera avesse disputato un tempo e fosse subentrato sei-sette volte giocando sempre male sarebbe logico tenerlo in panchina, ma se non gioca è anche difficile valutarne l’operato. Con il Chievo era partito titolare, ma la squadra faticava a sbloccare il risultato, quindi, Simone si è trovato in un contesto non facile. Oltretutto quando non si gioca è difficile farlo una volta ogni tanto così com’è subentrare nei finali e fare bene perché si sente maggiormente la pressione di dover dimostrare in poco tempo di poter fare la differenza e se questo capita a giocatori molto più esperti figuriamoci a un ragazzo di ventuno anni. Avendo Simone di fatto giocato solo per un tempo non ha avuto ancora la possibilità di dimostrare il suo valore come, invece, aveva fatto nella stagione passata, quindi, il ragazzo deve continuare ad allenarsi sempre a mille e se subentrerà dovrà giocare al meglio in modo da far vedere le sue capacità e poi valuteremo e vedremo che cosa fare nell’interesse del mio assistito”.

Simone è deluso da questa situazione?

“No, non deluso ma gli dispiace aver giocato solo una mezza partita e non aver avuto finora più nessun’altra possibilità di dimostrare quanto vale. Detto questo, è giusto rispettare le scelte dell’allenatore perché è la persona pagata per farle, quindi, non critichiamo nessuno, ma se qualcuno dice che Edera non sta facendo bene devo rispondere che Simone non ha avuto sei-sette presenze e ha sbagliato tutte le volte bensì che ha giocato mezza partita e non è stato al top, anche perché non è stato messo nella condizione e di conseguenza non si può affermare che sta rendendo poco. Ribadisco, si deve allenare sempre al massimo e sperare di poter una volta entrare e far ricredere il mister, che l’anno scorso tutte le volte che l’ha mandato in campo ha avuto da Edera risposte all’altezza. Con Mazzarri non c’è nessun problema perché il mister è preposto a fare delle scelte e ci sono anche altri giocatori che non hanno mai disputato neppure un minuto. In una squadra che vuole vincere e dove ci sono venticinque giocatori tutti sullo stesso piano tocca all’allenatore decidere e se preferisce giocare con due punte centrali per gli eterni c’è meno spazio rispetto a quando schiera la squadra con una sola punta e due esterni”.

Adesso il Torino è atteso da un periodo impegnativo e delicato già dalla partita di lunedì sera con il Cagliari e fino al termine del girone d’andata. Quindi tutti gli attaccanti saranno sotto osservazione persino Belotti.

“Belotti spesso fa un lavoro oscuro, lotta su tutti i palloni e tante volte va a recuperarsi palla a metà campo e non è facile. Io gli attaccanti non li giudico sul fatto se fanno pochi gol, ma sul numero di palle che ricevono perché il loro ruolo impone che finalizzino il gioco della squadra, ma se devono recuperare palla a metà campo come fanno poi a finalizzare il gioco? Se arrivano a un attaccante dieci palle gol e non segna è un conto, ma se gliene arrivano una e mezza non è facile riuscire a segnare. In più gli attaccanti vanno a periodi e c’è quello in cui ogni volta che arriva una palla la mandano in rete e c’è il periodo che tirano dieci volte in porta e non segnano. Il calcio è questo ed è bello proprio perché è così”. 

In generale i giovani in Italia non hanno grandi possibilità e così avviene anche nel calcio.

“E’ una problematica diffusa, ma tornando al calcio quando si sa di avere il posto sicuro è più facile azzardare una giocata, però quando non si gioca quasi mai non si ha il lusso di sbagliare e si finisce per giocare condizionati. La maggior parte dei giovani in Italia, salvo qualche rara eccezione, hanno sempre la spada di Damocle sulla testa quando entrano in campo perché se non fanno bene il più delle volte vengono scartati dagli allenatori, sono pochi i mister delle grandi squadre che sono propensi a utilizzare i giovani e a concedere loro più possibilità. Ogni allenatore ha il suo modo di far giocare la squadra e di vedere. Il Torino in attacco ha giocatori come Belotti e Zaza che sono nel giro della Nazionale e anche Falque, seppur non giochi nella Spagna, è di quel livello, quindi, Edera ha davanti giocatori importanti e sa di giocare in una grande squadra e di conseguenza deve sudarsi la pagnotta. Per questo gli dico che fino a gennaio deve mettere Mazzarri nella condizione di cambiare idea, ma questo può essere fatto in allenamento e in partita se, però, si viene mandati in campo in caso contrario diventa difficile. A gennaio valuteremo anche con la società, che ha già dimostrato di credere in Edera quando gli ha rinnovato il contratto”.

Edera è un giocatore che potrebbe interessare a più di una società, siete stati contattati da qualcuno?

“Edera è un giocatore del Torino, quindi, se qualcuno fosse interessato a lui dovrebbe contattare Petrachi o Cairo. In generale penso che oggi ci siano poche società che sappiano già che cosa vogliono fare nella sessione del mercato di gennaio tenuto conto che le rose sono sottoposte a vincoli, anche se Simone ha un’età e una condizione che lo favorisce da questo punto di vista. In più c’è da considerare che molte società non sono propense a valorizzare un giovane che poi a fine campionato rientrerà alla base e una società come il Torino ci pensa due volte a concedere formule che possono sottrarre un giocatore del livello e della prospettiva di Edera. Personalmente non consiglio mai ai miei giovani assistiti di andare in squadre dove nel loro ruolo ci sono altri giocatori d’esperienza e di buon livello altrimenti finiscono per continuare a far fatica a trovare spazio, meglio restare dove già si è e dove si conosce molto bene l’ambiente. Edera in questo momento deve solo pensare a fare bene con il Torino senza dare retta a voci che possono circolare e poi a gennaio valuteremo, anche perché i direttori sportivi sanno che di giocatori forti non ce ne sono tanti e Simone è un giocatore forte”.